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Passi avanti verso la Bassa Romagna del Futuro

Venerdì sono state ascoltate e raccolte le idee che possono portare allo sviluppo di progetti di sistemi e/o di rete di imprese, così come sono usciti dal lavoro svolto e che, in qualche modo, rappresentano il punto di partenza per definire progetti sostenibili e candidabili ai finanziamenti europei.

Si è svolto venerdì mattina al Carmine di Lugo il laboratorio di partecipazione dedicato all'imprenditorialità, intitolato “Opportunità di business per la Bassa Romagna del Futuro”, al quale hanno aderito numerosi rappresentanti del mondo economico, dall’imprenditoria agli istituti di credito. I partecipanti sono stati suddivisi in sette gruppi di lavoro sui temi: energia, marketing territoriale, welfare, logistica e mobilità, agroalimentare, capitale umano e Romagna export; in particolare, su quest’ultimo tema si è ragionato su alcune azioni sulle quali concentrarsi, come lo sviluppo della banda larga, un ciclo di incontri per diffondere le esperienze di export provenienti da imprenditori del territorio, la creazione di un fondo di investimento e la stimolazione per la creazione di reti per l’export.

“Si è compiuto un altro decisivo passo nel percorso per la definizione del Piano strategico che, non casualmente, abbiamo chiamato La Bassa Romagna 2020 - ha sottolineato il presidente dell’Unione dei Comuni Raffaele Cortesi -. Alcune settimane fa abbiamo svolto la parte dedicata interamente ai servizi di welfare della nostra comunità e ai percorsi di innovazione necessari per progettare un futuro sostenibile e inclusivo. Con l'iniziativa di oggi abbiamo voluto riservare uno spazio di riflessione specifica alle imprese del nostro territorio, sollecitando la propensione innovativa, la creatività, la capacità di delineare progetti in grado di contribuire a una crescita attrattiva, intelligente e sostenibile”.

L'Unione Europea riorganizzerà radicalmente, dal 2014, il proprio sistema di finanziamenti. Il nuovo modello renderà i territori, i luoghi, artefici del proprio destino. Un nuovo approccio permetterà di esercitare dal basso le candidature ai finanziamenti, aprirà alla multi-settorialità e incentiverà alleanze e connessioni, solleciterà interventi di partenariato tra pubblico e privato, al fine di migliorare la progettualità dei territori rispetto agli obiettivi dell'agenda Europe 2020.

“Nel rispetto dei ruoli vogliamo invocare l’inizio di un percorso propulsivo di sviluppo – ha sottolineato Cortesi -. Siamo mossi dallo spirito di servizio e dall’amore per la nostra terra. Sappiamo che questo impegno può risultare vincente solo se sarà condiviso dalle principali forze sociali ed economiche e solo se l'impresa, che ne rappresenta il fulcro centrale, saprà esserne protagonista”. Venerdì sono state ascoltate e raccolte le idee che possono portare allo sviluppo di progetti di sistemi e/o di rete di imprese, così come sono usciti dal lavoro svolto e che, in qualche modo, rappresentano il punto di partenza per definire progetti sostenibili e candidabili ai finanziamenti europei.

“Per fare ciò serve però un salto culturale del nostro sistema imprenditoriale e della pubblica amministrazione. Il primo deve superare l’autoreferenzialità di piccole organizzazioni a gestione familiare e costruire reti, integrazioni e semmai fusioni d’impresa. La pubblica amministrazione deve da parte sua smettere di guardare con sospetto alla convergenza dell’interesse privato con quello pubblico, e deve dotarsi delle competenze necessarie per progettare investimenti in evoluti contesti finanziari. Il lavoro non finisce qui. Faremo tesoro delle proposte che sono scaturite da questa giornata, avremo modo di incontrarci di nuovo e di affinare la progettazione e le idee forti che il nostro territorio saprà sviluppare”.

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