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Operaio precipita al petrolchimico: "Per la sicurezza sul lavoro ancora tanta strada da fare"

A parlare è Andrea Maestri, ex deputato e attuale componente della segreteria di Possibile, che commenta quanto accaduto domenica scorsa a un 52enne

"Quando si verifica l’ennesimo infortunio, come quello al petrolchimico in cui è rimasto gravemente ferito un operaio, dovremmo cercare di rispondere una volta per tutte a queste domande. E se anche a una soltanto non riusciamo a dare una risposta, significa che come istituzioni e come comunità abbiamo ancora tanta strada da fare". A parlare è Andrea Maestri, ex deputato e attuale componente della segreteria di Possibile, che commenta quanto accaduto domenica scorsa a un 52enne.

Infortuni e sfruttamento: "Creiamo un osservatorio per la legalità e la sicurezza sul lavoro"

"Temo, purtroppo, che a molte di queste domande ancora oggi, dopo infinite morti bianche e gravi infortuni, non possiamo dare una risposta - continua Maestri - Tanta, allora, resta la strada da fare e la questione non chiama in causa solo le istituzioni. Il lavoratore aveva tutte le dotazioni antinfortunistiche? Aveva la giusta formazione sulla sicurezza e la prevenzione? L’impresa per cui lavorava era in regola con le norme in materia di sicurezza sul lavoro? A quando risale l’ultima ispezione pubblica per la verifica del rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e maggiori risorse a ispettorati e Ausl assicurerebbero maggiori standard di sicurezza? In quella impresa orari di lavoro, pause, riposo giornaliero e settimanale erano rispettati? Norme diverse e sanzioni più efficaci avrebbero potuto prevenire o impedire l’evento?
Una più diffusa cultura del rispetto dei lavoratori, della loro dignità e dei loro diritti avrebbe favorito un contesto più protettivo? Quando si parla di sicurezza, non sarebbe prioritario intervenire in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro? Prassi amministrative e giurisprudenza civile e penale favoriscono una diffusa cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro? Siamo disposti tutti ad accettare costi più elevati e processi produttivi più lenti per garantire prioritariamente la salute dei lavoratori più esposti a rischi di infortunio?".

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