Cronaca

Papa Francesco cita la Marcia della Pace di Ravenna all’Angelus

Il 3 dicembre si è svolta l’iniziativa organizzata dalla Diocesi e presieduta dall’Arcivescovo. Mons. Ghizzoni: “Non c’è uomo che non possa essere mio fratello”

 Sorpresa per i ravennati e la Diocesi di Ravenna, questa mattina, all’Angelus in piazza San Pietro. Papa Francesco ha infatti citato esplicitamente la Marcia della Pace che si è svolta ieri in città organizzata dalla diocesi di Ravenna-Cervia e presieduta dall’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni. “Estendo il saluto e l’incoraggiamento a tutte le iniziative per la pace – ha detto nei saluti finali - che le chiese particolari, le associazioni e i movimenti hanno promosso in questa Giornata della Pace: incontri di preghiera e fraternità accompagnati dalla solidarietà con i più poveri. In particolare, ricordo la Marcia della Pace che si è svolta ieri pomeriggio a Ravenna”. La citazione è arrivata in maniera del tutto inaspettata, spiegano gli organizzatori della marcia. “Davvero non ce l’aspettavamo – racconta Luciano di Buò, direttore dell’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro -, non sappiamo da cosa derivi questa citazione ma questa notizia ci incoraggia e ci riempie di gioia”.

Circa 150 persone hanno partecipato nel pomeriggio del 31 dicembre alla sesta Marcia della Pace di Ravenna, organizzata dalla Diocesi (Ufficio per la Pastorale Sociale, Giustizia e Pace) in collaborazione con associazioni e movimenti cattolici della città, varie confessioni religiose presenti sul territorio, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e il contributo di Confcommercio e Confesercenti. Un cammino di “speranza”, fatto di “dialogo, riconciliazione e conversione ecologica”: la frase tratta dal Messaggio di Papa Francesco per la Giornata della Pace è stata scelta come titolo della Marcia.

“Per costruire la pace – ha spiegato nell’ultima tappa della Marcia, sul sagrato di Santa Maria Maggiore, l’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni - serve speranza ma soprattutto gente che spera. Gli operatori di pace non stanno ad aspettarla passivamente. La pace va conquistata, con il dialogo contro il conflitto, passando dall’odio al dialogo e poi alla fratellanza. Non c’è nessun uomo che non possa essere mio fratello o tornare ad esserlo dopo un conflitto. Nessun popolo che non possa arrivare a una riconciliazione con un altro popolo. Ma bisogna crederci”.

Nelle varie tappe della Marcia, hanno preso la parola Antonio Chiusolo per la Caritas diocesana davanti al centro d’ascolto di piazza Duomo; l’imam del centro islamico della Romagna Moustapha Soufi in piazza San Francesco; il parroco della comunità ortodossa moldava padre Alexei Boenciuc davanti a San Carlino e, in piazza del Popolo,  l’assessore alle Attività Produttive Massimo Cameliani, in rappresentanza dell’Amministrazione: “Questa è una giornata importante per Ravenna – ha detto - che ogni anno vede partecipare tanta gente, credenti e non credenti. La prima pace che dobbiamo fare è quella tra noi e nel nostro cuore. La nostra è una comunità coesa e bellissima che fa del volontariato una bandiera: un bell’esempio di cittadinanza”. 

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