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Cronaca

Maxi operazione antiriciclaggio da un milione di euro all'agenzia di money transfer: 220 sanzionati

Sarebbe emerso che il money transfer ravennate veniva utilizzato da centinaia di soggetti, soprattutto stranieri, per inviare denaro all’estero e in alcuni casi anche per riceverlo, in violazione del divieto di operazioni frazionate

I Finanzieri del Comando Provinciale di Ravenna hanno concluso un’attività di polizia economico-finanziaria che ha consentito di individuare un’agenzia di 'money transfer' cittadina facente da collettore per centinaia di soggetti, che trasferivano fondi verso Paesi esteri aggirando la normativa antiriciclaggio. L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico–Finanziaria di Ravenna, si colloca nell’ambito della attività che il corpo svolge per la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, anche attraverso il controllo dei circuiti di pagamento alternativi al sistema bancario, potenzialmente utilizzabili per finalità illecite.

Operazione 'Latinos money' (foto Massimo Argnani)

Le indagini

Le attività investigative sono partite nel 2017, a seguito dell’approfondimento di un’operazione finanziaria sospetta segnalata da un istituto bancario, in relazione all’anomala operatività di un conto corrente intestato a un’agenzia di money transfer del centro. Le Fiamme Gialle ravennati, insospettite dalle rilevanti somme di denaro transitate sul conto e dalle numerosissime operazioni registrate, hanno acquisito l’intero data-base dell’agenzia e analizzato oltre 100mila transazioni operate dal money transfer negli ultimi cinque anni, rilevando una serie di criticità nello svolgimento dell’attività finanziaria.

Come funziona il servizio di money transfer

Per inviare denaro con il servizio 'money transfer', infatti, basta recarsi in un'agenzia con un documento di identità, comunicare i dati anagrafici e il Paese di destinazione della somma e versare l’importo da trasferire comprensivo delle commissioni. In pochi minuti l’operatore di sportello è in grado di fornire il codice di conferma e una ricevuta che attesta l’immediata disponibilità della somma nel Paese di destinazione, in contanti e nella valuta scelta dal mittente al momento dell’invio. Per tali transazioni la normativa antiriciclaggio impone che il tetto massimo del denaro trasferibile non superi la soglia di mille euro e vieta di effettuare operazioni frazionate, cioè più operazioni legate tra loro e di importo singolo inferiore ai mille euro ma che superino complessivamente tale soglia.

La tecnica dello 'smurfing': come funziona

Dagli accertamenti sviluppati dalla Guardia di Finanza sarebbe emerso che il money transfer ravennate veniva sistematicamente utilizzato da centinaia di soggetti, soprattutto stranieri, per inviare denaro all’estero e in alcuni casi anche per riceverlo, in violazione del divieto di operazioni frazionate. Sarebbe stata rilevata la consolidata prassi del money transfer di operare le rimesse di denaro attraverso la cosiddetta tecnica dello “smurfing”, una prassi illecita che mira a eludere le norme antiriciclaggio, evitando qualsiasi verifica più approfondita sull’identità dell’autore della transazione finanziaria. Lo “smurfing”, infatti, consiste nell’effettuare trasferimenti regolari e ripetuti in relazione a somme di denaro legate tra di loro che, singolarmente considerate, risultano al di sotto della soglia fissata per la completa identificazione del soggetto richiedente, ma che in realtà si pongono al di sopra di essa. Nella maggior parte dei casi, l’artificio consisteva nell’inviare somme di denaro sotto soglia attraverso quattro diversi intermediari finanziari di cui il money transfer era sub-agente, così da far risultare singole operazioni di trasferimento utilizzando canali diversi. In altri casi, invece, la persona che trasferiva denaro effettuava nell’arco della stessa giornata diverse operazioni tutte sotto soglia, sebbene dirette al medesimo destinatario, aggirando così la normativa.

220 persone sanzionate

In conclusione, l’operazione “Latinos Money” ha consentito di accertare 246 violazioni alle norme antiriciclaggio (trasferimento di denaro contante oltre la soglia consentita) e di sanzionare 220 soggetti, alcuni dei quali autori di più violazioni, che avrebbero complessivamente trasferito all’estero - Romania, Brasile, Russia e Nigeria i paesi più 'gettonati' - oltre un milione e 100mila euro in violazione della normativa antiriciclaggio. Ai singoli autori delle transazioni illecite sono state contestate sanzioni che vanno da un minimo del 1% a un massimo del 40% dell’importo trasferito, con applicazione della sanzione minima di 3.000 euro. La stessa sanzione è stata applicata anche all’agenzia di money transfer, nonchè ai quattro intermediari finanziari di cui essa è sub-agente. Non ci sarebbero tuttavia operazioni, tra quelle individuate, che facciano pensare a finanziamenti al terrorismo. È in corso di ulteriore approfondimento la posizione, anche sul piano reddituale e fiscale, dei soggetti che hanno effettuato le operazioni finanziarie più rilevanti, tra cui 24 italiani: tra questi, un'imprenditore del centro avrebbe trasferito ben 53mila euro verso la Russia.

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