"Otto anni per costruire la casa di riposo, ora è vuota da due anni"

Nel 2007 il Comune acquisì i beni ricevuti in eredità dalla signora Maria Fabbri, che nel testamento chiedeva di trasformare la sua casa in una casa di riposo

A novembre 2007 il Comune di Ravenna acquisì e incamerò i beni ricevuti in eredità dalla signora Maria Fabbri. Il lascito comprendeva la casa della donatrice, 12 vani e un parco-giardino situati in via Circonvallazione alla Rotonda dei Goti, da trasformare per testamento in una casa di riposo per anziani; una somma di 1.156.802 euro, ricavata dalla vendita di titoli bancari, finanziari e assicurativi, un mobilio del valore di 4.049 euro e strumenti musicali per 9.800 euro. Il Comune valutò che la somma liquida era sufficiente non solo per ristrutturare la casa, ma per ampliarla, potendo così accogliere 26 anziani. Il consiglio comunale espresse un forte apprezzamento per tanta generosità, prendendo atto che, attraverso questa donazione, Maria Fabbri aveva anche voluto onorare la memoria del marito, il violoncellista Adolfo Fantini, ex allievo e insegnante dell’istituto superiore di studi musicali Giuseppe Verdi di Ravenna. Nel testamento della donna si legge: “Lascio la mia proprietà di detti miei beni al Comune di Ravenna, con la raccomandazione che detta casa di riposo ed attrezzature siano dedicate al nome mio e di mio marito Adolfo Fantini”.

"Nel degrado per sette anni"

"Incassati i soldi, nulla avrebbe dovuto impedire o ritardare l’avvio dei lavori. Nel frattempo, sarebbe stato dovere del Comune compiere l’ordinaria manutenzione della casa e del parco. Non è stato così". La denuncia arriva dal capogruppo in consiglio di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi. "L’immobile è stato abbandonato al degrado e il parco, infestato dai rampicanti, è presto diventato una selva. Il tutto sotto gli occhi sdegnati dei clienti che affollano il supermercato adiacente. Su questo e sui ritardi scrissi un’interrogazione al sindaco il 12 dicembre 2010, senza ricevere risposta. Ne presentai un’altra il 14 marzo 2012, a cui l’assessore ai servizi sociali rispose che i lavori sarebbero iniziati nel 2013 e che la nuova casa di riposo sarebbe stata completata e arredata entro dicembre 2004. In realtà i lavori si sono conclusi nell’ottobre 2015".

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La situazione attuale: chiusa e disabitata

"Da allora - prosegue Ancisi - la nuova residenza per anziani si mostra chiusa e disabitata. Il consiglio comunale, a cui spetta approvare il regolamento della struttura, atto indispensabile per procedere al suo utilizzo, non ne sa niente. Sono passati 10 anni da quanto il Comune ricevette l’eredità: in un’amministrazione minimamente efficiente ne sarebbero bastati due. Non è stato per colpa del governo o del patto di stabilità imposto dall’Unione Europea. C’era l’immobile, c’erano i soldi, c’era la necessità di posti letto per anziani. Non dovendo aggiungere altro, mi limito a chiedere se e quando la Giunta comunale intenda sottoporre al Consiglio comunale almeno una bozza del regolamento di accesso e di gestione della futura residenza sociale per anziani Adolfo e Maria Fabbri".
 

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