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Lunedì, 20 Maggio 2024
Cronaca

Pausa pranzo a torrette alternate per i bagnini di salvataggio: "Il collega sarà a 400 metri di distanza"

L'ordinanza regionale impone una rimodulazione di servizio durante la pausa pranzo per i bagnini ravennati. La soluzione? Si potrebbero avvicinare le torrette

Figure di riferimento per tutti i bagnanti in estate, 'angeli' in canotta rossa che dalle torrette o sui mosconi scrutano l'acqua per aiutare chi si trova in difficoltà. Sono i bagnini di salvataggio che, anche in questa stagione estiva, si apprestano a tornare sulle spiagge per svolgere il loro importante servizio, e tra loro ci saranno anche 67 nuovi addetti che hanno recentemente superato il corso per ottenere il brevetto della Fin (Federazione italiana nuoto). Sulla Riviera ravennate giunge però una novità che fa preoccupare più di un bagnino. Si tratta della nuova ordinanza balneare emanata a marzo dalla Regione che prevede che, dalle 12.30 alle 14.30, il servizio di salvamento sia svolto a torrette alternate, in modo che "sia assicurato a rotazione fra le postazioni contigue purché almeno in una postazione su due consecutive il servizio sia presente". Una misura che ha l’obiettivo di rimediare a una situazione disomogenea nell'attuazione del servizio nei vari Comuni costieri. Infatti, fino allo scorso sui lidi ravennati il servizio di salvataggio prevedeva dalle 13 alle 14.30 un momento di pausa, con esposizione della relativa bandiera rossa. Situazione differente a Cervia, dove invece il servizio a torrette alternate era già realtà (e in effetti lo era già stato anche nel Ravennate anni addietro).

Dunque dal 25 maggio, partenza della stagione dei bagnini di salvataggio, dovremmo assistere al nuovo servizio con pausa alternata in cui un bagnino fa pausa dalle 12.30 alle 13.30 e quello a fianco nella successiva ora. La novità, che però dovrà essere ancora confermata o modificata con relativa ordinanza comunale, non è stata ben accolta da tutti i bagnini. E se nel Riminese sono già state portate avanti alcune forme di protesta, anche i bagnini ravennati attendono impazientemente che la situazione si delinei. Il fatto è che la costa romagnola è unica, ma le condizioni non sono le stesse ovunque. Come già detto, a Cervia la pausa pranzo alternata si fa già da anni, ma lì le torrette dei bagnini sono più vicine.

A spiegare un po' la situazione ci pensa Paolo Vandini, responsabile territoriale della Federazione Italiana Nuoto Salvamento, che si occupa della formazione dei nuovi bagnini. Il servizio alternato di sorveglianza nelle torrette in pausa pranzo "è tecnicamente difficile - ammette - anche se in quell'orario c'è meno gente in acqua". Una situazione in cui diventa appunto complicato "avere aiuto dal collega vicino", visto che la torretta a fianco rimane vuota. Per rimediare a questo problema potrebbe intervenire ora l'ordinanza comunale che, con l'approvazione della Guardia Costiera, potrebbe portare ad avvicinare le torrette sulla costa ravennate. Una maniera per uniformarsi così a Cervia, dove le torrette degli addetti al salvataggio sono poste a circa 150 metri di distanza l'una dall'altra, mentre nel Ravennate la distanza sale a 200 metri. E con le torrette alternate in pausa pranzo il divario raddoppierebbe. Con metà delle torrette vuote, infatti, la distanza tra i bagnini operativi durante la pausa pranzo sale a 300 metri nel Cervese e a ben 400 metri nel Ravennate (considerando poi che l'area in più da coprire per ciascun bagnino si sviluppa anche verso il largo a seconda delle zone). 

Facendo qualche calcolo si può percepire la grandezza dell'area che un singolo bagnino potrebbe trovarsi a presidiare durante l'ora di pausa pranzo dei colleghi vicini. 400 metri di distanza dalla torretta più vicina con un altro bagnino operativo, mentre verso il largo la distanza muta. Dove ci sono scogliere al largo l'area da presidiare termina prima, ma in altri casi si può essere chiamati a intervenire fino a una distanza di circa 300 metri dalla battigia (limite massimo della zona riservata alla balneazione individuata dall'ordinanza regionale). E quindi si giunge alla situazione in cui per un'ora di pausa pranzo un singolo addetto al salvataggio si troverebbe a dover monitorare un'area di 120mila metri quadrati. Ecco dunque che l'avvicinamento delle torrette potrebbe venir incontro ai bagnini ravennati restringendo quell'area e rendendo anche più facile la collaborazione tra i vari addetti.

Insomma, l'esigenza di offire il servizio di salvataggio anche durante la pausa pranzo è senza dubbio importante, ma se non opportunamente regolato potrebbe rischiare di gravare eccessivamente sui singoli bagnini. "Il bagnino di salvataggio deve stare sempre con gli occhi aperti, perché la responsabilità è tanta - continua Vandini - E in pausa pranzo gli occhi devono restare aperti ancor di più". Un altro problema messo in evidenza dal responsabile Fin è quello della grande richiesta, specialmente negli ultimi anni, di addetti al salvataggio, con "una diminuzione del numero dei bagnini a fronte di un'alta richiesta sul nostro territorio".

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