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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca Cervia

Sgozzata in casa, trovata l'arma del delitto dopo la confessione del marito

La coppia ha un figlio 14enne era in gira scolastica, quindi la notte della tragedia non si trovava in casa

E' stato trovato in una canalina di scolo, nei pressi della villetta a Miravalle di San Martino in Argine (Molinella) dove è stata uccisa la donna, il taglierino con il quale è stata assassinata la 51enne cervese Liliana Bartolini. Andrea Balboni, marito della vittima, che mercoledì sera era stato posto in stato di fermo con l'accusa di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela, nella sua ultima versione dei fatti aveva infatti riferito di sapere dove si trovava il cutter e di aver dato indicazioni per il ritrovamento. 

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Il tassista 52enne inizialmente era stato ascoltato dai Carabinieri come persona informata dei fatti, facendo intendere che dietro la morte della moglie ci fosse l'aggressione da parte di estranei. Aveva chiarito di essere stato aggredito da sconosciuti mentre stava rincasando, di essere svenuto dopo esser stato colpito alla testa. Una volta rialzatosi ha trovato il corpo senza vita della consorte nel soggiorno. Alcune ore più tardi si è aperto un nuovo scenario: quello della lite per gelosia conclusasi tragicamente.

Interrogato dal sostituto procuratore Antonella Scandellari, alla presenza del suo legale, Ada Maria Barbanera, il 52enne ha raccontato di essere stato aggredito dalla moglie, dapprima verbalmente, poi con un bastone. Quindi, sempre secondo la propria versione dei fatti, l'avrebbe disarmata. A quel punto l'uomo ha riferito che la donna avrebbe preso un taglierino dalla cucina. I due sarebbero caduti tra i divani e il tavolino e infine il 52enne avrebbe sentito un rantolo e visto il sangue. Così avrebbe chiamato il 118. Ora gli inquirenti stanno verificando l'attendibilità del suo racconto e sarà la medicina legale a cercare di stabilire le cause e le modalità del decesso.

La coppia ha un figlio 14enne che era in gira scolastica. "Bisognava assolutamente accogliere, proteggere e tutelare un bambino che, al ritorno gioioso dalla gita scolastica, si veniva a trovare in un incubo - ha dichiarato il procuratore aggiunto Valter Giovannini, delegato ai rapporti con la stampa - è stato fondamentale l'intervento del Procuratore per i minorenni facente funzione Silvia Marzocchi che ha dato le opportune indicazioni ai servizi sociali". Solo dopo l'attivazione di tali misure di cautela e "non appena avuta la certezza che ciò era accaduto - ha aggiunto Giovannini - visto il grande clamore suscitato dalla vicenda, è stata fornita notizia dell'arresto del presunto omicida".

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