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Cronaca

Per anni ha lottato per la difesa del patrimonio storico: è morta Marina Giusti

Marina Giusti si è spenta all’ospedale di Ravenna, dov’era ricoverata da sei giorni

Si è spenta mercoledì, all’età di 63 anni, Marina Giusti nell’ospedale di Ravenna, dov’era ricoverata da sei giorni, colpita dal grave male contro cui combatteva da anni con tenacia. Il suo funerale sarà celebrato sabato, alle ore 11.30, alla camera mortuaria di Ravenna, dov’è esposta. Lascia nel dolore il figlio Mattia. 

In tanti piangono la scomparsa di Marina Giusti, a cominciare dall’inseparabile Denaura Bordandini (“Denny”), così come i militanti di Ave, comitato di cittadini dedicato al culto e alla difesa del patrimonio storico, archeologico ed architettonico della nostra città, che la ricordano con queste parole: “Quest'anno ricorrono dieci anni dalla costituzione di Ave Ravenna, il cui cuore pulsante è stata proprio la nostra Marina. In quel 2012, promosse la salvaguardia dell’area archeologica dell’ex caserma Dante Alighieri, vistosamente compromessa dal Piano Operativo Comunale 2010/2015. ‘Non si rottama la nostra Storia’ ne fu l’emblema grafico. È stata una battaglia vincente, grazie ad una variante di quel piano che salva il valore storico di quel complesso monumentale, evitando di cementificarne le vaste aree cortilizie con palazzine e parcheggi a silos".

"Grazie a lei, alla sua ‘ostinazione’, alle sue osservazioni, si è potuto poi avviare e realizzare la Carta delle potenzialità archeologiche del Comune di Ravenna, seppur incompleta e perfettibile, come diceva sempre. ‘Ricercare sempre la fonte storica, le evidenze, leggere i documenti degli archivi per capire e comprendere la storia’ è stata la rotta che ci ha sempre indicato. Collezionava allo scopo montagne di libri e di testi antichi - continuano i militanti di Ave - È stata allieva e grande amica dell’ing. Arnaldo Roncuzzi, a cui si devono le scoperte archeologiche dell’antico porto romano di Classe. Da vera e propria autodidatta, appassionata di archeologia e di storia, girava in lungo e in largo i campi della Romagna insieme a Denny, alla strenua ricerca di ritrovamenti e di reperti significativi. L’hanno ben conosciuta i giornali locali, tramite gli interventi e le segnalazioni con cui difendeva caparbiamente la Ravenna storica, sopravvissuta nei secoli o riscoperta o (soprattutto) ancora sotterrata che fosse”. Da dieci anni, Giusti era anche una volontaria assidua ed impegnata dell’associazione “Amici dell’Operazione Mato Grosso” di Mezzano, a servizio delle comunità più povere del Perù, tramite la missione di padre Stefano Morini della diocesi di Ravenna, che l’ha ricordata mercoledì con una telefonata dal Sud America.

"L’hanno conosciuta bene tutti gli amministratori del Comune di Ravenna - riferiscono da Lista per Ravenna - Gelosa della propria autonomia, li ha frequentati senza legarsi politicamente a nessuno, cercando invece di coinvolgerli, spesso inseguendoli, nelle sue iniziative e proposte. Con lo stesso spirito, ha trovato e dato amicizia, sul piano personale, ad alcuni di Lista per Ravenna che ne avevano compreso e apprezzato le generosità d’animo e la fiera volontà di battersi per ogni proprio ideale, rivolgendo a loro, fino all’ultimo giorno, empatia ed affetto ricambiati. Non ti riposare, Marina. Hai l’universo più antico da esplorare. Ci puoi sempre illuminare da lassù".

Anche la sezione ravennate di Italia Nostra si unisce al cordoglio per la scomparsa di Marina Giusti e ricorda "con gratitudine l’impegno e la determinazione di questa studiosa, appassionata e fuori dagli schemi, che si adoperava con ogni mezzo per portare all’interesse dei cittadini e delle Istituzioni il nostro patrimonio storico ed archeologico, tra i più preziosi del mondo ma troppo spesso dimenticato, sfruttato o distrutto. Ave Marina, e grazie per tutto quello che hai fatto per la nostra città". 

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