Entra in vigore l'ora legale: a Pasqua nell'uovo un'ora in meno di sonno

Pasqua, ma non solo: il 27 marzo saremo anche 'costretti' a dormire un'ora in meno a causa dell'entrata in vigore dell'ora legale.

Pasqua, ma non solo: il 27 marzo saremo anche 'costretti' a dormire un'ora in meno a causa dell'entrata in vigore dell'ora legale. Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo alle ore 2.00 bisognerà spostare le lancette un'ora in avanti. E attenzione a non sbagliarsi, visto che sono tante le persone che ogni anno spostano erroneamente le lancette indietro trovandosi così a due ore "di distanza" dall'orario corretto. Negli smartphone e dispositivi elettronici di ultima generazione l’orario viene cambiato in automatico. Per i dispositivi desueti, invece, meglio fare attenzione: il consiglio è quello di spostare le lancette avanti prima di andare a dormire.

VANTAGGI - Lo scopo dell'ora legale è quello di aumentare il risparmio energetico grazie al minore utilizzo dell'illuminazione elettrica. L'ora legale non aumenta le ore di luce disponibili, che sono sempre le stesse, ma fa in modo di poter sfruttare al meglio le ore di luce che sono solitamente "sprecate" a causa delle abitudini di orario.

DISAGI E “SOFFERENZE” - Per adulti e bambini arriveranno le controindicazioni per quell'ora di luce in più: secondo scienziati e psicologi disagi emotivi e psicofisici colpiranno il 15% degli italiani. Aumento del senso di fatica, emicrania e insonnia, sono solo alcuni dei sintomi che in molti accusano dopo il cambio dell'ora che sancisce definitivamente l'arrivo della primavera. Anche per i bambini  possono insorgere sonnolenza, malumori, inappetenza e irritabilità: il consiglio degli esperti è quello di stare all'aperto e fare sport.

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STORIA - Nelle società antiche e prima della diffusione degli orologi, l'organizzazione delle civiltà agricole non si basava su bioritmi fissi come nelle moderne civiltà industrializzate. I contadini, che costituivano la grande maggioranza della popolazione, si alzavano sempre all'alba seguendone inconsciamente il progressivo anticipo in primavera o ritardo in autunno: nell'impero romano la cosiddetta ora prima era sempre quella che seguiva il sorgere del sole, indipendentemente dall'istante in cui questo evento astronomico si verificasse. Nell'età contemporanea l'espediente dell'ora legale non fa così che riprodurre almeno in parte questo antico spostamento dei bioritmi umani a seconda delle stagioni. Già nel 1784, Benjamin Franklin, l'inventore del parafulmine, pubblicò un'idea sul quotidiano francese Journal de Paris. Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia ma non trovarono seguito. Oltre un secolo dopo, nel 1907, l'idea venne ripresa dal costruttore britannico William Willett, e questa volta trovò terreno fertile nel quadro delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale: nel 1916 la Camera dei Comuni diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono il Regno Unito in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

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