Omicidio al chiosco, Maila Conti condannata per stalking e violenza sui parenti della vittima

"Sono stata condannata per fatti che non ho commesso", ha affermato Conti a margine del processo. La donna, che attualmente si trova agli arresti domiciliari, è imputata anche nel processo per l’omicidio del compagno

Il pm aveva chiesto la condanna a due anni, ma la sentenza del giudice è stata di dieci mesi. Si è concluso lunedì il processo nei confronti di Maila Conti, la 52enne accusata di resistenza verso i Carabinieri e di stalking e violenza privata verso la vedova e le due figlie di Leonardo Politi, suo compagno che lo scorso 13 agosto avrebbe ucciso sferrandogli un colpo di coltello all'interno della piadineria di Lido Adriano che avevano in gestione.

Il giudice Gianandrea Bussi ha anche disposto un risarcimento di ottomila euro alla donna, che si è costituita parte civile con gli avvocati Luigi Salice e Romina Cattivelli. Conti è difesa dagli avvocati Carlo Benini e Wally Salvagnini che, dopo che sarà stata pubblicata la sentenza, presenteranno il ricorso in Appello. "Sono stata condannata per fatti che non ho commesso", ha affermato Conti a margine del processo. La donna, che attualmente si trova agli arresti domiciliari in Val Trebbia, è imputata anche nel processo per l’omicidio del compagno. La sentenza è attesa per la fine di luglio.

"Siamo soddisfatti per la sentenza - hanno commentato i due avvocati di parte civile - che ha chiarito i fatti e le relazioni tra le persone. Esprimiamo apprezzamento per i Carabinieri che hanno svolto indagini serie e accurate". La sentenza lascia spazi alla difesa nell’eventuale ricorso ai giudici di secondo grado. A Conti, infatti, veniva contestato di aver perseguitato e commesso atti di violenza privata dal 2016 al 2019. Il giudice, però, ha considerato solo i fatti degli ultimi due anni, escludendo che ci fossero comportamenti illeciti nei primi due. Conti, secondo le accuse della procura, avrebbe più volte perseguitato la ex moglie di Politi, arrivando a minacciare e a molestare lei e le due figlie fino ad arrivare all’aggressione in una trattoria di Travo, dove la vittima lavorava come cameriera. In quell’occasione, Conti era stata denunciata dai Carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale.

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Per la difesa, però, la vicenda presentava molti lati oscuri e alcune contraddizioni. Le due donne in un primo tempo erano amiche. Quando nel 2017 Politi e la moglie si separano, Conti aiutò economicamente la loro famiglia, arrivando a pagare il pranzo di nozze di una delle figlie. Nel 2018, Conti e il suo compagna si trasferirono a Ravenna. L’anno dopo iniziò il divorzio e la ex moglie chiese un accertamento tributario, ha rimarcato la difesa, oltre al fatto di aver avvicinato alcune amiche perché testimoniassero contro Conti.

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