Cronaca

Morì in cantiere, titolari condannati. 200mila euro a madre e figlia

Si è concluso il processo sul tragico infortunio sul lavoro del 17 marzo del 2009 in un cantiere edile a Madonna dell'Albero costato la vita al 28enne romeno Ionut Bogdan Stratulat

Si è concluso il processo sul tragico infortunio sul lavoro del 17 marzo del 2009 in un cantiere edile a Madonna dell'Albero costato la vita al 28enne romeno Ionut Bogdan Stratulat. L'allora dirigente generale e l'allora responsabile di area per un'azienda di Lugo, realizzatrice del cantiere, accusati dell'omicidio colposo, sono stati condannati dal giudice monocratico Corrado Schiaretti a due anni di reclusione a testa senza benefici.

I due imputati erano assistiti dagli avvocati Filippo Sgubbi e Gino Bottiglioni di Bologna. Alla moglie e alla bimba dell'uomo, nata poco dopo la sua morte, andranno 100 mila euro di provvisionali a testa (erano parte civile con l'avvocato Carlo Benini di Ravenna). Ai genitori e alla sorella (parte civile con l'avv. Alessandra Fattorini sempre di Ravenna) spetteranno 20 mila euro di provvisionali a testa. L'esatta quantificazione del danno è stata rimandata alla sede civile del Tribunale.

Nel marzo scorso per altri quattro imputati era finita con una condanna per rito abbreviato e tre patteggiamenti, per un totale di poco più di quattro anni di reclusione. Un imputato era stato assolto. In quell'occasione erano state concesse dal giudice per le udienze preliminari Piervittorio Farinella provvisionali ai familiari della vittima per un totale di 140 mila euro.

Degli otto indagati in prima battuta era stata archiviata la sola posizione del conducente della betoniera il cui passaggio - secondo le indagini della polizia - aveva causato il crollo del terrapieno che aveva schiacciato l'operaio romeno, morto poco dopo in ambulanza. Il romeno - che abitava a Marina di Ravenna assieme alle compagna 22enne all'epoca incinta - da poco aveva lasciato un altro cantiere ravennate perché da un paio di mesi non lo pagavano.

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