rotate-mobile
Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Omicidio, la madre di Giulia: "Il padre di Cagnoni aveva già escluso Matteo dal futuro dei figli"

La madre della vittima ha depositato la sua versione prima che in aula esplodesse il caos, quando l'imputato ha offeso la donna e ha iniziato una bagarre con il cognato Guido

Settima udienza del processo a Matteo Cagnoni, il dermatologo ravennate accusato di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri il 16 settembre 2016. Prima del caos esploso in aula a fine mattinata, quando l'imputato ha offeso la madre della vittima e ha iniziato una bagarre con il cognato Guido, hanno depositato la governante dei figli di Giulia e Matteo, il notaio che avrebbe effettuato delle transazioni per conto del medico e, soprattutto, la madre di Giulia Rossana Marangoni, che ha parlato per quasi tutta la mattinata.

Processo Cagnoni, caos in aula: l'imputato offende la madre della vittima, il fratello reagisce

La madre di Giulia: "Quello di Matteo sembrava un amore esagerato, maniacale"

Rossana Marangoni si siede davanti alla corte, e davanti all'ex genero accusato della morte della figlia, e inizia a raccontare il rapporto che c'era tra Giulia e Matteo. "Per tanti anni, a detta di mia figlia, è sempre andato tutto benissimo. Nell'ultimo anno e mezzo le cose si erano un po' raffreddate, ma pensavo fosse normale. Essendoci di mezzo tre figli, io cercavo di "ricucire" il loro rapporto. Giulia sbuffava, mi diceva che non ne poteva più del suo essere così oppressivo e geloso anche degli affetti più semplici, come quelli delle amiche o di noi parenti. Negli ultimi tempi la vedevo molto raramente perchè lui si innervosiva quando veniva a trovarci: avevo una grande stima di Matteo, quindi ci sono rimasta male". I comportamenti di Matteo, tuttavia, non hanno mai preoccupato più di tanto la madre di Giulia: "Mi sembrava solo un amore eccessivo, maniacale. Anche Matteo, poi, mi disse che le cose tra loro due non andavano più tanto bene. Ricordo che era molto meravigliato da questa cosa: non riusciva a capire perchè, improvvisamente, a Giulia non andasse più bene il fatto che fosse lui a decidere tutto, com'era sempre stato. Poi, ad agosto, mi raccontò che mia figlia aveva un amante: parlando di Stefano Bezzi mi disse che era un "ignorantone" e aggiunse "Questo non me lo doveva fare, sono molto arrabbiato perchè lui è una persona squallidissima"".

"Prima del divorzio, Matteo vendette tutte le sue proprietà al fratello"

La madre di Giulia, quando la figlia iniziò a parlargli di divorzio, cominciò anche a preoccuparsi a livello economico. "Giulia mi raccontò che avevano deciso che Matteo le avrebbe dato mille euro per ogni figlio al mese, ma la cosa strana era che avrebbero utilizzato la loro casa una settimana per uno, di modo da non far spostare i figli. La trovai una cosa assurda. Il 13 settembre (tre giorni prima dell'omicidio, ndr) andarono da un avvocato che Matteo definì "super-partes": gli accordi saltarono quando l'avvocato disse a mia figlia che non avrebbe ricevuto un euro ma che, anzi, avrebbe dovuto versare lei dei soldi a Matteo per il mantenimento dei figli, perchè lui era un nullatenente. Solo in seguito Giulia mi disse che Matteo aveva venduto tutto, dalle varie case fino al suo studio in centro, al fratello. Così Giulia se ne andò dallo studio senza firmare nulla".

