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Cronaca

Omicidio di Ilenia Fabbri, l'infanzia da incubo del sicario tra botte e frustate. "Ma non ha mai avuto deficit neurologici"

E' sul sicario che si concentrano maggiormente le testimonianze di mercoledì nell'aula di Corte d'Assise del Tribunale di Ravenna, anche in vista della richiesta di perizia psichiatrica già presentata dalle difese di entrambi gli imputati

9 febbraio 2022. E' passato poco più di un anno dall'omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne uccisa il 6 febbraio 2021 nel suo appartamento di via Corbara a Faenza, per il quale sono imputati con l'accusa di concorso in omicidio pluriaggravato l'ex marito Claudio Nanni, 55enne inquadrato quale mandante del delitto, e il sicario reo confesso Pierluigi Barbieri, alias 'lo Zingaro', 54enne originario di Cervia ma domiciliato nel Reggiano. Esattamente un anno fa, il 9 febbraio 2021, le indagini si concentravano su una nuova ipotesi che ha poi trovato conferma nella confessione del sicario: quella dell'omicidio su commissione.

Ed è proprio sul sicario reo confesso che si concentrano maggiormente le testimonianze di mercoledì nell'aula di Corte d'Assise del Tribunale di Ravenna, anche in vista della richiesta di perizia psichiatrica già presentata dalle difese di entrambi gli imputati - richiesta rigettata dalla Corte nel pomeriggio. Il legale di Barbieri vuole dimostrare che il suo cliente ha eseguito quanto chiesto da Nanni, ovvero l'omicidio dell'ex moglie, mentre quello di Nanni al contrario - tramite la perizia psichiatrica appunto - vorrebbe dimostrare che Barbieri avrebbe agito "di testa sua", forse d'impulso, quando la richiesta era solo quella di spaventare Ilenia.

Omicidio Ilenia Fabbri, decima udienza (foto Massimo Argnani)

Lo psicologo e lo psichiatra: "Barbieri non ha mai avuto deficit neurologici"

La prima a parlare è una dottoressa che, dopo l'incidente in moto che Barbieri ebbe nel 2016, lo dimise dall'ospedale di Forlì, che conferma di non aver riscontrato all'epoca deficit neurologici. Lo psicologo del carcere di Reggio Emilia - dove Barbieri venne rinchiuso dopo l'arresto per la spedizione punitiva ai danni di una persona disabile avvenuto nel 2020 - racconta quelle che erano le sue impressioni durante i colloqui con il detenuto. "Era molto adolescenziale da un punto di vista organizzativo, “Io sono molto impulsivo e non devo essere contrariato”, disse nel primo colloquio, e si poneva sempre come una sorta di sfida. Riferì di aver subito abusi da adolescente da parte della madre, disse “Quando ero piccolo mi coprivo tutto e avevo paura che mia madre entrasse nella notte per picchiarmi”. Era sempre distratto, non dava mai spazio all’interlocutore. Ricordo che una volta disse “Io mi conosco, voi dovete curarmi, non voglio fare uscire l’altra persona che è in me altrimenti è un casino”. Era una persona con un discontrollo degli impulsi, che reagisce alle provocazioni, ma ne era consapevole di ciò". Barbieri ascolta dalla gabbia degli imputati con gli occhi chiusi, abbassa la testa e la appoggia sulle mani.

Anche la psichiatra dell'Ausl di Reggio Emilia che seguì l'imputato al centro di salute mentale da fine agosto 2020 (quando uscì dal carcere) fino al 26 febbraio 2021 (20 giorni dopo l'omicidio) riferisce di non aver notato sintomi psicopatologici acuti. "Non ho mai avuto la sensazione che agisse inconsapevolmente - precisa - Si è sempre presentato tranquillo, collaborante, non ho mai notato comportamenti aggressivi. Parlava volentieri e gli incontri vertevano sempre su due temi fondamentali: il rapporto con la terapia psicofarmacologica e l’importanza della stessa nella gestione della rabbia. Diceva “Quando vedo delle ingiustizie mi fa ribollire, non posso sopportarle”, e lo rapportava alla sua infanzia, diceva di non avere avuto dei buoni esempi e di essere cresciuto con genitori violenti. L’1 febbraio 2021 (5 giorni prima dell’omicidio, ndr) mi disse che a seguito di una condanna in Tribunale era tornato a fare uso di cocaina e alcol, e all’ultima visita del 26 febbraio mi disse di essere stato al Sert. Barbieri, però, rispetto alla terapia psicofarmacologica che seguiva ha sempre segnalato effetti collaterali di tipo sedativo e legati a tremori muscolari, li definiva "estremamente disturbanti". Comunque non ho mai riscontrato difficoltà cognitive, lui riconosceva i suoi problemi ed era collaborativo, anzi, chiedeva se esistessero strutture psichiatriche dove poter essere ricoverato".

