Processo Cagnoni, lo psicoterapeuta: "Giulia acquisiva autonomia, Matteo bloccò la terapia"

A dirlo è lo psicoterapeuta che ebbe in cura i due coniugi per qualche mese

"Giulia e Matteo? Erano una coppia sbilanciata, "all'antica": lui occupava più spazio e prendeva le decisioni, lei era più passiva". A dare questa definizione forte della coppia più volte definita "all'apparenza perfetta", che conferma quanto già raccontato da parenti e amici dei due, è Maurizio Stupiggia, psicoterapeuta che ebbe in cura i coniugi per qualche mese.

L'avvocato di Giulia: "Matteo non voleva che lei parlasse con me"

La quattordicesima udienza del processo a Matteo Cagnoni, il dermatologo ravennate accusato dell'omicidio della moglie Giulia Ballestri, inizia però con la deposizione di Pietro Baccarini, avvocato faentino a cui si rivolse Giulia Cagnoni in vista del divorzio dal marito. L'avvocato conferma l'intenzione di Cagnoni: l'appartamento coniugale di via Giordano Bruno sarebbe rimasto "condiviso", e Matteo e Giulia vi avrebbero trascorso una settimana a testa con i figli, in modo da destabilizzare i tre bambini il meno possibile. I rapporti tra l'avvocato Baccarini e Giulia, però, si interrompono bruscamente quando Cagnoni scopre dei loro incontri: "Lui voleva che lei si rivolgesse esclusivamente dall'avvocato che aveva scelto lui a Forlì e che fosse estromesso ogni altro legale - spiega Baccarini -. Però Giulia  il 13 settembre 2016, mi chiamò arrabbiata dicendomi che non era assolutamente soddisfatta : durante l'incontro con l'altro legale forlivese le avrebbero detto che non poteva pretendere la casa di via Giordano Bruno, perchè non apparteneva più al marito ma era stata ceduta al fratello. Feci una ricerca catastale e scoprii che non solo era vero, ma anche che Cagnoni si era privato di tanti altri beni immobiliari: lunedì (il giorno dopo il ritrovamento del cadavere di Giulia, ndr) la chiamai ripetutamente per avvisarla, ma ovviamente non mi ha mai risposto. Io scoprii di quanto era successo solo la mattina successiva, e restai sconvolto".

L'avvocato di Cagnoni: "Matteo voleva che l'amante di Giulia non entrasse in contatto con i loro figli"

La parola passa poi al secondo avvocato, quello della coppia, Sonia Falcini: "Quando Cagnoni si rivolse a me mi disse che quella con Giulia era una crisi che andava avanti da un anno, che aveva scoperto che la moglie aveva una relazione ma che per lui era un fatto "liberatorio" e che Giulia, economicamente, non pretendeva tanto". L'avvocato elenca poi i punti dell'accordo di separazione che avrebbero deciso durante l'unico incontro avvenuto alla presenza sia di Matteo che di Giulia, martedì 13 settembre 2016 (tre giorni prima che Giulia venisse uccisa, ndr): "L'affidamento dei figli sarebbe stato condiviso nel loro appartamento, e su questo erano d'accordo; i genitori di Matteo avrebbero versato, ogni mese, 3600 euro ai figli e 1000 a Giulia, più la quasi totale copertura di spese varie per i figli, e anche su questo avevano trovato un accordo; Matteo, però, pretendeva che i figli non entrassero in contatto con Stefano Bezzi, l'amante di Giulia, e che lui non andasse mai nella loro casa "condivisa". "E a Giulia questa condizione andava bene?", chiede il Pm Cristina D'Aniello. "L'incontro fu molto tranquillo e Giulia andò via soddisfatta", risponde l'avvocato. Ma il Pm insiste su quanto già affermato nelle scorse udienze dai parenti di Giulia: "Lei non disse a Giulia che non avrebbe potuto pretendere di ottenere la casa coniugale in quanto ormai era stata ceduta al fratello del marito?". "No - risponde l'avvocato - anche perchè in caso di divorzio non è rilevante la proprietà della casa coniugale, perchè può essere affidata anche a chi non ne è il proprietario. Non parlammo di vera e propria "assegnazione" perchè la coppia era arrivata a un accordo molto "particolare", ovvero alternarsi nella casa e far rimanere 'fissi' i bambini".

