Un paradiso verde per gli amici a quattro zampe: ecco il "Parco Beato"

Esiste un luogo "magico" che riesce ad accorciare la distanza tra noi e i nostri amici scomparsi, in cui ogni giorno le persone vengono a trovare i loro cuccioli per sentirli ancora vicini

Giuseppe sulla tomba del suo amico a quattro zampe Spyro

Chiunque abbia mai avuto la fortuna di avere al suo fianco un cane, un gatto, un coniglio o un altro animale lo sa bene: perdere un amico a quattro zampe è un dolore che ferisce nel profondo, un trauma che non è facile superare. Sono tante le persone che, dopo aver perso il proprio animale da compagnia, non riescono ad accettare la scomparsa e, con la ferita nel cuore ancora aperta, si rifiutano di adottare un altro cucciolo, per evitare di rivivere quei brutti momenti che attanagliano gli ultimi giorni dei nostri amici.

A Lugo esiste un posto che riesce ad "accorciare" la distanza tra noi e i nostri animaletti scomparsi: è il "Parco Beato", un immenso prato verde "all'inglese" immerso nelle campagne di Zagonara di Lugo (in via Grilli), ricco di fiori e piante rigogliose. Questo parco è il primo cimitero per animali d'affezione realizzato in Emilia Romagna ed è un posto in cui ogni animale sognerebbe di correre spensierato. La sua vastità (oltre un ettaro di terreno) lo rende adatto a ospitare circa settemila tombe di animali domestici di tutti i tipi: al suo interno si trovano lapidi di cani, gatti, criceti, conigli, tartarughe, canarini e pappagalli.

"Vengo qui a trovare il mio Spyro, gli parlo, gli racconto come prosegue la mia vita - racconta Giuseppe, che ogni due o tre giorni viene qui in bicicletta da Bagnara per sentirsi più vicino al suo cagnolino - Spyro è scomparso a maggio di un anno fa, aveva 14 anni. Avevamo un legame molto forte, soprattutto da quando mi sono ritirato in pensione. Ci volevamo bene ma facevamo anche un sacco di litigate: ogni volta che uscivamo di casa si preparava sulla porta, io gli dicevo "no Spyro, questa volta non puoi venire con noi"; lui ringhiava ma poi tornava buono buono nella sua cuccia".

Giuseppe accarezza la lapide con la stessa dolcezza con cui accarezzava il suo cane e si commuove mentre racconta della sua vita con Spyro. "Quando se n'è andato ho dovuto affrontare una tragedia. Aveva un tumore alla prostata, era arrivato a un punto in cui non si muoveva più. Sono stato costretto a farlo sopprimere... Piango ancora quando ci penso". Dopo la perdita di Spyro, Giuseppe non ha più adottato altri animali. "Non riesco a immaginare di poter prendere un altro cucciolo, nel mio cuore c'è ancora Spyro e credo che sarà così fino alla fine dei miei giorni".

In quest'oasi meravigliosa, che unisce l'amore per il verde a quello per gli animali, ogni giorno decine di persone vengono a trovare i propri cari estinti a quattro zampe, portando loro un fiore o un semplice pensiero. Passeggiare tra le tombe dà una sensazione strana: una malinconica tristezza che, allo stesso tempo, provoca un tenero sorriso anche a chi non ha animali sepolti nel parco. Le lapidi sono bellissime, tutte finemente decorate con foto di teneri animali, pietre colorare, fiori rigogliosi, statue a forma di cane o di gatto, bigliettini su cui sono scritti pensieri, preghiere o poesie. "Grazie per la felicità che ci hai donato", si legge sulla lapide di Tea, una Labrador scomparsa a gennaio. "Chi non ha mai posseduto un cane non può comprendere cosa significhi essere amati", scrive qualcuno citando Shopenhauer.

Questo parco nasce da un'idea dei coniugi Gianfranco Rossi e Paola Gagliardi, che hanno deciso di destinare agli animali una parte dell'oasi naturalistica del podere Gagliardi. I gestori si occupano di tutto: dal ritiro dell'animale, al lavaggio e alla decorazione con fiocchi e nastri della salma, all'allestimento di una vera e propria camera ardente fino alla sepoltura e alla lapide, oltre al servizio a scelta di cremazione. Il viale principale, su cui si affacciano alcuni vialetti secondari, divide il cimitero in settori: cani a sinistra, gatti a destra, per evitare "litigi" e zuffe anche nell'aldilà. Al centro si trova un gazebo con panchine e sedie, dove spesso gli ex proprietari degli animali si trovano per ricordare i loro cuccioli, raccontando storie e avventure vissute col proprio compagnio a quattro zampe. "È un luogo magico - commenta Giuseppe - Quando vengo qua è quasi come se Spyro fosse ancora vicino a me".

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