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Per chiedere la liberazione di Zaky, lo studente detenuto è virtualmente presente come sagoma

Si è tenuta venerdì pomeriggio nella sala Dantesca della biblioteca Classense l’iniziativa “Seduti accanto a Zaky” promossa dal Comune di Ravenna insieme alla biblioteca Classense

Si è tenuta venerdì pomeriggio nella sala Dantesca della biblioteca Classense l’iniziativa “Seduti accanto a Zaky” promossa dal Comune di Ravenna insieme alla biblioteca Classense in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna - Campus di Ravenna e Amnesty International. Si è trattato di una conferenza rivolta ad un pubblico composto per metà da cittadini e per metà da sagome in cartone - in stile fumetto, realizzate dall’artista Gianluca Costantini - raffiguranti Patrick Zaky, studente dell’Università di Bologna ancora detenuto nella prigione di Toira, al Cairo.

“L’impegno di un grande artista in un grande luogo di cultura come questo – ha dichiarato il sindaco Michele de Pascale – vuole lanciare un chiaro messaggio per combattere la battaglia per quei diritti umani la cui violazione, spesso e volentieri, rischia di non essere percepita come reale solamente perché alcune situazioni risultano essere lontane dal nostro comune immaginario. Questa iniziativa, partita da Bologna ed ora arrivata anche a Ravenna, vuole far comprendere ai cittadini quanto i diritti umani siano prossimi e di estrema importanza verso qualunque persona in ogni angolo del mondo. Spesso il rischio è che ciò che è percepito come lontano non ci riguardi personalmente, invece Patrick poteva essere il compagno di scuola di tutti, essere una persona qualsiasi in viaggio per motivi di studio o di lavoro. Il senso di questa campagna è alzare il livello di attenzione dei cittadini italiani e far comprendere il ruolo dell’Italia nel campo dei diritti umani”.

“Ho disegnato la sagoma di Patrick il 7 febbraio, non appena ho saputo che era stato arrestato – ha spiegato l’artista Gianluca Costantini – questo disegno è diventato subito virale grazie ad Amnesty che lo ha scelto come immagine della campagna e successivamente è arrivata l’occasione di esporlo in piazza Maggiore a Bologna, poi all’Università e ora anche qui a Ravenna. Ognuno degli studenti ha preso a cuore Patrick come se fosse un cittadino italiano e questo è quello che dovrebbe succedere sempre. Le libertà e i diritti fanno presto ad essere cancellati; le sagome, che sono rimaste e che rimarranno anche qui tra le biblioteche e le aule studio, vogliono essere un promemoria per tutti gli studenti, per ricordare loro ciò che sono, ciò che diverranno, per incoraggiarli a non demoralizzarsi e a continuare a studiare”.

Oltre al sindaco e all’artista sono intervenuti anche Elena Fabbri, presidente del Campus di Ravenna, e Luca Cortesi, rappresentante di Amnesty International a Ravenna, approfondendo ulteriormente il tema del rispetto dei diritti umani sulla scorta delle riflessioni e discussioni sorte a Bologna dove l’iniziativa è nata a metà luglio.

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