Omicidio Ballestri, sms shock di Stefano Cagnoni: "Mio fratello è l'assassino di Ravenna"

La tredicesima udienza a Matteo Cagnoni inizia con lo stesso copione di quella di venerdì scorso, quando la madre dell'imputato non si era presentata in aula

La tredicesima udienza del processo a Matteo Cagnoni, il dermatologo ravennate accusato dell'omicidio della moglie Giulia Ballestri, inizia con lo stesso copione di quella di venerdì scorso, quando la madre dell'imputato non si era presentata in aula dove avrebbe dovuto depositare la sua versione dei fatti. Anche oggi, infatti, Vanna Costa ha inviato dei certificati medici attestanti una malattia temporanea (oltre a quelli già presentati nei quali viene riportato che la donna, da un anno e mezzo circa, soffrirebbe di gravi deficit cognitivi). Nel pomeriggio la Pm Cristina D'Aniello ha annunciato che l'accusa ha rinunciato a sentire la donna, rinuncia accettata anche dalle parti civili.  

La parola passa quindi al fratello di Matteo, Stefano Cagnoni, che viene subito interrogato sui beni immobiliari che il fratello gli avrebbe ceduto a prezzi irrisori o addirittura, in alcuni casi, donato: operazione considerata come "misure precauzionale" in vista del divorzio che già da tempo aleggiava in casa Cagnoni-Ballestri e della quale Giulia non era mai stata avvisata. "Ma la vendita era vera o simulata? - arriva dritto al punto il presidente della Corte Corrado Schiaretti - Era fatta ai fini di ottenere vantaggi nella separazione?". "Non ho mai dubitato che i beni sarebbero comunque andati ai figli di Matteo", spiega Stefano. Sull'argomento torna poi anche l'avvocato della difesa Giovanni Trombini, che puntualizza come Stefano non abbia moglie nè figli a cui, eventualmente, avrebbe potuto lasciare queste case (che sarebbero quindi tornate al fratello e ai genitori); inoltre, spiega Trombini, la casa di via Giordano Bruno in cui vivevano Matteo e Giulia (pagando un canone d'affitto al fratello) in caso di divorzio sarebbe stata considerata come "casa coniugale", e quindi - anche se di proprietà del fratello Stefano - sarebbe andata a Giulia. Infine il legale ha spiegato che sarebbero riusciti a trovare la via giuridica per far ritornare la proprietà dei beni ceduti a Matteo Cagnoni, che potrà poi lasciarli ai figli in eredità: la Corte ha accordato all'avvocato il permesso per ottenere la procura speciale. "Quindi direi che possiamo considerare il problema ereditario concluso", chiosa Trombini.

"Pensavo che Matteo avesse confessato l'omicidio"

L'esame del Pubblico ministero passa poi alla ricostruzione dei giorni più "caldi", quelli immediatamente precedenti o successivi al ritrovamento del cadavere nella villa di via Padre Genocchi e dell'arresto di Matteo. In aula viene riprodotta la telefonata intercorsa tra Stefano e il padre Mario, fatta lunedì mattina poco dopo l'arresto: "E' stato un eccesso di rabbia", dice il fratello riferendosi all'omicidio. "Eh penso di sì, naturalmente si dice che non è vero, che è stato un altro da fuori", risponde il padre. "Però bisogna tener conto che i telefoni tengono traccia di tutto...", risponde il fratello. A cosa si riferisce? La telefonata è un po' troppo "tranquilla" secondo il pubblico ministero, per essere la prima dopo la scoperta dell'omicidio: "Come mai non chiede a suo padre qualcosa come "Povera Giulia, ma cosa le è successo?". Il fratello spiega di aver letto poco prima la notizia della morte di Giulia e del conseguente arresto del fratello sui giornali online: "In quel momento, avendo letto sul giornale che era stato arrestato mio fratello dopo l'omicidio, forse per "maleducazione civica" ho identificato l'indagato con il colpevole". Ma il Pm insiste: "Come fratello non si è posto il problema di chiedere spiegazioni a suo padre, che aveva visto Matteo nei giorni precedenti? E quando parla di accesso di rabbia e dice che bisogna tener conto dei cellulari?". E qui il fratello stupisce tutti: "Io pensavo che Matteo avesse confessato l'omicidio: ciò che cambia le carte in tavola è la sua dichiarazione d'innocenza, che scopro in seguito dai giornali e che trova conferma quando visito Matteo in carcere, il 4 ottobre". Eppure, in seguito, Stefano invia un messaggio a un'amica che neanche lui stesso riesce a spiegarsi, scrivendole "Mio fratello è l'assassino di Ravenna". "Ora mi stupisco di averlo scritto - spiega Stefano - è anche un messaggio che, durante l'interrogatorio dell'anno scorso, ho mostrato volontariamente alla Polizia".

