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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Cronaca Faenza

La palestra 'culla' dei campioni olimpici distrutta dall'alluvione: "Ci ha portato via tutto"

Aperta una raccolta fondi per aiutare la storica palestra di lotta faentina: "I danni sono ingenti. Dentro ormai non c'è più nulla, è tutto vuoto"

Un pezzo di storia andato distrutto. Un 'tempio' sportivo amato dai faentini e non solo, rovinato dalla terribile alluvione del 2-3 maggio. Un luogo che ha visto crescere grandi campioni e che accompagna ogni anno decine di giovani sportivi, dove tutto è andato perduto. È davvero drammatica la situazione in cui si trova la palestra Lucchesi di Faenza, casa della lotta greco-romana e del Club Atletico Faenza, che nel 2019 aveva festeggiato il suo centenario. Tappetoni, sala pesi, attrezzature, documenti; la marea di fango trascinata dall'esondazione del Lamone non ha risparmiato nulla. Ed è per questo che per la palestra, così come per altre realtà del territorio, è stata indetta una raccolta fondi sulla piattaforma online GoFundMe. Un crowdfunding che in pochi giorni ha raccolto alcune migliaia di euro, ma che sono ancora troppo pochi per ripristinare tutto ciò che il maltempo ha cancellato.

A farci un quadro della situazione è Olimpia Randi, vicepresidente del comitato regionale Fijlkam per il settore Lotta, che gestisce la palestra faentina insieme a Gianni Morsiani. "L'acqua ci ha portato via tutto - racconta affranta - tutte le macchine della sala pesi ora sono là fuori dalla palestra, quelle elettroniche sono distrutte, tutto l'occorrente per le gare che organizziamo è rovinato, abbiamo buttato i tappetoni che usavamo per gli incontri di lotta". Inoltre nella palestra era presente un centro benessere, anche questo irrimediabilmente rovinato, a causa del mare di acqua e fango che è sopraggiunto con una tale potenza da spostare persino la sauna di 20 centimetri. Persa anche la 'storia' della lotta faentina. L'esondazione non ha infatti risparmiato gli incartamenti del comitato regionale Fijlkam, e anche i computer presenti nella struttura sono irrecuperabili.

Enormi danni alla palestra Lucchesi: il lavoro dei volontari dopo l'alluvione

Un disastro che si è manifestato davanti agli occhi dei responsabili della palestra quando è stato dato loro il permesso di avvicinarsi alla sede, mentre il fine settimana successivo si sarebbe dovuta svolgere una competizione di lotta proprio lì. "Abbiamo trovato il vetro all'ingresso rotto, c'erano mobili rovesciati uno sopra l'altro, era entrata persino una pianta e c'erano fango e sassi dappertutto", continua Randi. Il lavoro di una vita che va in malora. In una palestra che negli anni ha visto crescere e lavorare atleti di lotta greco-romana del calibro di Vincenzo Maenza, tre medaglie olimpiche (due ori e un argento) e Andrea Minguzzi (oro olimpico a Pechino 2008). "Cerchiamo almeno di salvare la mostra fotografica dedicata ai 100 anni del Club Atletico Faenza - aggiunge Randi - sono distrutta, moralmente e fisicamente".

Una prima stima dei danni alla palestra è stata fatta e pare che servano centinaia di migliaia di euro per rinnovare la struttura devastata. Come spiega la responsabile della palestra, i danni "sono ingenti. Dentro ormai non c'è più nulla, è tutto vuoto". Difficile anche determinare quando si potrà vedere la struttura rimessa a nuovo, una volta reperiti i fondi. "Voglio essere ottimista. Con le cose più semplici, il minimo indispensabile per consentire ai più giovani di allenarsi, spero che a settembre potremo farcela. Certo, dovremo attendere che il campo sportivo si sia asciugato, speriamo che l'estate ci dia una mano. Speriamo anche di fare il Cre in agosto. Poi ci vorrà il nuovo tappeto per le gara di lotta". Nel frattempo l'attività dei lottatori faentini non si fermerà: nelle prossime settimane saranno ospitati nella palestra dell'Atletica 85, società faentina di atletica leggera. E Randi guarda già in avanti: "Vorrei che i ragazzi potessero gareggiare ai campionati under 15 del 27-28 maggio a Ostia".

Per fortuna non è mancata la collaborazione, per cercare di rimediare al disastro. "Sabato e domenica eravamo in tantissimi a lavorare qui in palestra. C'erano tanti giovani volontari da Faenza e la Protezione civile a darci una mano". La collaborazione ha anche superato i confini faentini. Un aiuto è arrivato infatti anche dai 'cugini' della palestra di lotta dei Portuali di Ravenna, ma "anche altre società da fuori regione ci hanno offerto la loro collaborazione", precisa Randi. Un segno di grande solidarietà per cercare tutti assieme di rimettersi in piedi.

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