Stop alla pesca 'professionale' in Pialassa Baiona: "Ma potrebbe essere proibita anche quella amatoriale"

Pescare nella Pialassa Baiona? Potrebbe non essere più consentito. Il Comandante della Polizia locale Andrea Giacomini spiega che si sta studiando una riforma degli usi civici

Pescare nella Pialassa Baiona? Potrebbe non essere più consentito. Si sta concludendo in questi giorni l'intervento di tutela ambientale che ha riguardato operazioni di pulizia e di asportazione di rifiuti presenti nella valle, per il quale la pialassa è rimasta chiusa dal 6 luglio scorso. In vari luoghi sul perimetro esterno della pialassa Baiona interessato dall’intervento, infatti, era stata rilevata la presenza di manufatti abusivi (ad esempio cavane ad uso ricovero barche, passerelle eccetera) oltre a resti e materiali di vario genere (fioriere, pali di padelloni, ancore in ferro, barche semi-affondate, boe) che causano il degrado dell'ambiente vallivo e sono pericolosi per la navigazione. L'intervento di bonifica, pulizia e asportazione di materiali e rifiuti è il secondo di legislatura ed è volto ad ottenere la piena e totale disponibilità delle aree. Tale operazione ha determinato un notevole miglioramento e riqualificazione del contesto di insieme, migliorando le condizioni ambientali e naturali della pialassa e valorizzando la fruizione pubblica.

Contro la chiusura

La chiusura della pialassa non è però andata giù a diversi pescatori abituati a "sfruttare" la zona per le loro attività ittiche: "Una cinquantina di pescatori regolari, che pagano tributi e canoni, dediti alla pesca professionale come unica risorsa di reddito per le proprie famiglie e già penalizzati dalla crisi delle loro attività causa l’emergenza Covid-19, si è trovata di colpo, senza alcun preavviso, deprivata di ogni introito", aveva denunciato il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi. E a metà luglio, infatti, i pescatori di vongole accompagnati da alcuni esponenti della Lega si sono prima presentati in pialassa per protestare, poi sono stati ricevuti dal sindaco Michele de Pascale e dal prefetto Enrico Caterino per far valere le loro ragioni. La Lega ha anche annunciato l'intenzione di presentare una risoluzione in Regione e un'interpellanza in Parlamento.

Favorevoli alla chiusura

Sulla chiusura della pialassa si è schierata invece a favore la sezione ravennate di Legambiente, spiegando come "sulla pesca di frodo, grazie al presidio delle forze dell’ordine e delle segnalazioni ricevute dal nostro Servizio di Vigilanza Ambientale, sappiamo bene che quella zona è martoriata dal prelievo illegale di fauna ittica (in particolare vongole). Situazione che sta gravemente inficiando sulla quantità di biomassa presente in pialassa. Una condizione che non dovrà certamente limitarsi a un blocco della pesca solo a spot, ma che richiederà di una serie di interventi strutturali per contrastare il fenomeno che sta sviluppando delle vere e proprie faide su quel territorio".

Giacomini: "La pesca? Non è detto che sarà ancora consentita"

In effetti negli ultimi mesi sono stati tanti gli episodi di pescatori di frodo segnalati nella Baiona. E ora il Comune ha deciso di mettere fine a questa situazione, per cercare di rivalorizzare l'area anche e soprattutto sotto il profilo naturalistico e turistico. "Durante questo mese di chiusura per lavori, l'area è stata presidiata dai controlli 24 ore su 24 - spiega il Comandante della Polizia locale di Ravenna Andrea Giacomini, che giovedì mattina si è recato sul posto per incontrare il personale che ha realizzato l'intervento di tutela ambientale - Le violazioni sono state poche e modestissime, mi sento di poter dire che in pialassa a luglio non è stato pescato neppure un gamberetto!", ironizza il Comandante facendo riferimento al caso dei due ragazzi che, qualche giorno fa, sono stati beccati - e denunciati penalmente e sanzionati con una multa da 200 euro a testa - proprio nella pialassa con un retino con il quale avevano pescato una manciata di gamberetti.

Durante l'incontro coi pescatori a metà mese, il Comandante della Polizia locale aveva spiegato che si sta studiando una riforma degli usi civici per diminuire la quantità di vongole che potrà essere raccolta all'interno della pialassa. "Questo mese è stato una sorta di laboratorio sperimentale per verificare la forza necessaria per assumere il controllo di un'area che è vastissima: adesso sappiamo quanto costa controllarla, anche in termini di risorse - continua Giacomini - Il nostro obiettivo è quello di azzerare i fenomeni di illegalità, in primis il bracconaggio, ma soprattutto quello di ridare a quest'area una destinazione d'uso. Ridurre i quantitativi di vongole che potranno essere raccolti è una delle tante iniziative finalizzzate a fare in modo che la pesca nella pialassa Baiona, ove dovesse essere ancora consentita - e non è detto - avvenga solo per le finalità di uso civico, ovvero sostentamento dei propri familiari, anche se in tempi moderni non è nemmeno corretto parlare di sostentamento, perchè chi muore di fame non cerca nutrizione nella pesca. Non si può consentire che si faccia della pesca in pialassa una professione, l'unica impresa possibile in pialassa è quella turistica e culturale; al limite deve essere ammesso l'uso civico così come la legge lo concepisce, quindi quello del residente ravennate che per sport, passione o per entrare in contatto con la natura può esercitare tramite forme molto poco invasive, quali l'utilizzo di rastrelli o mani per raccogliere modestissimi quantitativi di pescato, ma mai per immetterli in circuiti commerciali".

Il nuovo regolamento degli usi civici è in corso di stesura e verrà poi valutato dalla commissione prima dell'approvazione. "Con questo nuovo documento l'intento è arrivare a queste finalità - prosegue Giacomini - I titolari dei capanni sono assolutamente tutelati, non è certo verso loro che vi è intenzione di apportare modificazioni, anzi: il capannista rappresenta la figura piu coerente alle finalità che si perseguono qui in pialassa. Le figure piu "in crisi" sono le imprese di pesca professionale; certo, non si vuole mettere per strada nessuno dall'oggi al domani, ma ci sarà una gradualità e una disponibilità da parte del Comune per arrivare a una cessazione dell'attività professionale di pesca. Abbiamo capito come presidiare la pialassa facendo delle prove, adesso andrà creata una forma strutturata che potrebbe consistere o nel potenziamento del personale del servizio ambiente del Comune, che ha organici ridottissimi, oppure nel ricorrere alla vigilanza privata: la pialassa è un bene del Comune come lo sono palazzi che, appunto, vengono sorvegliati dalla vigilanza privata, quindi perchè no? Ciò che è sicuro è che serviranno controlli giorno e notte, perchè le intrusioni avvengono in qualunque momento".

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La replica di Ancisi

"L'uso civivo della pesca in pialassa Baiona è un diritto della cittadinanza ravennate insopprimibile, confermato definitivamente anche in sede giudiziaria, che nessun regolamento del Comune può toccare, ma solo (appunto) regolare - replica duramente Ancisi - In ogni caso, se e quando si volesse mettere alla fame le 50 famiglie che, grazie e secondo le norme del regolamento stesso, hanno avuto riconosciuto come loro reddito da lavoro professionale la pesca in questa valle, non lo deciderà alcun sindaco o vicesindaco o assessore (tanto meno dirigente e comandante, trattandosi di volontà politica), ma il consiglio comunale che è ormai in scadenza. Saggezza consiglierebbe di aspettare il nuovo consiglio, che resterà in carica per cinque anni. Se no sarebbero arroganza e strapotere, da trattare poi come si meritano".

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