Cronaca

Pellet prenotato ma mai consegnato, i clienti restano al freddo e senza acconto. La ditta replica alle diffide: "Abbiamo perso soldi anche noi"

I clienti a febbraio-marzo hanno fatto un ordine prestagionale di pellet a un prezzo molto vantaggioso, pagando un acconto. Ma ad autunno inoltrato la "sorpresa": quel pellet non sarebbe mai arrivato. E per riavere l'acconto bisognava aspettare

Quest'anno anche chi aveva deciso di risparmiare sul gas investendo su una stufa a pellet si è ritrovato a dover pagare molto di più. Il caro energia e le incertezze per la guerra Russia-Ucraina hanno infatti fatto lievitare anche i prezzi del pellet, che in molti casi sono addirittura triplicati, passando dai 4-5 euro al sacco ai 12-15. Una situazione, in realtà, nota già da mesi: sono tante le persone che in primavera (quando è possibile acquistare a un prezzo minore il cosiddetto "pellet prestagionale") hanno provato a ordinare dei bancali per l'inverno venendo "rimbalzati" dalle ditte, che spiegavano di non poter ancora accettare ordini in quanto non sapevano quando e quanto pellet sarebbe arrivato, nè che prezzi avrebbero potuto applicare ai clienti.

Sono numerosi, invece, i clienti ravennati di una ditta di pellet situata nel territorio ferrarese che a febbraio-marzo dello scorso anno sono riusciti a fare un ordine prestagionale a un prezzo ancora molto vantaggioso: tra i 4 e i 4,20 euro al sacco. I clienti hanno ordinato i bancali, hanno pagato un acconto (spesso il 50% della somma totale) e atteso la consegna. Ma ad autunno inoltrato la "sorpresa": quel pellet non sarebbe mai arrivato. Se volevano comunque del pellet per scaldarsi, potevano acquistarne altro a un prezzo più che raddoppiato. Chi invece rivoleva l'acconto doveva "aspettare".

I clienti rimasti senza pellet

"Il 12 marzo ho ordinato 5 bancali di pellet, ho pagato 430 euro di acconto e preso la ricevuta, sulla quale è scritto che il totale era di 1640 euro e che ogni sacco costava 4,20 euro - racconta una cliente ravennate - La consegna era prevista per il 15 ottobre, ma tre giorni prima ci hanno chiamato dicendo che c'era un problema di consegna. Siamo andati fin là e abbiamo scoperto che quel pellet non c'era e che, se volevamo avere comunque il pellet per l'inverno, avremmo dovuto pagare 12 euro al sacco. Quindi abbiamo chiesto indietro l'acconto, ma ci hanno detto che ce lo avrebbero restituito più avanti. Se almeno ci avessero avvisati per tempo avremmo potuto rivolgerci a un'altra ditta, ormai a ottobre i prezzi erano altissimi. Hanno infranto il contratto, noi vogliamo recuperare quel pellet, tanto che ci siamo rivolti a un avvocato".

Stessa situazione per un'altra cliente ravennate, che a marzo aveva ordinato 4 bancali lasciando un acconto di 616 euro e che il 28 ottobre ha ricevuto la chiamata della ditta che annunciava che non avrebbero consegnato il pellet. "Sapevano già da mesi che i prezzi sarebbero aumentati - dice - Chiamandoci due giorni prima della consegna ormai non hai più scelta, i prezzi sono alti ovunque. Ci siamo rivolti a un avvocato per riavere l'acconto, ma alla sua lettera hanno risposto dicendo che non potevano ridarlo perchè avevano problemi con i fornitori".

Altri due acquirenti ci raccontano una storia simile. Un terzo precisa: "Mi fornisco da loro da tanti anni, e sono sempre stati puntuali e corretti. Quest'anno ho ordinato a fine febbraio 3 bancali al prezzo di 4 euro al sacco, dando 504 euro di acconto tramite bonifico. Di solito me lo consegnavano ad aprile, quest'anno hanno rimandato fino a ottobre quando mi hanno chiamato per dirmi di andare a riprendermi i soldi dell'acconto perchè il pellet non c'era più. Non ho voluto riavere l'acconto perchè in questo modo perderei il pellet che ho pagato. Mi sono rivolto all'associazione Codici, con la quale abbiamo fatto una diffida chiedendo di riavere l'acconto raddoppiato per i danni subìti".

