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"Lapidi dei caduti di guerra rimosse e ammassate": la rabbia delle famiglie

Il gruppo di Lista per Ravenna ha presentato un'interrogazione in merito al Parco della Rimembranza di San Marco, struttura monumentale situata ai piedi dell’argine sul fiume Montone

A ottobre 2018 il Comune di Ravenna, in vista del centenario della fine della Grande Guerra 1914/1918, in sinergia con l’Unuci (Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia) e le associazioni combattentistiche e d’arma avviò lavori di restauro dei parchi delle Rimembranze e dei cippi più rappresentativi distribuiti sul territorio.

Il gruppo di Lista per Ravenna martedì ha presentato un'interrogazione in merito al Parco della Rimembranza di San Marco, struttura monumentale situata ai piedi dell’argine sul fiume Montone, inaugurata nel maggio 1923 per onorare i 24 soldati di San Marco caduti nelle due guerre mondiali e le 14 vittime civili del paese. È composto da arbusti tagliati in forma semisferica, uno per ogni caduto, dislocati su linee geometriche. Al centro, è situato un cippo di modeste fattezze e dimensioni, posato su un'ampia base quadrata di pietra che richiama la forma di un obelisco.

"Essendo recintato, il parco è accessibile solo attraverso una cancellata di ferro battuto, ma non ci sono lucchetti o telecamere di sorveglianza - spiegano il capogruppo in consiglio Alvaro Ancisi e Gianluca Benzoni, capogruppo nel Consiglio di Ravenna Sud - Ai piedi di ogni arbusto era presente una piccola lapide di marmo che portava l’iscrizione di bronzo con il nome del caduto, la sua fotografia e, per i militari, l’indicazione degli anni della guerra a cui avevano partecipato, 1915-1918 oppure 1940-1945. Oggi però la popolazione locale lamenta, adirata e indignata, come tutte le lapidi posate ai piedi di ogni alberello siano state rimosse e malamente ammassate. Sono state sostituite da un’unica lastra, pur pregevole, collocata a mo’ di leggio nei pressi dell’obelisco centrale, che sopra la scritta "In memoria dei caduti per la patria” riporta solo il cognome e nome dei 38 caduti di San Marco. Ora le lapidi sono malamente stipate in un cassone di legno dietro l’ex scuola di San Marco. Tutto è avvenuto senza che siano state consultate le famiglie dei caduti e neppure la cittadinanza di San Marco. Si discute quale sia stato il ruolo del Comitato cittadino. È pur vero che diverse lapidi erano già spezzate, in altre mancavano la fotografia e alcune lettere, ma ciò non giustifica l’insensibilità e l’arbitrio. Nulla peraltro dimostra che altre rotture non siano avvenute durante la rimozione. A fronte dei normali deterioramenti prodotti dal tempo e dalle intemperie si notano lapidi comunque leggibili e integre, anche con fotografia. Se due sono tornate ai piedi dei loro caduti, simboleggiati ciascuno dal proprio alberello, è perché qualcuno ha sostenuto in proprio i costi del loro riposizionamento, dopo che erano state rimosse senza il suo consenso e a sua insaputa".

Le domande che Lista per Ravenna pone dunque al sindaco sono: "Come e a opera di chi sono avvenuti i fatti e con quale motivazione, che comunque non li giustifica? in che modo e con che tempi si intenderebbe porvi rimedio, restituendo a ogni caduto la propria lapide, opportunamente ripulita e restaurata?".

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