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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca

Parco Marittimo, gli ambientalisti presentano un ricorso per preservare dune e pinete

"Un patrimonio straordinario di biodiversità miracolosamente scampato a decenni di sfruttamento selvaggio della costa romagnola che rischia di sparire per sempre"

È stato depositato nei giorni scorsi un ricorso al Presidente della Repubblica, redatto all’avvocato Giuliano Picchio con il contributo di esperti, al fine di preservare Marina Romea e Porto Corsini dall’antropizzazione prevista dal “Parco Marittimo”. "Un patrimonio straordinario di biodiversità miracolosamente scampato a decenni di sfruttamento selvaggio della costa romagnola che rischia di sparire per sempre - attaccano da Wwf Ravenna e Italia Nostra - Dopo i lavori sotto gli occhi di tutti del primo stralcio del Parco Marittimo a Punta Marina e Marina di Ravenna, nuove pesanti manomissioni ambientali si prospettano anche per gli stralci successivi. A farne le spese, località ricercate per la loro tranquillità e per l’ampia pineta che ne costituisce un’oasi insuperata di quiete e bellezza. Eppure, il Decreto Ministeriale istitutivo della Riserva Naturale dello Stato “Duna di Porto Corsini”, del 1983, promosso ai tempi proprio dal Wwf parla chiaro: “E’ consentito l’accesso alla riserva naturale, per compiti amministrativi e di vigilanza, per ragioni di studio ed educative, dietro autorizzazione da parte dell’ente gestore, nonché per la ricostruzione di equilibri naturali”.  Non molto diverso il Decreto che istituisce la “Pineta di Ravenna, sezione Staggioni” che ospiterà la quasi totalità della ciclabile e pedonale larga 2,5 metri proprio in mezzo alla pineta, connessa alla viabilità dello stradello retrodunale e a sei piattaforme in legno attrezzate interne alla pineta da 4,5 per 15 metri, collegata con una serie di passaggi trasversali che danno l’assalto a cinque degli ultimi relitti dunali rimasti". In sostanza, due Riserve tra le più preziose dell’Alto Adriatico tramutate in “verde attrezzato”".

Infine, quella che gli ambientalisti definiscono "l’infrastruttura più inverosimile di tutto il progetto: una passerella sollevata di pochissimo dal profilo della duna, priva di parapetti, lunga oltre 600 metri, per la cui realizzazione sarà necessario trivellare con almeno 1200 fori habitat straordinari sulla Duna di Porto Corsini Riserva Naturale. Desta sgomento che si sia scelto di sottoporre a pressione antropica l’unica duna in crescita di tutto il litorale, quando tutte le altre stanno scomparendo per erosione dovuta alla subsidenza. All’interno, specie rarissime, zone di massima protezione ed un ambiente ad oggi incontaminato e indisturbato: ci penserà la passerella a filo duna a distribuire persone ovunque, una specie di “red carpet” per l’uomo padrone assoluto su tutto. Una pressione ingiustificata ed irrazionale, che rischia di vanificare gli sforzi che in questi anni si stanno compiendo sul campo per tutelare specie ormai uniche e a rischio estinzione. Ben nove (di cui tre prioritari) gli habitat tutelati dalle Direttive europee che andranno impattati dal progetto. Non si comprende, inoltre, come il progetto possa soddisfare il principio dnsh (Do Not Significant Harm) che definisce gli obiettivi dei progetti finanziati col Pnrr, ovvero di non arrecare danno significativo all’ambiente. Infine, previsto un piano poderoso di manutenzione pluriennale con risorse pubbliche anche a suon di prodotti chimici, e l’estirpazione degli infestanti, tra cui, citando testualmente, gli asparagi di pineta.  Le associazioni difenderanno questo lembo di paradiso ancora incontaminato, per poterlo tramandare così come lo abbiamo ricevuto, alle future generazioni".

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