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Lo psicoterapeuta: "Quella tra Matteo e Giulia era una relazione tra 'soggetto' e 'oggetto'"

Dopo Gemma Brandi, psichiatra resposabile della salute in carcere nell'istituto penitenziale di Sollicciano (Firenze) la parola passa a Maurizio Stupiggia, psicoterapeuta che ebbe in cura i due coniugi da dicembre 2015 fino a febbraio 2016. Stupiggia spiega che i due si erano rivolti a lui per cercare di capire se per il loro matrimonio c'era ancora qualche "chance". "Matteo e Giulia concordavano sul fatto che ci fosse una crisi di coppia: Giulia, però, era molto depressa e sofferente, mentre il marito era più lucido e argomentativo. Lei diceva che si sentiva oppressa, che aveva bisogno di stare da sola e che voleva il suo spazio, mentre Matteo dava la colpa della loro crisi al momento depressivo di lei. Ciò che emergeva chiaramente è che Matteo e Giulia fossero una coppia "complementare" e non "simmetrica", ossia uno dei due prendeva le decisioni e l'altro era passivo, una coppia "all'antica". Una relazione, insomma, tra 'soggetto' e 'oggetto'. Lei aveva bisogno di riacquistare potere personale, ed è ciò che tentai di fare provando a riequilibrare questa coppia sbilanciata". "E com'è andata?", domanda il pubblico ministero. "Giulia era presa e iniziava a mettere in pratica i miei consigli, Matteo invece restava convinto che la loro crisi dipendesse esclusivamente dalla depressione della moglie ed era preoccupato dal fatto che lei stesse iniziando ad acquisire autonomia. Dopo 4 o 5 sedute, infatti, Cagnoni mi telefonò annullando l'appuntamento. Da quel giorno non li ho mai più rivisti". Il pm vuole vederci chiaro: "Non si chiese come mai avessero interrotto la terapia così, all'improvviso?". "Pensai che la coppia fosse troppo fragile per riuscire a gestire quel "riequilibrio di potere" che stava iniziando a esserci - conclude lo psicoterapeuta - e anche che lui avesse percepito il pericolo degli esiti di un percorso prolungato".

La prima udienza - Cagnoni in aula. La difesa: "Il processo va spostato da Ravenna"

La seconda udienza - Ammesse tutte le prove. Accusa e difesa chiedono oltre 200 testimoni

La terza udienza - Parla la migliore amica: "Matteo sempre più ossessivo, avevo paura per lei"

La quarta udienza - L'amante di Giulia: "Le diceva che presto l'avrebbe lasciata libera"

La quinta udienza - L'amico di Giulia: "Il marito le diceva 'Ti distruggo'"

La sesta udienza - Il dermatologo ha un malore durante il video del ritrovamento del cadavere

La settima udienza - Frase shock della madre di Cagnoni: "Matteo l'ha fatta grossa"

L'ottava udienza - Caos in aula al processo: Cagnoni offende la madre di Giulia, il fratello reagisce - IL VIDEO

La nona udienza - L'agente di Polizia amico di Cagnoni: "Tradì Giulia, diceva che le donne dovevano stare in casa"

La decima udienza - Cagnoni cedette al fratello ville e studi milionari per una cifra irrisoria: perchè?

L'undicesima udienza - "La madre di Cagnoni disse che Giulia era stata uccisa, ma ancora non poteva saperlo"

La dodicesima udienza - Colpi di scena: la madre non si presenta, l'amica nega la telefonata registrata - Il padre: "Mio figlio era tranquillo, come se 'giustizia fosse stata fatta'"

La tredicesima udienza - Sms shock di Stefano Cagnoni: "Mio fratello è l'assassino di Ravenna"

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