Carcere a vita per Cagnoni: per i giudici è lui l'assassino di Giulia

La Corte d'Assise del Tribunale di Ravenna, dopo oltre cinque ore di camera di consiglio, ha deciso sulle imputazioni mosse al dermatologo ravennate Matteo Cagnoni, accusato dell'omicidio della moglie Giulia Ballestri

Foto Massimo Argnani

Carcere a vita. La Corte d'Assise del Tribunale di Ravenna, dopo oltre cinque ore di camera di consiglio, ha deciso di fronte a un'aula gremita (e con tante donne che hanno deciso di indossare scarpe rosse, simbolo della lotta al femminicidio) sulle imputazioni mosse al dermatologo ravennate Matteo Cagnoni, accusato del brutale omicidio della moglie Giulia Ballestri avvenuto il 16 settembre 2016 nella loro villa di via Padre Genocchi. La Procura della Repubblica di Ravenna, alla fine di un lunghissimo processo partito a ottobre 2017 e che ha visto alternarsi al banco del testimone oltre 100 persone, aveva chiesto per l'imputato - sempre proclamatosi innocente - la condanna all'ergastolo. Diverse le aggravanti che il pubblico ministero Cristina D'Aniello ha aggiunto al reato già grave di omicidio volontario: la premeditazione anzitutto, ma anche la crudeltà, tanto che il pm aveva formulato anche la richiesta che nel primo anno di detenzione Cagnoni fosse sottoposto al regime più duro dell'isolamento diurno
 

IL VIDEO - Matteo Cagnoni condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie Giulia Ballestri

I giudici togati e popolari della Corte d'Assise, presieduti dal presidente Corrado Schiaretti affiancato dal collega Andrea Galanti, alla fine hanno accolto la richiesta del pubblico ministero di ergastolo, ma senza sottoporre Cagnoni al regime dell'isolamento. Stabilita inoltre l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e la sospensione della patria potestà sui figli per tutta la durata della pena.

Secondo il dispositivo della Corte (la sentenza completa sarà resa disponibile tra 90 giorni), fu proprio il 53enne Cagnoni a uccidere la moglie 39enne Giulia, con la quale aveva avuto tre figli e dalla quale si stava separando, recatasi nella villa abbandonata insieme al marito che l'avrebbe attirata lì con la scusa di voler fotografare dei quadri da vendere a un mercante d'arte. L'uomo avrebbe poi aggredito la moglie dapprima con un tronco, poi sbattendole violentemente il viso contro uno spigolo del muro, per poi abbandonarla dopo una mattanza che secondo i medici sarebbe durata circa 40 minuti. La donna sarebbe infine morta soffocata nel suo stesso sangue dopo una lunga agonia. L'avvocato del dermatologo ha già annunciato che, una volta uscita le motivazioni della sentenza completa, presenterà ricorso in appello.

Per quanto riguarda i risarcimenti alle parti civili ammesse e alla famiglia di Giulia, per il Comune un risarcimento di 20mila euro, mentre 10mila per Linea Rosa, Unione donne in Italia e Dalla parte dei minori. Ai genitori di Giulia 500mila euro a testa, 150mila al fratello Guido e un milione di euro a testa per ogni figlio di Giulia e Matteo (in totale 3), oltre al pagamento delle spese processuali delle parti civili. Dovranno anche essere restituiti alla famiglia tutti i beni immobili sotto sequestro, nonchè le autovetture.

La requisitoria del Pubblico ministero

Nella requisitoria-fiume, durata oltre sette ore e spalmata su due giornate, il pubblico ministero Cristina D'Aniello aveva elencato e riassunto tutti gli indizi e le prove a favore della tesi dell'accusa: le impronte, i cuscini insanguinati, i vestiti del dermatologo e la torcia macchiati di sangue, la fuga di Cagnoni, il dna trovato sul bastone dell'omicidio, le contraddizioni dell'imputato, le frasi sull'omicidio di Giulia pronunciate dallo stesso e dai suoi parenti quando ancora non era stato scoperto il cadavere. Un insieme di elementi corposo, "una gravità indiziaria granitica" - come definita dallo stesso pm - che, evidentemente, ha convinto la Corte di Cassazione.