"Pensai che a Giulia potesse essere successa una tragedia"

L'avvocato delle parti civili, Giovanni Scudellari, solleva diverse contestazioni sulle risposte del testimone, che non corrisponderebbero a quelle date dallo stesso durante l'interrogatorio del 2016, a poche settimane dall'omicidio. Poi fa una domanda precisa: "Prima di leggere le notizie su internet che riportavano l'omicidio, lei quella mattina ha pensato a Giulia?". Stefano risponde incerto, quindi Scudellari interviene ricordandogli quanto detto nell'interrogatorio del 2016: "Lei disse - ricorda Scudellari - che lunedì mattina, quando si sveglia, pensa che a Giulia possa essere successa una tragedia, al punto tale da consultare anche i giornali online di Ravenna (Stefano risiede a Parma, ndr), senza però trovare, inizialmente, informazioni su Giulia. E perchè allora se era così preoccupato, invece di riconsultare i giornali in un secondo momento come ha fatto, non ha provato a chiamare i parenti?". Stefano si dilunga girando intorno al punto focale e senza dare una risposta precisa, al punto che interviene Schiaretti cercando di arrivare a una conclusione: "Quel lunedì la vita della vostra famiglia è stata sconvolta: Giulia era morta e suo fratello era in carcere; è difficile pensare che in famiglia non se ne sia mai parlato. Anche dopo aver visto i video (della fuga di Matteo e dei sacchi maneggiati dall'imputato e dal padre nella villa di Firenze, ndr), io se fossi stato in lei avrei preso mio padre da parte e gli avrei chiesto "Cosa sta succedendo? Cosa ti ha detto Matteo? Perchè è scappato dalla finestra?". Stefano conclude laconico dicendo che le risposte alle sue domande le ha sempre trovate sui giornali.

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E' il turno di Elisabetta Tosi, amica di Cagnoni "senior", con la quale il padre di Matteo ha una telefonata importante nella quale spiega di aver visto il figlio in carcere. "Matteo è tranquillo, come se giustizia è fatta": la stessa frase che Mario Cagnoni dice, in un'altra telefonata, a suo fratello Giorgio (zio di Matteo). Ma anche in questo caso non si riesce a trovare una spiegazione precisa alla frase: "Mario mi disse che c'erano tante prove a carico di suo figlio e non sapeva cosa pensare", spiega in sintesi la donna, che in breve lascia il posto alla sorella Caterina Tosi, ex paziente e amica di Mario Cagnoni. Il Pm ricorda alla testimone come Mario, alle tre della notte tra domenica e lunedì (poche ore dopo il ritrovamento del cadavere di Giulia) avesse inviato un messaggio a lei e alla sorella dicendo "Non chiamatemi mai": ma, di nuovo, l'sms non trova una spiegazione definitiva e anche Caterina dice di aver parlato poco dell'omicidio con l'amico e di aver appreso quasi tutto dai media. Infine la parola passa a Giampiero Baldini, medico legale dell'ospedale di Ravenna che è intervenuto sul luogo del delitto e ha ispezionato il cadavere. Baldini scende nel dettaglio, ma nulla di nuovo emerge dalle sue parole, che ricordano a tutti l'efferatezza con la quale Giulia è stata assassinata: lo stesso medico, nel video del ritrovamento del cadavere proiettato in aula a novembre, aveva spiegato che si trattava di un delitto particolarmente violento.

La prima udienza - Cagnoni in aula. La difesa: "Il processo va spostato da Ravenna"

La seconda udienza - Ammesse tutte le prove. Accusa e difesa chiedono oltre 200 testimoni

La terza udienza - Parla la migliore amica: "Matteo sempre più ossessivo, avevo paura per lei"

La quarta udienza - L'amante di Giulia: "Le diceva che presto l'avrebbe lasciata libera"

La quinta udienza - L'amico di Giulia: "Il marito le diceva 'Ti distruggo'"

La sesta udienza - Il dermatologo ha un malore durante il video del ritrovamento del cadavere

La settima udienza - Frase shock della madre di Cagnoni: "Matteo l'ha fatta grossa"

L'ottava udienza - Caos in aula al processo: Cagnoni offende la madre di Giulia, il fratello reagisce - IL VIDEO

La nona udienza - L'agente di Polizia amico di Cagnoni: "Tradì Giulia, diceva che le donne dovevano stare in casa"

La decima udienza - Cagnoni cedette al fratello ville e studi milionari per una cifra irrisoria: perchè?

L'undicesima udienza - "La madre di Cagnoni disse che Giulia era stata uccisa, ma ancora non poteva saperlo"

La dodicesima udienza - Colpi di scena: la madre non si presenta, l'amica nega la telefonata registrata - Il padre: "Mio figlio era tranquillo, come se 'giustizia fosse stata fatta'"

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