menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Pesca e Acquacoltura, ricerca scientifica e produzione: il dialogo prosegue

Sempre prezioso e stimolante sarà il contributo in apertura e chiusura dei workshop del consigliere del Flag Costa dell’Emilia-Romagna Vadis Paesanti

Venerdì alle 16.00 nella sala Ex Mercato del Pesce di Marina di Ravenna, oggi sede del Cestha – Centro Sperimentale Tutela degli Habitat, proseguiranno gli incontri informativi e partecipativi organizzati nell’ambito dei “Progetti di Reti partecipative”, Azione 4.C “Reti e governance” del Piano di Attuazione Flag del Flag Costa dell’Emilia-Romagna - Piano Operativo Feamp 2014-2020. Ricercatori ed esperti del mondo scientifico incontreranno pescatori ed Associazioni del mondo della pesca e acquacoltura per condividere i risultati che stanno emergendo nell’ambito dei tre studi in corso di realizzazione su altrettanti temi di elevato interesse: tendenze evolutive dello stato trofico e biologico con particolare riferimento all’abbondanza degli stock ittici, coordinato da Attilio Rinaldi di Fondazione Centro Ricerche Marine di Cesenatico; gestione piccola pesca artigianale – Piano di gestione locale della piccola pesca e della fascia costiera, coordinato da Fabio Fiori di M.A.R.E. Soc. Coop a r.l. di Cattolica; e definizione delle soluzioni più adeguate a consolidare l’approvvigionamento di novellame di molluschi bivalvi da destinare all’allevamento, coordinato da Cristina Barbieri di Istituto Delta Ecologia Applicata di Ferrara. 

L’evento permette d’incrociare i tre percorsi progettuali e i relativi gruppi partecipativi che hanno preso avvio, con diversi incontri nelle marinerie della costa emiliano-romagnola, dall’inizio dell’anno e che proseguiranno fino a febbraio. Attilio Rinaldi della Fondazione Centro Ricerche Marine di Cesenatico in riferimento al tema  “Tendenze evolutive dello stato trofico e biologico dell’alto Adriatico”, esporrà  gli argomenti indagati da un folto gruppo di ricercatori appartenenti ai principali Istituti di ricerca dell’alto e medio Adriatico. L’analisi e l’operato del Gruppo tecnico-scientifico tuttora in corso (la riunione conclusiva è prevista per il 14 novembre p.v.) affronta il tema delle tendenze sul lungo periodo dello stato trofico e degli stock ittici, il tutto con una visione olistica ed ecosistemica che comprende il bacino padano, le acque di transizione (lagune e sacche) e l’Adriatico.

Gli argomenti maggiormente indagati che saranno esposti: le tendenze degli apporti trofici generati nel bacino del Po, le profonde modificazioni idro-morfologiche del bacino stesso, lo spopolamento delle aree rurali e montane e le variazioni dei carichi di azoto e fosforo convogliati in Adriatico; la variabilità degli apporti padani e le sue ripercussioni sugli andamenti annuali della clorofilla, principale indicatore di biomassa fitoplanctonica, il rischio eutrofico e i fenomeni di anossia sono più elevati al nord rispetto al sud della costa e che nel periodo 1983-2017 le analisi sui nutrienti confermano una progressiva diminuzione del fosforo e una stabilità dell’azoto; gli stock ittici nell’alto adriatico, i metodi di pesca e i modelli di dinamica, sottolineando la variazione di taglia ed età di alici e sardine ed attribuendo tali modificazioni ai minori livelli di qualità e quantità delle risorse alimentari a disposizione di queste specie ittiche.

Seguirà il secondo workshop in programma, dove Fabio Fiori della Soc. Coop Mare di Cattolica presenterà il percorso intrapreso per la definizione del Piano di gestione locale della piccola pesca e della fascia costiera, percorso articolato che prende necessariamente in considerazione le attività antropiche qui svolte. La piccola pesca, che nell’anno 2017 in Emilia—Romagna ha contato 380 imbarcazioni secondo i dati ufficiali, costituisce uno tra i sistemi di pesca prevalenti in Emilia-Romagna rappresentando quasi il 62% del totale della flotta regionale. Anche se meno influente in termini di tonnellaggio, pari all’9,9% del totale trattandosi di piccoli natanti, a livello di importanza economica si colloca in una posizione intermedia rispetto agli altri sistemi di pesca con l’11% delle catture e il 25% dei ricavi. Ragguardevole dunque è la rilevanza socio-economica, che vede la piccola pesca un sistema a forte occupazione con un impegno del 52% dei giorni di pesca rispetto all’intero sistema ittico. Il progetto mira pertanto alla definizione di un piano di gestione condiviso, mediante una approfondita analisi degli aspetti socio-economici e normativi, con il diretto coinvolgimento di tutti gli operatori del settore, anche per valutare eventuali proposte di modifica.

L’ultimo workshop, presentato da Cristina Barbieri di Istituto Delta Ecologia Applicata, riguarda la terza tematica: “Consolidare l’approvvigionamento di novellame di molluschi bivalvi da destinare all’allevamento”.  In particolare verrà presentato lo stato dell’arte della molluschicoltura delle 3 specie consolidate a livello produttivo, sia nazionale che locale: il mitilo Mytilus galloprovincialis, la vongola verace filippina Ruditapes philippinarum e l’ostrica concava Crassotrea gigas (il cui interesse nello sviluppo è legato all’ultimo decennio) e i primi risultati di un’indagine svolta presso le cooperative di acquacoltura sulle modalità attuate fino ad oggi per l’approvvigionamento di novellame di molluschi bivalvi destinati all’allevamento. L’evento è l’occasione non solo per promuovere ed incentivare il dialogo fra il mondo della ricerca e i settori della molluschicoltura, ma anche una opportunità, per i coordinatori scientifici dei tre progetti, di confrontarsi ed individuare criticità comuni.  Sempre prezioso e stimolante sarà il contributo in apertura e chiusura dei workshop del consigliere del Flag Costa dell’Emilia-Romagna Vadis Paesanti.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Giardino

Come dare nuova vita al giardino con il Bonus Verde 2021

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RavennaToday è in caricamento