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Omicidio del pizzaiolo a Castiglione, condanna confermata ma pena ridotta per il 22enne

Il cadavere dell'uomo era stato ritrovato da alcuni amici dopo qualche giorno in un lago di sangue, morto dopo un violento pestaggio. Un omicidio efferato che aveva subito fatto pensare a un regolamento di conti

La Corte d'Assise d'appello di Bologna ha confermato la condanna riducendola però di due anni - da 23 a 21 - di Madalin Palade Constantin per la morte di Rocco Desiante, il 43enne pugliese pizzaiolo trovato morto a inizio ottobre 2018 in un appartamento di Castiglione di Cervia. Il cadavere dell'uomo era stato ritrovato da alcuni amici dopo qualche giorno in un lago di sangue, morto dopo un violento pestaggio. Un omicidio efferato che aveva subito fatto pensare a un regolamento di conti.

Uno 'sconto' di pena che non basta alla difesa: l'avvocato del 22enne con tutta probabilità si giocherà l'ultima carta, quella del ricorso in Cassazione. La Corte, come riportano i quotidiani locali in edicola giovedì, ha confermato inoltre il risarcimento ai familiari di Desiante - costituitisi parte civile nel processo - 15mila euro di provvisionale per ognuno dei 4 fratelli e 50mila per la madre.

Per il Pm il 22enne, che conosceva la vittima, avrebbe trascorso la notte dell'omicidio insieme a Desiante, arrivando poi a ucciderlo nel suo appartamento per via di alcuni debiti di droga. All'epoca dei fatti, il fermo di Constantin era scattato su richiesta dei Pm titolari Alessandro Mancini e Antonio Vincenzo Bartolozzi sulla base degli elementi raccolti dai Carabinieri del nucleo investigativo, insieme ai colleghi della compagnia di Cervia-Milano Marittima e ai Ris di Parma. Tra le prove e gli indizi portati in aula dalla pubblica accusa i tabulati telefonici, le chat cancellate e le impronte di scarpa, oltre al dna dell'imputato su una traccia di sangue trovata sulla scena del crimine e a una traccia di Desiante trovata invece sulla porta dell'abitazione di Palade.

La morte di Desiante sarebbe stata causata da una grossa quantità di lesioni molto importanti: il 43enne aveva il cranio fratturato, cosa che ha provocato un'emorragia massiva che a sua volta ha causato un'insufficienza respiratoria e un grosso calo di pressione, che ha portato alla morte dell'uomo in un tempo non inferiore alle due ore. L'uomo, dunque, avrebbe patito a lungo prima di morire. Il pizzaiolo era stato trovato in un lago di sangue, e sangue in grosse quantità era presente anche sulle pareti dell'appartamento. L'esito dell'autopsia aveva invece escluso l'utilizzo di armi da fuoco durante l'omicidio, come ipotizzato in un primo momento: il taglio sotto all'orecchio sarebbe stato causato da colpi sferrati con violenza con un corpo contundente, non ritrovato sul luogo del delitto.

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