"Perde il visto e quando torna in Italia scopre di essere stato licenziato": la denuncia del sindacato

Il sindacato ha svolto un volantinaggio di fronte allo stabilimento dell'azienda per denunciare il licenziamento, definito dai sindacalisti illegittimo, di un lavoratore della stessa società

Martedì pomeriggio il Sindacato Generale di Base (Sgb) ha svolto un volantinaggio di fronte allo stabilimento di un'azienda di Cotignola per denunciare il licenziamento, definito dai sindacalisti illegittimo, di Cheikh, lavoratore della stessa società. "Cheikh era dipendente della ditta da più di 16 anni - spiega Antonio Luordo dal sindacato - A dicembre gli vengono accordate le ferie per raggiungere i suoi cari in Senegal. Qui perde i documenti e gli viene impedito di tornare in Italia. L’Ambasciata di Dakar tarda a rilasciargli un nuovo visto. Lui avvisa il datore di lavoro, che capisce l’oggettiva impossibilità di Cheikh a presentarsi al lavoro e gli concede un’aspettativa non retribuita".

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Durante la sua assenza, però, l'azienda viene acquistata da un'altra ditta: "Ai nuovi titolari non interessa se a un lavoratore immigrato è impedito il rientro in Italia anche se ha un regolare lavoro, non interessa se l’assenza di Cheikh era giustificata con l’aspettativa non retribuita; per loro Cheikh è assente ingiustificato e per questo deve essere sanzionato - continua il sindacalista - Grazie all’aiuto dell’avvocato Andrea Maestri che sollecita la Questura di Ravenna e l’Ambasciata a Dakar, Cheikh ottiene finalmente il visto di ingresso. Rientra in Italia e riprende immediatamente il lavoro, ma entrato in fabbrica gli viene consegnata la lettera di licenziamento disciplinare “con effetto immediato”. Un licenziamento assurdo in cui l’assenza di Cheikh è solo un pretesto. L'azienda si è resa indisponibile a un reale confronto con Sgb, per questo anche nei prossimi giorni saremo in presidio davanti alla fabbrica, fino al reintegro di Cheikh".

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