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A sinistra Claudio Nanni, a destra Pierluigi Barbieri

A sinistra Claudio Nanni, a destra Pierluigi Barbieri

Omicidio di Ilenia Fabbri, l'amicizia tra mandante e sicario: e quel commento su Facebook subito dopo l'omicidio

Un'amicizia - o almeno una conoscenza - non nascosta, anzi: Claudio Nanni e Pierluigi Barbieri, i due 53enni arrestati per l'omicidio di Ilenia Fabbri accusati di essere, rispettivamente, mandante e sicario - erano anche amici su Facebook

Un'amicizia - o almeno una conoscenza - non nascosta, anzi: Claudio Nanni e Pierluigi Barbieri, i due 53enni arrestati per l'omicidio di Ilenia Fabbri accusati di essere, rispettivamente, mandante e sicario - erano anche amici su Facebook. I due avevano in comune la passione per le moto. Tanto che il 5 febbraio scorso, il giorno prima che Ilenia venisse brutalmente uccisa nel suo appartamento di via Corbara a Faenza, Nanni aveva condiviso sul suo profilo Facebook la foto di uno scooter. Due giorni appena dopo l'omicidio, lunedì 8 febbraio alle 15.15, Barbieri commenta la foto di Nanni: "Me la ricordo vagamente".

Plausibile pensare che agli inquirenti, che avranno scandagliato il profilo Facebook di Nanni in cerca di indizi, quel commento non sia sfuggito, anche perchè il nome di Barbieri non era sconosciuto alle forze dell'ordine: lo stesso uomo a febbraio 2020 - neanche un anno prima dell'omicidio - era stato protagonista di una missione punitiva ai danni di un disabile di Predappio, per la quale aveva ottenuto una condanna con rito abbreviato a 5 anni e 4 mesi.

Il post pubblicato da Claudio Nanni e commentato da Pierluigi Barbieri
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Gli altri contatti tra mandante e sicario

Il 19 gennaio il telefono dell'ex marito di Ilenia era stato localizzato a Rubiera, nel reggiano, nei pressi dell'abitazione di Barbieri, e il 20 e il 29 gennaio l'auto di quest'ultimo, di colore grigio metalizzato, era stata immortalata a Faenza dal sistema di letture targhe comunale. In quest'ultima data, la visione delle immagine del sistema di videosorveglianza del distributore dove è collocata l'officina di Nanni aveva mostrato un incontro tra i due, una prova ritenuta decisiva dagli inquirenti. Tuttavia non sono emerse specifici passaggi di denaro, il "prezzo" del delitto, pagamento che gli inquirenti suppongono sia avvenuto in contanti.

Dagli accertamenti, infine, è emerso come l'auto di Barbieri fosse presente nel capoluogo manfredo la notte dell'omicidio, in orari compatibili col delitto, poichè catturata dai lettori delle targhe comunali. Inoltre dalle visione delle immagini degli impianti di videosorveglianza privati, installati nei pressi dell'abitazione della vittima in via Corbara, è stata immortalata un'auto dalle caratteristiche totalmente compatibili con quella del Barbieri, ed è stato rivelato che il veicolo non si era mosso dalla zona per un lasso di tempo compatibile con l'omicidio, per poi allontanarsi da Faenza. L'auto infatti girava in quel quartiere fin dalle 5.15 di quella mattina, e il soggetto sarebbe stato immortalato anche appiedato nelle fasi finali prima dell'agguato.

Un'accelerata alle indagini è arrivata anche dall'analisi del traffico telefonico, che ha ulteriolmente arricchito il quadro indiziario contro Barbieri. Quella mattina infatti la sua utenza telefonica, in movimento verso Faenza nella notte, all'altezza di Bologna era stata poi spenta e riaccesa solo dopo esser ritornato in provincia di Reggio Emilia. L'insieme degli elementi raccolti hanno permesso alla Procura di Ravenna di richiedere un'ordinanza di custodia cautelare a carico dei due, eseguita alle prime luci dell'alba di mercoledì.

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