Cronaca

Perde il lavoro e reagisce girando l'Italia a piedi con la sua cavalla: "Voglio tornare a emozionarmi"

Il suo obiettivo è quello di percorrere tutta l’Italia scendendo dall’Adriatico e risalendo per il Tirreno, chiedendo ospitalità alle varie strutture che si rendono disponibili ad accogliere lei è la sua cavalla

Un viaggio a piedi per l'Italia per 'tornare a emozionarsi'. Solo pochi giorni fa vi abbiamo raccontato la storia di Cindy, 35enne francese che sta percorrendo la via Francigena fino a Roma a piedi insieme alla sua asinella Nenette e alla sua cagnolina Mina. Un'avventura tutta al femminile: proprio come quella di Jessica Riviera, 33enne di Vittorio Veneto che sta percorrendo tutta l'Italia accompagnata dalla sua inseparabile cavalla, una purosangue araba di nome Fatira di Pegaso. Tutto questo rigorosamente a piedi e con soli brevi tratti in sella. Il suo obiettivo è quello di percorrere tutta l’Italia scendendo dall’Adriatico e risalendo per il Tirreno, chiedendo ospitalità alle varie strutture che si rendono disponibili ad accogliere lei è la sua cavalla.

Un cammino 'Con 6 zampe' - come il nome scelto da Jessica per raccontare la sua avventura sui social - partito da alcuni fatti spiacevoli. La 33enne, infatti, ha perso il lavoro a causa del Covid. "Ho sempre lavorato in aziende in cui guardano il minuto, e dopo il licenziamento ho deciso di riprendermi il mio tempo - racconta Jessica - Ora non devo più mangiare tra le 12.30 e le 13, ma quando ho fame. Ho scelto di intraprendere quest'avventura per riprendere in mano la mia vita, i miei bisogni, le mie libertà, e anche perchè ho incontrato brutte persone che mi hanno fatto del male, quindi ho deciso di incamminarmi per scoprire se esistono ancora persone buone. Il tutto promuovendo il rapporto con gli animali: io sono istruttrice e vado a cavallo da 24 anni, e credo ci sia un profondo bisogno di avvicinarci agli animali e di imparare da loro la lealtà, la sincerità, l'amore incondizionato. Ho deciso di viaggiare per tornare a emozionarmi".

Jessica è partita a fine maggio da casa, a Vittorio Veneto: da lì è passata dal Friuli, lungo il Brenta, ad Abano Terme, Padova, Rovigo, Ferrara, Budrio, Dozza, Imola (dove, da appassionata di motori, ha visitato l'autodromo) e infine è giunta a Brisighella, passando anche per Riolo Terme dove ha visitato la scuola di equitazione Casagobba. "La mia idea è quella di scendere lungo la costa est, senza passare nè sul mare nè troppo in montagna, ma visitando i borghi più belli e seguendo anche i consigli delle persone che incontro lungo la via - spiega la giovane - Ho già percorso 1200 chilometri! Però cerco sempre di partire alle 5 del mattino per evitare il caldo e di non fare più di 30-40 chilometri al giorno, anche per rispettare il fisico della mia cavallina, e riposando un giorno ogni sei. Da qui arriverò nelle Marche, poi in Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e da lì verremo traghettate in Sicilia per arrivare all'Etna. Se la cavalla dovesse rispondere bene, arriveremo a Palermo e prenderemo un traghetto fino a Napoli, per poi risalire passando dal Lazio, sulla via Francigena, Emilia, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino e infine arrivare a casa. Inizialmente avevo programmato di fare tutto in sei mesi, ma temo che i tempi si allungheranno parecchio visitando tutte le cose belle che incontro sul percorso, se dovessi fermarmi in tutti i borghi non mi basterà un anno!".

La ragazza, prima di partire, si è organizzata molto bene: "Ho un carico di 15 chili di cracker, tonno in scatola e cibi liofilizzati, e quando finiscono mi fermo nei supermercati, lego la mia cavalla di fuori e faccio la spesa. Ovviamente compro sempre anche un chilo di carote, sennò si offende! E' bellissimo uscire dal negozio e vedere le persone radunate attorno a lei che la accarezzano. Per dormire invece ho un sacco a pelo e un materassino e mi affido all'ospitalità di maneggi e scuderie, io dormo di fianco alla mia cavalla. 'Parliamo' anche, faccio tanti discorsi con lei e lei sembra sempre capirmi. Per fortuna sì, ho raggiunto il mio obiettivo: ho incontrato tante persone buone fino ad ora, e ogni cosa che mi viene offerta è un dono. Il cammino è pesante, non è una vacanza, ma Fatira mi aiuta molto: pensa che quando siamo in salita e mi vede affaticata mi spinge da dietro con la testa".

Jessica torna con la mente ai momenti più belli e a quelli più difficili del suo viaggio fino a questo momento: "Il più bello è stato quando, a Cittadella, un ranch mi ha organizzato una festa a sorpresa di benvenuto, con i bimbi che mi aspettavano con i palloncini e mi hanno riempita di domande sul mio viaggio. Quello più brutto quando è crollato un ponte di legno mentre lo stavamo attraversando: per fortuna siamo riuscite a uscirne illese sia io che la mia cavalla reagendo a sangue freddo. Il nostro motto è proprio questo: ogni difficoltà ci viene presentata per essere superata, l'una al fianco dell'altra".

Chi volesse offrire ospitalità o incontrare Jessica lungo il suo cammino può farlo scrivendole via mail all'indirizzo riviera.jessica@gmail.com.

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