Parte con un open day la nuova campagna di scavi archeologici a Zagonara

Durante la campagna, numerose sono le iniziative che affiancheranno le attività di scavo e che arricchiscono la proposta da un punto di vista culturale

Mercoledì 22 maggio gli scavi archeologici di Zagonara, a Lugo, torneranno ad aprirsi al pubblico in occasione di un open day. Si tratta del primo appuntamento della nuova campagna di scavi, iniziata nei giorni scorsi. Il ritrovo è alle 16 al Parco del Loto, da dove partirà una passeggiata a piedi o in bici lungo il Canale dei mulini. Dalle 16.30 è in programma la visita ai nuovi settori di scavo con la guida degli archeologi del dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. A seguire, aperitivo offerto dal Gruppo Cevico.

Le nuove operazioni di scavo estenderanno l’indagine nelle aree già investigate lo scorso anno. Per ampliare la conoscenza della topografia di questo sito archeologico e delle sue strutture fortificate verranno aperti nuovi settori, con l’obiettivo di scoprire le fasi di occupazione anteriori alla sua costruzione, datata dalle fonti scritte al XIII secolo. La campagna del 2019 proseguirà fino a giugno, con l’impiego di circa una quarantina di archeologi dell’Università di Bologna e di altri atenei italiani. Durante la campagna, numerose sono le iniziative che affiancheranno le attività di scavo e che arricchiscono la proposta da un punto di vista culturale.

Anche quest’anno gli scavi saranno presenti nella biblioteca comunale di Lugo con un infopoint in cui sarà possibile trovare informazioni e continui aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori di scavo, grazie all’ausilio di supporti tecnologici che permetteranno di immergersi letteralmente all’interno del sito. Non solo: in seguito alla collaborazione con il Lugo Music Festival, nel sito archeologico si potrà assistere al concerto della cantante Erica Mou, in programma per il prossimo 14 giugno.

“Le precedenti campagne di scavo, a oggi, hanno riscosso un enorme successo di pubblico, notevoli risultati scientifici, nonché l’appoggio di numerosi enti e associazioni – spiega il responsabile degli scavi Marco Cavalazzi - La comunità locale, e non solo, ha accolto con entusiasmo l’avvio del progetto archeologico, ha partecipato attivamente e con interesse alle varie fasi della ricerca e agli open day, dove è stata offerta l’opportunità di visitare gli scavi e vedere parte dei reperti. La conoscenza del territorio e delle sue risorse storiche e archeologiche, nonché la loro valorizzazione in termini sociali, culturali ed economici, risultano sempre di più una priorità e un’opportunità all’ordine del giorno”.

Promosso dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, dal Comitato per i Beni Culturali del Comune di Lugo e dall’Amministrazione comunale, lo scavo archeologico del castello di Zagonara è iniziato nell’estate del 2017, come prosecuzione di un’indagine archeologica che l’Università di Bologna ha iniziato nel 2009 nella bassa pianura ravennate, sotto la direzione scientifica del professor Andrea Augenti e il coordinamento del professor Marco Cavalazzi. Nel corso degli anni il territorio dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna è stato oggetto di una serie di campagne di ricognizione di superficie per mappare il patrimonio archeologico del comprensorio, realizzare carte di distribuzione dei siti archeologici e ricostruire l’evoluzione del popolamento rurale dall’Età romana a oggi. I risultati dello scavo dell’estate del 2017, che aveva inizialmente l’obiettivo di valutare le potenzialità archeologiche del sito, hanno permesso di portare alla luce delle strutture di grande interesse storico, cioè i resti della chiesa del castello, Sant’Andrea, nota nelle fonti a partire dagli inizi del XI secolo. La campagna archeologica 2018 ha visto l’ampliamento del settore che interessava la zona della chiesa, della quale si è potuta vedere con chiarezza l’intera planimetria e le molteplici trasformazioni che l’hanno interessata fino alla sua demolizione nel XV secolo, ma anche la scoperta di strutture produttive e artigianali medievali e l’indagine del fossato che circondava il castello.

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