Ospedale, Spadoni: "Carichi di lavoro eccessivi e sempre più anziani: serve un reparto di Geriatria"

Il direttore generale dell’Ausl Marcello Tonini nella seduta del Consiglio comunale di Ravenna del 3 ottobre ha annunciato il probabile sdoppiamento del reparto di Medicina interna dell’ospedale Santa Maria delle Croci

Il direttore generale dell’Ausl Marcello Tonini nella seduta del Consiglio comunale di Ravenna del 3 ottobre ha annunciato il probabile sdoppiamento del reparto di Medicina interna dell’ospedale Santa Maria delle Croci. "In realtà la situazione è molto preoccupante all’interno di quest’unità operativa, soprattutto per i carichi di lavoro del personale medico e paramedico superiore agli standard in presenza di un’elevata occupazione dei letti, che comportano conseguenti problemi di assistenza e di sicurezza - commenta Gianfranco Spadoni, consigliere "Civici" provincia di Ravenna - A queste si aggiunge, inoltre, tutta una serie di criticità evidenti di vario genere che da anni rendono difficoltosa la gestione del reparto, nonostante lì’impegno del direttore facente funzione e del personale. Ma l’idea del direttore Tonini richiede un approfondimento, poiché si rischia di dividere l’Unità operativa di medicina dividendo allo stesso tempo anche le criticità. Il rischio, dunque, è quello di non risolvere le criticità, ma di limitarsi a sdoppiarle in due servizi distinti senza risultati migliorativi se alla base non c’è una rimodulazione organizzativa. In tempi non lontanissimi esistevano già due reparti distinti di medicina prima e di medicina seconda con due diversi primari, poi unificati con a capo un unico direttore. Per questa ragione, infatti, la soluzione non può essere semplicisticamente quella della mera divisione, ma occorre un progetto innovativo e di ampio respiro. Tra le cause principali del pre ricovero si possono indicare l’invecchiamento della popolazione, associato alle insufficienti strutture per anziani non autosufficienti".

"Vi sono, ancora, carenze di strutture e pochi sistemi di assistenza e cura territoriali e, inoltre, il ricorso pronto soccorso resta l’alternativa per accedere a tutte le prestazioni (socio) sanitarie - prosegue Spadoni - In definitiva la Medicina interna rimane l’unica specializzazione in grado di affrontare il malato complesso e tutta la popolazione anziana. Di qui l’esigenza di un reparto di Geriatria, indispensabile se si tiene conto dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento dell’indice di dipendenza: fattori che trascinano con sé un aumento delle malattie croniche e dei malati complessi. Andrà ricercata, insomma, una nuova organizzazione ospedaliera in cui la Medicina interna si troverà a operare su modelli assistenziali per intensità di cura e gli ambiti della sua possibile applicazione con distinti livelli di cura: intensivo e sub intensivo, acuto, e subacuto. Occorrerà, infine, rafforzare un articolato sistema integrato tra territorio e strutture ospedaliere con maggiore collaborazione tra le singole parti. Diversamente continueremo a dividere il reparto di Medicina e, in seguito ancora a unificarlo senza aver superato gli evidenti problemi più volte richiamati".

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