Viene ascoltata anche una consulente della difesa di Nanni, psicologa clinica, che ha esaminato le cartelle cliniche di Barbieri e che riferisce di aver ipotizzato anche una sindrome frontale che sarebbe emersa dopo l'incidente del 2016, sindrome che comporta un deficit cognitivo e una difficoltà a controllare l'aggressività. In ogni caso, come sottolinea il presidente della Corte Michele Leoni, si tratta solo di ipotesi fatte senza aver mai analizzato o visitato in maniera diretta il paziente (come invece hanno fatto i precedenti testimoni). La difesa di Nanni, tramite l'avvocato Francesco Furnari, cerca poi di insinuare dubbi sulle tecniche usate dalla polizia giudiziaria nell'estrapolare dati informatici dal cellulare dell'ex marito di Ilenia avvalendosi di un perito informatico, così come chiamando a testimoniare un ispettore superiore in servizio alla polizia giudiziaria della Procura di Ravenna - che ha partecipato a diversi sopralluoghi nella casa e nell'officina di Nanni - tenta di capire se le indagini siano state svolte in maniera corretta.

Il cognato di Nanni: "Nel 2016 iniziai a notare che qualcosa tra Ilenia e Claudio non andava"

Tra i testimoni della difesa di Nanni viene ascoltato anche il cognato dell'imputato, marito di una delle sue due sorelle nonchè agente di Polizia locale. "Il rapporto tra Claudio e Ilenia una volta era sereno, andavamo a cena insieme o al mare. Lui era innamorato di lei e di sua figlia Arianna. Nel 2016, però, inziai a notare che qualcosa tra loro non andava". L'uomo spiega anche che Nanni usava la sua officina come deposito, avendo una casa piccola. "Ci teneva un po' di tutto, anche le valigie": il riferimento, ovviamente, è al trolley ritrovato dagli inquirenti nell'officina, che Barbieri ha spiegato sarebbe dovuto servire in un primo piano omicida per trasportare il cadavere di Ilenia nella buca scavata sotto a un cavalcavia.

Il fratello di Barbieri: "Mio padre picchiava mio fratello con la frusta e lo cacciò di casa a 16 anni"

Dopo aver rinunciato a sentire quella che prima dell'arresto era la compagna di Barbieri, è il turno del fratello dell'imputato - anzi, fratellastro, essendo figli della stessa madre ma con padri diversi. L'uomo racconta della difficile infanzia trascorsa da lui e dal fratello in particolar modo. "Pierluigi è stato buttato fuori casa quando aveva 16 anni da mio padre. Mia madre doveva essere d’accordo per forza... Gli disse che lei non poteva continuare a litigare col suo compagno per causa sua. Mio fratello ha sempre avuto un carattere agitato, ma come un qualunque 16enne, e probabilmente mio padre non accettava la sua presenza. Quando un ragazzo combina delle marachellate non per forza bisogna arrivare alle mani...". Il fratello di Barbieri riferisce infatti di un'infanzia di violenze pesantissime: "Ho visto mio padre picchiare mio fratello tante volte in una maniera che neanche vi immaginate… Con le mani, con la frusta, si rotolavano per terra in cucina, una volta lo legò sul tavolo per vedere se lui si liberava. Mio fratello cadde e si ruppe la testa. Mia madre non faceva nulla perchè aveva paura di mio padre, che provò a fare anche a me quello che faceva a lui, senza mai riuscirci. Dopo l’incidente di mio fratello del 2016 fui l’unica persona a preoccuparsi per lui, e per questo mi chiamò e mi ringraziò". A fine testimonianza i due fratelli si salutano, attraverso la gabbia degli imputati Barbieri abbraccia l'unico pezzo della sua famiglia con la quale ha ancora un legame, gli mette una mano sulla nuca e si commuove.

LA CRONACA DEL PROCESSO

La prima udienza - La figlia chiede 2 milioni. Chiesta la perizia psichiatrica per il sicario

La seconda udienza - La 'vendita della moto' era l'omicidio in codice. E spunta il promemoria 'valigia, buco e chiavi'

La terza udienza - La figlia distrutta: "Non dormo, faccio incubi che nessuno dovrebbe fare. Sono condannata" / Le ultime urla della vittima: "Basta, ti prego, smettila". Poi il silenzio / Il compagno: "Volevamo sposarci e avere figli. Mi disse che il suo ex marito l'avrebbe ammazzata"

La quarta udienza - Cronaca di una morte annunciata: "Mi farà ammazzare da qualcuno per pochi soldi" / Gli amici della vittima: "Lei voleva lottare per sua figlia". E Arianna nega il confronto al padre

La quinta udienza - In aula le foto del ritrovamento del cadavere: il dolore straziante della figlia / Le prove che 'inchiodano' tra telecamere e sms. E quello strano investimento da 30mila euro...

La sesta udienza - La lotta e l'ultimo respiro prima di morire: ecco come è stata uccisa Ilenia / Il piano omicida mascherato come 'vendita della moto' nelle tante telefonate tra gli imputati

La settima udienza - Il grido d'aiuto rimasto inascoltato: "Mi farà uccidere da qualcuno, all'udienza non arrivo viva"

L'ottava udienza - Il sicario reo confesso: "Nanni la voleva morta, ma la vittima era lei. E mi chiese di uccidere un altro..." / L'ex marito: "Doveva solo spaventarsi, non ho mai voluto vederla morta"

La nona udienza - I medici: "Barbieri non aveva deficit cognitivi. Tornò a sniffare cocaina nei giorni dell'omicidio"

La decima udienza - L'infanzia da incubo del sicario tra botte e frustate. "Ma non ha mai avuto deficit neurologici" / Niente perizia psichiatrica per il sicario reo confesso: "Non era incapace di intendere e volere"

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