Cronaca

Pescatori di vongole disperati: "Tutelarli contro le rapine selvagge dei bracconieri"

Ancisi (Lista per Ravenna): "Anni fa chi rispettava le regole poteva raggiungere anche un quintale e mezzo di pescato al giorno. Ora non supera i 20 chili dopo una giornata intera"

"Tutelare i pescatori regolari di vongole contro le rapine selvagge dei bracconieri". E' l'oggetto della richiesta del capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi, presentata dietro richiesta e d’intesa con i pescatori autorizzati alla pesca delle vongole nella pialassa Baiona.

"Il 1 febbraio scorso, un incendio doloso ha bruciato un’imbarcazione in vetroresina regolarmente ormeggiata nella pialassa Baiona, stamani è stato rubato un motore nuovo di pacca - spiega Ancisi - Sono certamente ritorsioni dei pescatori di frodo contro quelli locali regolarmente autorizzati, che avevano organizzato ronde per fermarli. I bracconieri, usando pompe che aspirano il fondale filtrando in poco tempo una grande quantità di molluschi, hanno finito per decimare la valle. Anni fa chi rispettava le regole poteva raggiungere anche un quintale e mezzo di pescato al giorno. Ora non supera i 20 chili dopo una giornata intera. Lista per Ravenna reagì all’incendio affermando la necessità di ripristinare la legalità della pesca nella pialassa Baiona, oggi consentita, per la quasi inesistenza dei controlli pubblici, alle pratiche abusive predatorie di rapinatori provenienti da altre province, anche stranieri, col pescame che finisce sulle tavole dei consumatori senza alcun controllo igienico-sanitario. “Ai pescatori professionali di uso civico delle cooperative locali - dicemmo - si impedisce invece di lavorare, a danno stesso dell’ambiente da preservare, per eccesso di imposizioni burocratiche non giustificate”. Il momento giusto per stroncare l’abusivismo e consentire a una cinquantina di famiglie di pescatori regolari, che oggi sono ridotte alla disperazione, di vivere col proprio lavoro è dato, in questi giorni, dall’imminente approvazione di una variante al Rue, Regolamento Urbanistico Edilizio".

Lo strumento utilizzato da Lista per Ravenna per dare piena regolarità e mettere sotto controllo ogni attività di pesca nella Baiona è una proposta di emendamento volta a introdurre nel Rue le seguenti disposizioni: "Il Comune di Ravenna individuerà, secondo il parere e le prescrizioni dell’Ente Delta del Parco del Po, del Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna e della Capitaneria di Porto di Ravenna, la quale emette al riguardo un’apposita ordinanza, un luogo unico per la Pialassa Baiona, prossimo al punto di raccolta del pescato, da adibire a “Punto di Sbarco”, disponendone le caratteristiche e l’uso pubblico da parte di tutti i soggetti autorizzati alla pesca. L’approdo al Punto di Sbarco potrà avvenire attraverso una struttura mobile polifunzionale galleggiante regolarmente inscritta nel “registro delle navi minori e galleggianti” dell’Ufficio Marittimo competente, struttura idonea e propedeutica alla pesca professionale, ormeggiata con idonei dispositivi di ancoraggio, legittimata dall’Ufficio Marittimo stesso all’esercizio indicato. Lo sbarco dei molluschi, contenuti in appositi sacchi di rete, sarà effettuato mediante una passerella o nastro di carico, entrambi mobili e di facile rimozione, al fine di essere poi caricati su camion isotermici per il trasporto verso i centri di depurazione. Tale struttura dovrà essere messa a disposizione di tutti i soggetti autorizzati alla pesca tramite apposita convenzione o altro atto pubblicamente registrato".

"La relazione tecnica su cui si basa l’emendamento ne attesta la piena legittimità e l’obbligo che il Comune di Ravenna vi si adegui - continua Ancisi - La Pialassa Baiona è soggetta a un diritto di uso civico di pesca, stabilito e disciplinato dal Comune di Ravenna con un proprio specifico regolamento approvato dal Consiglio comunale, il quale prevede che siano ammessi all’esercizio professionale della pesca in tale valle i cittadini che siano residenti nel Comune stesso da almeno tre anni. I pescatori autorizzati alla pesca delle vongole sono tenuti a operare nel rispetto delle norme europee in materia d’igiene degli alimenti. Queste prevedono che il pescato debba essere conferito in un punto di sbarco vicino al prelievo, nel quale deve essere effettuata la selezione del prodotto raccolto, sia per rimettere in acqua i mitili sotto taglia, sia per eliminarne i gusci conferendoli ad una pubblica discarica e/o avviarli a riciclaggio. Funzione del punto di sbarco è quindi di assicurare l’igiene e la salubrità del pescato, affinché la sua prima lavorazione di vagliatura e insacchettamento non subisca la degradazione e le contaminazioni dovute all’esposizione agli agenti atmosferici. La posizione e le caratteristiche del punto di sbarco sono oggetto di regolamentazione dell’Unione Europea. L’autorizzazione è rilasciata dall’Autorità sanitaria locale, che, dovendo vigilare sul rispetto delle norme, può così contare su di un luogo certo e determinato in cui il pescato deve essere sbarcato. Punti di sbarco sono presenti nelle Valli di Comacchio e nella Sacca di Goro, regolarmente utilizzati dai pescatori locali a seguito di apposite ordinanze delle Capitanerie di Porto, previa compatibilità ambientale attestata dal Parco del Delta".

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