L'arringa della difesa

L'avvocato della difesa Trombini, da sempre amico di Cagnoni, aveva invece chiesto per l'imputato l'assoluzione, sostenendo che non vi fossero prove sufficienti "al di là di ogni ragionevole dubbio" per dimostrare che il suo cliente fosse il colpevole dell'omicidio della moglie. Il legale, anzi, in un'approfondita difesa portata avanti insieme al collega Francesco Dalaiti e suddivisa su due giornate, durata circa dieci ore,  aveva ipotizzato che a uccidere Giulia fossero stati due ladri dopo averla seguita durante il suo ritorno in villa, quello stesso venerdì 16 settembre, per poi ammazzarla all'interno della casa andandosene solo dopo aver cercato di ripulire sangue e impronte (cosa che spiegherebbe il dna estraneo trovato sotto le unghie della vittima, che avrebbe cercato di difendersi da un tentativo di strangolamento). Anche le due impronte trovate nella villa - vera "prova regina" del processo, che la Procura non ha mai dubitato potessero appartenere a qualcuno che non fosse Cagnoni - per la difesa sarebbero state invece inutilizzabili (il perchè lo aveva spiegato a lungo il perito di parte). Il dermatologo, in carcere da settembre 2016, durante gli scorsi mesi aveva più volte presentato la richiesta di poter accedere agli arresti domiciliari, spiegando come il regime carcerario lo avesse portato ad avere attacchi di panico, episodi allucinatori e depressione: ma la Corte ha sempre respinto la richiesta.

LA CRONACA DEL PROCESSO

La prima udienza - Cagnoni in aula. La difesa: "Il processo va spostato da Ravenna"

La seconda udienza - Ammesse tutte le prove. Accusa e difesa chiedono oltre 200 testimoni

La terza udienza - Parla la migliore amica: "Matteo sempre più ossessivo, avevo paura per lei"

La quarta udienza - L'amante di Giulia: "Le diceva che presto l'avrebbe lasciata libera"

La quinta udienza - L'amico di Giulia: "Il marito le diceva 'Ti distruggo'"

La sesta udienza - Il dermatologo ha un malore durante il video del ritrovamento del cadavere

La settima udienza - Frase shock della madre di Cagnoni: "Matteo l'ha fatta grossa"

L'ottava udienza - Caos in aula al processo: Cagnoni offende la madre di Giulia, il fratello reagisce - IL VIDEO

La nona udienza - L'agente di Polizia amico di Cagnoni: "Tradì Giulia, diceva che le donne dovevano stare in casa"

La decima udienza - Cagnoni cedette al fratello ville e studi milionari per una cifra irrisoria: perchè?

L'undicesima udienza - "La madre di Cagnoni disse che Giulia era stata uccisa, ma ancora non poteva saperlo"

La dodicesima udienza - Colpi di scena: la madre non si presenta, l'amica nega la telefonata registrata - Il padre: "Mio figlio era tranquillo, come se 'giustizia fosse stata fatta'"

La tredicesima udienza - Sms shock di Stefano Cagnoni: "Mio fratello è l'assassino di Ravenna"

La quattordicesima udienza - Lo psicoterapeuta: "Giulia acquisiva autonomia, Matteo bloccò la terapia"

La quindicesima udienza - "Quel bastone non fu preso nella villa del delitto". La prova della premeditazione?

Il maltempo fa slittare la sedicesima udienza: la Corte respinge la richiesta per i domiciliari

La sedicesima udienza - Sul bastone il Dna di Cagnoni: ma sotto le unghie di Giulia quello di un altro

La diciassettesima udienza - Aggressione inaudita durata 40 minuti. Le impronte insanguinate? "Sono di Cagnoni"

La diciottesima udienza (mattina) - E' il giorno di Cagnoni: "Io innocente, non sono così cretino da lasciare questi indizi"

La diciottesima udienza (pomeriggio) -Cagnoni: "Chi ha ucciso Giulia è un mostro, ma quel mostro non sono io"

La diciannovesima udienza - Cagnoni si contraddice: e nella villa del delitto 'spunta' un'altra porta aperta

È 'Cagnoni show' per Selvaggia Lucarelli: "File di curiosi come a un concerto di Vasco"

La ventesima udienza (mattina) - Parlano gli amici di Matteo: "Contro di lui accanimento giudiziario e mediatico"

La ventesima udienza (pomeriggio) - Cagnoni: "Ero in aeroporto per comprare un orologio". La Procura indaga: "Quel negozio non esiste"

La ventunesima udienza - Cagnoni riprende la parola: "Io e la mia 'Bocca di rosa': voglio chiarire..."

La ventiduesima udienza - La difesa getta ombre sulle impronte: "Sono di Cagnoni? Impossibile dirlo"

La ventitreesima udienza - L'amica "ci ripensa", l'auto resta un 'mistero': Cagnoni tornò sul luogo dell'omicidio?

La ventiquattresima udienza - Cagnoni: "In carcere sono ai piedi di Cristo". L'accusa: "Ai piedi di Cristo ci si pente"

La requisitoria del Pm - Sangue dal ballatoio alla cantina, bastone e impronte: tutte le prove che per il pm inchiodano Cagnoni

La Procura vuole il 'fine pena mai': chiesto l'ergastolo e l'isolamento in carcere

VIDEO - Il pm D'Aniello chiede la massima pena per Cagnoni

"Qui parlo per Giulia, la donna massacrata... ": i Ballestri chiedono oltre 4 milioni di risarcimento

La difesa cerca di smontare le prove: "Matteo quell'omicidio non l'ha commesso

La difesa all'attacco: "E se a uccidere Giulia fossero stati in due?"

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