rotate-mobile
Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca Centro / Piazza San Francesco, 1

Omicidio-suicidio, indagini già definite: sono bastati due colpi di pistola per togliere la vita di Viviana e Alvaro

Nessun biglietto, neanche indirizzato al figlio della coppia, residente in un comune vicino della Bassa Romagna. Nessun'altra traccia di litigio o di reazione di difesa della donna

"Ho amazzato mia moglie, stavo male": è con queste parole farfugliate al numero unico di emergenza che intorno alle 8,15 di martedì ha annunciato di aver ucciso la moglie. Dopo aver messo giù la telefonata si è quindi tolto la vita con la stessa arma. Due colpi in tutto, uno per la moglie e uno per lui, tutti e due a letto. Questi i momenti finali di una tragedia che ha coinvolto due anziani conviventi, i cui corpi sono stati ritrovati martedì mattina a Cotignola. Secondo quanto ricostruito dalle indagine - ormai definite - l'uomo, Alvaro Strocchi di 77 anni, ha fatto fuoco contro la moglie, Viviana Farolfi di 71 anni, per poi suicidarsi, all'interno della villetta unifamiliare di via San Francesco 1 a Cotignola. La coppia viveva al piano terra, mentre l'appartamento al piano superiore era sfitto. Al momento della tragedia, quindi, nell'edificio c'erano solo marito e moglie. All'arrivo della polizia non c'era già più niente da fare per entrambi.

Omicidio-suicidio: il dramma a Cotignola (fotoservizio di Massimo Argnani)

Sul posto è arrivata la Polizia di Stato, con la Squadra Mobile e il personale del commissariato di Lugo, assieme al pubblico ministero di turno Stefano Stargiotti, per le attività di indagine. La Scientifica ha repertato quanto trovato all'interno dell'abitazione di collegato al delitto. In primis l'arma che ha sparato, una pistola Revolver,che  è stata rinvenuta nello stesso letto in cui si è consumata la tragedia. Nessun biglietto, neanche indirizzato al figlio della coppia, residente in un comune vicino della Bassa Romagna. Nessun'altra traccia di litigio o di reazione di difesa della donna. La morte di entrambi fa calare quindi un silenzio tombale sulle ore precedenti al delitto e su cosa possa aver indotto  Strocchi a scegliere proprio quel momento per procedere col suo scellerato proposito. Il revolver era legalmente detenuto con un porto d'armi a uso sportivo, ma in passato aveva avuto un porto d'armi da caccia e nell'abitazione si trovavano anche fucili regolarmente detenuti.

Il dramma della disperazione dietro agli omicidi-suicidi tra anziani, lo psicologo: "Bisogna superare la vergogna del chiedere aiuto"

Sono quindi solo le poche parole dette nella telefonata, la cui registrazione è al vaglio degli inquirenti, a dare per ora una chiave di volta per comprendere l'omicidio-suicidio di Cotignola. Dai parenti, infatti, non sarebbe emersa una situazione di particolare ed estrema sofferenza della coppia di anziani, tanto da far ritenere possibile una tragedia simile. I due non avevano neanche alcuna forma di assistenza sociale. A curarsi di Viviana Farolfi, colpita da un'ischemia lo scorso anno, era quindi di fatto solo il marito, che soffriva da qualche tempo di dolori muscolari. Forse la sensazione di non riuscire più a prendersi cura della moglie e di sè stesso in futuro lo avrebbe indotto ad uno stato di sofferenza che lo ha infine portato a fare fuoco. Ma fino a martedì mattina Alvaro Strocchi era una persona autonoma e in grado di provvedere alle esigenze di casa.  Più problematiche le condizioni della vittima, l'ictus l'aveva costretta inizialmente su una sedia a rotelle, per poi passare però ad un deambulatore. I vicini, infine, spiegano di aver visto la coppia, che vive sola nella villetta della periferia di Cotignola, nella giornata festiva di lunedì, vedendoli andare via in macchina guidata dallo stesso Strocchi. 

Entrambi erano operai pensionati. L'uomo aveva lavorato in un deposito di bombole di gas poco distante, mentre la donna era stata anche volontaria nell'organizzazione delle feste di paese. La Procura sta valutando l'esame autoptico, anche se i segni degli spari sui corpi lasciano pochi dubbi sulle cause della morte.  Appena il mese scorso era avvenuto a Ravenna un episodio simile: il 10 marzo, infatti, il 77enne Claudio Cognola tolse la vita alla moglie Maria Ballardini, 82 anni, nella loro abitazione di via Gardella. In quel caso l'uomo aveva ucciso la moglie a coltellate, per poi suicidarsi gettandosi dal balcone. Morì alcuni giorni dopo in ospedale.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Omicidio-suicidio, indagini già definite: sono bastati due colpi di pistola per togliere la vita di Viviana e Alvaro

RavennaToday è in caricamento