L'avvocato: "Gli acconti devono essere restituiti subito"

"Stiamo ricevendo diverse segnalazioni da parte dei consumatori, ne sono arrivate una decina - spiegano dall'associazione Codici Centro per i Diritti del Cittadino - E' stata inviata una diffida alla società, in particolare per quanto riguarda i contratti. Pare ci sia un'apertura al rimborso (degli acconti, ndr), ma per il momento non abbiamo certezze al riguardo". "Nei contratti in cui una delle due parti non può più garantire le condizioni iniziali, essendo cambiato il quadro fattuale, si può invocare l'eccessiva onerosità - spiega l'avvocato Alessandro Scardovi, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori di Ravenna-Faenza - Questa eccessiva onerosità, però, deve rispondere a dei requisiti e, se le due parti non trovano un accordo, deve essere accertata da un giudice. Per quanto riguarda gli acconti vanno restituiti subito e, se si riesce a dimostrarlo, si possono chiedere anche i danni aggiuntivi: ad esempio la differenza di prezzo che il cliente dovrà pagare per avere il pellet è un danno aggiuntivo".

L'avvocato Andrea Baldrati del foro di Ravenna, legale di uno dei clienti intervistati, ribadisce il concetto di eccessiva onerosità: "Ci sono dei parametri per stabilire questa eccessiva onerosità, la Cassazione ne ha tracciati alcuni, e non pare essere questo il caso. In ogni caso i problemi che possono avere avuto con il fornitore non possono ricadere sui clienti, mentre gli acconti devono essere restituiti maggiorati per via del danno subìto. Siamo in trattativa con il loro legale proprio per la restituzione di questi acconti: per correttezza contrattuale la restituzione dovrebbe essere immediata".

La ditta si difende: "Anche noi siamo per vie legali con il fornitore che non ci ha mandato il pellet"

Il titolare della ditta - che spiega di aver assunto un avvocato anche per querelare chi, incappato in questa situazione, ha deciso di fare una brutta recensione sui social (recensioni che sono state tutte cancellate e non sono più visibili online) - si difende dalle accuse. "Da 8 mesi a questa parte il mondo è cambiato. Sono 10 anni che vendo pellet e non ho mai avuto un anno così difficile. Fino allo scorso anno funzionava così: in primavera i fornitori ci davano il listino prezzi e a quel punto noi facevamo i prezzi ai clienti e partivamo con gli ordini prestagionali. A un certo punto, a ottobre, una delle ditte dalle quali ci riforniamo ha chiuso, non per fallimento ma per problemi di accaparramento delle materie prime. Altre ditte hanno invece ritardato le consegne e in tutto questo i prezzi sono schizzati alle stelle: a marzo pensavamo che avremmo avuto una variazione di 10-20 centesimi al sacco, invece siamo arrivati a 6-7 euro di aumento".

"Non è vero che non abbiamo avvisato i clienti, li abbiamo chiamati tutti uno per uno appena abbiamo saputo che la ditta aveva chiuso, il 10 ottobre - replica il titolare a quanto detto dai clienti intervistati - Con molti di loro siamo riusciti a trovare un compromesso, vendendogli altro pellet a 10 euro al sacco (che è il prezzo a cui lo pago io al fornitore, quindi senza guadagno per noi) invece che a 12. Altri, invece, si sono rivolti agli avvocati". Per quanto riguarda la restituzione degli acconti, invece, il titolare conferma: "Non possiamo restituirli in maniera immediata, c'è una pratica aperta con l'avvocato, dobbiamo annullare gli scontrini, fare i bonifici... Bisogna tenere conto che noi con il legale siamo in causa anche con il fornitore per cercare di recuperare i soldi degli acconti e anche quelli del saldo, che abbiamo messo noi come ditta, per cui noi al momento abbiamo perso anche quelli".

Il titolare si rivolge poi ai clienti: "So che è una doccia fredda per loro, purtroppo però ci siamo trovati in mezzo a questa situazione anche noi. Capisco anche che rivogliano subito l'acconto, ma noi non possiamo restituirlo al momento. Se a marzo avessimo saputo di questi aumenti non avremmo fatto gli ordini prestagionali, cosa che non faremo quest'anno se le cose continueranno così. Ho girato mezza Europa per trovare il pellet quando ho visto che iniziava a scarseggiare, ho dato l'anima per questa azienda e da un giorno all'altro mi è cascato il mondo addosso. Io capisco i clienti, ma è una brutta situazione per tutti".

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