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Pelè ospite a "Che tempo che fa", l'interprete è un faentino: "E' stata una bella sorpresa"

"Avevo già svolto incarichi come interprete per calciatori brasiliani del Milan, in passato, oltre che con Mediaset per altri programmi televisivi, e per alcuni importanti brand italiani come Ducati", spiega

È di Faenza, Matteo Verna, l'interprete di Pelé, il calciatore brasiliano che domenica scorsa è stato ospite della trasmissione "Che Tempo Che Fa" condotta da Fabio Fazio. L'intervista, tradotta in simultanea dal portoghese all'italiano, ha emozionato molti telespettatori appassionati di calcio e non, soprattutto per la cordialità, la semplicità e la simpatia che il campione brasiliano è riuscito a trasmettere. Matteo Verna, 49 anni, sposato con cinque figli tra i 15 e i 23 anni, era negli studi Rai di Milano, in videochiamata con Pelè, che invece era nella sua casa a Santos.

"Avevo già svolto incarichi come interprete per calciatori brasiliani del Milan, in passato, oltre che con Mediaset per altri programmi televisivi, e per alcuni importanti brand italiani come Ducati. Questa è stata comunque un'esperienza particolare, emozionante e coinvolgente». "Da diversi anni mi occupo di Brasile, paese in cui ho vissuto per un decennio: progetti commerciali per aziende italiane, consulenze linguistiche, traduzioni e interpretariato. La chiamata per interpretare Pelè è stata una bella sorpresa. Gli autori di Che Tempo Che Fa hanno pensato ad una voce maschile e dopo aver visionato alcuni miei servizi precedenti mi hanno contattato. Ciò che mi ha colpito di più di Pelé è stata senza dubbio la sua riconoscenza verso ciò che la vita gli ha dato, il talento che ha ricevuto, ed il fatto che non abbia mai desiderato autocelebrarsi "voi continuate a parlare di me, ma sono io che devo ringraziare voi per quello che la vita mi ha regalato". Il resto lo hanno fatto i suoi sorrisi».

Per Verna non ci sono state particolari difficoltà tecniche, durante il servizio: «Io, come ogni volta che faccio interpretariato, cerco di non prevaricare il personaggio, ma di assecondare la sua espressività e accompagnare con il tono di voce quello che vuole trasmettere ai telespettatori. Mi fa piacere sapere che molti italiani hanno avuto il piacere di ascoltarlo».

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