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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca Faenza

Ottenevano i fondi Covid, ma i dipendenti lavoravano 'in nero': nei guai due aziende ravennati

Le indagini della Guardia di Finanza avrebbero permesso di individuare una contabilità parallela delle due società del settore pubblicitario. Sanzioni per le aziende e per i lavoratori coinvolti

Le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Ravenna, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Ravenna, hanno effettuato i controlli di rito per il contrasto alle indebite percezioni di contributi pubblici erogati in conseguenza dell’emergenza Covid-19, individuando così due società faentine collegate tra loro e operanti nel settore pubblicitario che avrebbero richiesto e ottenuto i fondi della Cassa Integrazione guadagni in deroga (CIGD) e dell’assegno ordinario “Covid-19” erogato dal Fondo di Integrazione Salariale (FIS) per alcuni dipendenti che invece, secondo la Guardia di Finanza, sarebbero stati regolarmente impiegati e retribuiti in parte in contanti “fuori busta”.

Gli approfondimenti investigativi svolti dai finanzieri della compagnia di Faenza, anche mediante l’analisi di alcuni file rinvenuti ed estrapolati dai computer aziendali, avrebbero permesso di individuare una contabilità parallela relativa all'effettiva presenza in servizio dei dipendenti, da cui sarebbe stato possibile accertare che alcuni di loro avevano lavorato anche in molte giornate in cui, invece, risultavano ufficialmente a casa usufruendo dei contributi pubblici della cassa integrazione guadagni. Le dichiarazioni dei dipendenti interessati, che avrebbero ammesso la consegna di una retribuzione aggiuntiva completamente “in nero”, confrontate con la documentazione contabile e con le comunicazioni effettuate all'Inps in merito alle presenze giornaliere, avrebbero quindi permesso alla Finanza di accertare come le società, approfittando delle misure di sostegno adottate dal Governo in soccorso delle aziende colpite dalla crisi pandemica, avessero, per il periodo da aprile a dicembre 2020, fatto falsamente ricorso all’integrazione salariale della Cassa Integrazione Guadagni per 5 lavoratori.

Al termine dell’attività, l’amministratore delle due società è stato deferito alla Procura della Repubblica di Ravenna per il reato di indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato. Inoltre, anche le società beneficiarie sono state segnalate all'autorità giudiziaria per l’illecito amministrativo. Le condotte illecite accertate sono state quindi segnalate anche al competente ufficio dell’Inps per il recupero delle somme che, secondo la Guardia di Finanza, sarebbero state indebitamente percepite dalle due società, per un importo complessivo di circa 7.000 euro, corrispondente al pagamento di oltre 1.138 ore di astensione lavorativa falsamente comunicate all'ente assistenziale. Inoltre, anche i dipendenti sospettati di essere stati impiegati irregolarmente saranno destinatari delle relative sanzioni amministrative per aver partecipato alla frode.

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