Coronavirus, l'ospedale "Umberto I" di Lugo diventa 'Covid Hospital'

La struttura è stata individuata, insieme ad altre, dal piano messo a punto dalla Regione Emilia-Romagna

L'ospedale Umberto I di Lugo diventano Covid Hospital. La struttura è stata individuata, insieme ad altre, dal piano messo a punto dalla Regione Emilia-Romagna. "Quasi 1.300 posti letto (1.290) già allestiti in Emilia-Romagna - si legge in una nota - per far fronte all’emergenza Coronavirus: di questi, 211 sono per la terapia intensiva e 1.079 per gli acuti (all’interno di reparti di malattie infettive, pneumologie e medicine)". E’ la risposta della Regione, che si è subito attivata, attraverso un apposito piano, per potenziare la disponibilità di posti letto “dedicati” ai pazienti colpiti dal virus. Ad oggi, il piano - uno strumento di programmazione in continua evoluzione, sulla base delle esigenze epidemiologiche e assistenziali - prevede di poter arrivare sino a 539 posti letto di terapia intensiva per i pazienti in condizioni più gravi e a 3.120 posti per acuti.

“Stiamo facendo tutto il possibile per fronteggiare questa emergenza, senza arretrare di un passo - sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - aumentando subito i posti letto. Il nostro sistema sanitario sta reggendo, ma bisogna essere pronti a fronteggiare qualunque situazione, fin quando il virus non sarà debellato. Colgo l’occasione per rivolgere un pensiero a tutto il nostro personale sanitario, oltre che a tutti gli uomini e le donne, volontari compresi, del sistema regionale di Protezione civile che, da quando sono stati rilevati i primi casi di Coronavirus sul nostro territorio, hanno lavorato incessantemente senza risparmiarsi, mostrando immense doti professionali e umane. Oltre a tutti coloro che svolgono professioni in ambito sanitario, dai farmacisti ai medici di famiglia. A tutti loro va il mio più sentito ringraziamento”.

“Stiamo lavorando in rete - spiega il commissario ad acta per l’emergenza Coronavirus, Sergio Venturi - questo significa che anche le strutture che hanno visto sinora una bassa incidenza di nuovi casi, stanno alzando il livello di disponibilità per supportare gli altri territori che hanno bisogno, a partire da Piacenza. Siamo all’opera- aggiunge Venturi- per individuare tutti gli ospedali Covid per ogni singola provincia: ciò dovrebbe consentire un ulteriore ampliamento delle dotazioni destinate a pazienti infetti. Ognuno sta facendo al massimo la propria parte, il sistema opera con la massima collaborazione reciproca e a pieno regime”.

Il piano della Regione: 5 livelli di “saturazione” dei posti letto

Il piano messo a punto dalla Regione prevede 5 livelli di saturazione progressivi dei posti letto a favore dei ricoveri di pazienti Covid. Il livello 1 è legato all’utilizzo di letti già esistenti per l’isolamento di pazienti diagnosticati; nel livello 2 i medesimi pazienti possono essere ricoverati in coorti, cioè spazi dedicati a persone con la stessa malattia; il livello 3 prevede l’espansione di reparti e strutture dedicate in macroaree ad hoc, trasferendo e sospendendo attività già programmate e differibili, meno urgenti, in modo da creare nuove disponibilità. Nel livello 4, c’è l’utilizzo della rete regionale con trasferimento di pazienti dagli ospedali più saturi a quelli che hanno maggiore disponibilità.

I Covid Hospital

Il livello 5, infine, indica la creazione di ospedali o padiglioni interamente dedicati a pazienti Covid: si intendono strutture di dimensioni medio-piccole (indicativamente 150-200 posti letto) dotate di terapia intensiva e, eventualmente, di aree semintensive. È opportuno che in queste sedi non siano svolte attività non trasferibili e non “isolabili” (come trapianti, emodinamica e altre discipline di alta specialità). Per la Romagna agli hub di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena verranno affiancati come Covid hospital da Lugo e Riccione.

"Per un ospedale essere utilizzato come “Covid Hospital” non significa “perdere” tutti gli altri servizi rivolti alla cittadinanza, come ad esempio il pronto soccorso, bensì dedicare spazi appositi, isolabili, con relative dotazioni di personale, per pazienti con Coronavirus - spiegano dall'Ausl - Ancora una volta si coglie l’occasione per esprimere stima e gratitudine a tuttii gli operatori per la professionalità e lo spirito di abnegazione che stanno dimostrando, dentro gli ospedali come sul territoriom e all’Igiene pubblica. La direzione è ben conscia delle difficoltà che stanno affrontando ed è al lavoro, con la stessa intensità, facendo tutto il possibile per facilitare la loro preziosa opera. E’ importante, in questo momento, stare uniti, cooperare ognuno dal suo “posto di combattimento”. Non ci siano timori rispetto al fatto che tutto sarà riconosciuto con equità e giustizia, e che ci sarà il momento giusto per farlo. Speriamo presto. Rispetto alla quantità dei dispositivi di protezione a disposizione, che costringe a utilizzarli con grande parsimonia, la direzione è al lavoro, in ogni modo possibile, per acquisirne di ulteriori, e alcune “piste” di ricerca potranno dar a breve risultati importanti. Avanti insieme".

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