"Matteo non mostrò mai preoccupazione quando Giulia scomparve nel nulla"

Quando la famiglia di Giulia, domenica 18 settembre, inizia ad allarmarsi per l'assenza di contatti con la figlia la madre non pensa subito al peggio. "Avevo visto Giulia mercoledì sera alla festa di compleanno di uno dei suoi figli: quella è stata l'ultima volta che ho visto mia figlia. Ero arrabbiata con lei: non si può sparire senza dire nulla nè ai tuoi genitori nè ai tuoi bambini. Mio marito, che è più malizioso, aveva già capito tutto: continuava a ripetere a mio figlio di portare la Polizia nella villa di via Padre Genocchi (dove venne ritrovato il cadavere di Giulia, ndr) perchè sapeva che Matteo insisteva a portare lì mia figlia per fare delle fotografie a dei quadri da mettere in vendita, diceva "L'ha ammazzata". Quando domenica chiamai Matteo per avvertirlo che la Polizia, durante le ricerche, stava per buttare giù la porta della loro abitazione, lui non mostrò segni di preoccupazione: mi disse che era andato a Firenze dai suoi genitori con i bambini perchè sua madre aveva avuto un malore e che aveva visto Giulia per l'ultima volta sabato mattina. Fu mia nipote a dirmi che, invece, lei e i suoi due fratelli insieme al padre erano andati via da Ravenna già venerdì. Domenica sera presi un sonnifero per addormentarmi: sapevo che lunedì sarebbe stata una giornata difficile. All'alba, infatti, arrivò Guido per dirci del "fattaccio", e già dalla sua espressione capii tutto. Pensai subito ai bambini, così andammo a Firenze nella casa dei genitori di Matteo. Qui mi colpì una cosa: Mario Cagnoni, il padre di Matteo, sembrava già aver deciso tutto per il futuro dei nostri tre nipoti. Diceva che c'era un collegio molto buono a Firenze dove sarebbero potuti andare: insomma, aveva già escluso Matteo dal programma dei figli. Come mai?".

Il padre di Matteo alla nipote: "E' una cosa brutta ma non devi giudicare tuo padre"

Nei mesi successivi all'omicidio, Rossana ha ripercorso più volte quei giorni parlando con la nipotina: "Mi diceva che il padre, il giorno dell'omicidio, entrava e usciva di continuo dalla casa di Firenze. Poi, un giorno, mia nipote andò a pranzo da sola con Mario Cagnoni: voleva scoprire se il nonno sapeva qualcosa che non aveva ancora raccontato. Quando tornò mi disse che che il nonno le aveva detto di aver aiutato Matteo perchè non stava molto bene, che doveva capire, "E' una cosa brutta ma non devi giudicare tuo padre" concluse. Mia nipote voleva recuperare alcuni oggetti della madre visti manipolare da Matteo nelle immagini delle videocamere di sorveglianza della villa di Firenze, come la borsa bianca che le avevo regalato io e l'orologio, ma il nonno le disse che non era possibile perchè Matteo aveva buttato via tutto in un sacco. Insomma, mia nipote tornò da quel pranzo con la profonda convinzione che il padre fosse l'assassino di sua madre". Per via di queste frasi, l'avvocato di Matteo Cagnoni Giovanni Trombini ha chiesto di poter ascoltare Mario Cagnoni durante le prossime udienze.

La prima udienza - Cagnoni in aula. La difesa: "Il processo va spostato da Ravenna"

La seconda udienza - Ammesse tutte le prove. Accusa e difesa chiedono oltre 200 testimoni

La terza udienza - Parla la migliore amica: "Matteo sempre più ossessivo, avevo paura per lei"

La quarta udienza - L'amante di Giulia: "Le diceva che presto l'avrebbe lasciata libera"

La quinta udienza - L'amico di Giulia: "Il marito le diceva 'Ti distruggo'"

La sesta udienza - Il dermatologo ha un malore durante il video del ritrovamento del cadavere

La settima udienza - Frase shock della madre di Cagnoni: "Matteo l'ha fatta grossa"

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Omicidio, la madre di Giulia: "Il padre di Cagnoni aveva già escluso Matteo dal futuro dei figli"

RavennaToday è in caricamento