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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Piante rimosse per il Jova Beach party, Vivi Ravenna Verde: "Siamo ancora in tempo a dire 'no' al concerto"

L'associazione ambientalista: "Alla fine dello show, come è stato per altre località marittime che lo hanno ospitato in passato, lascerà più che altro danni al territorio di tutti, per il lucro di pochi"

L'arrivo del Jova Beach Party sulla spiaggia di Marina di Ravenna continua a far discutere. Dopo la polemica sollevata da Italia Nostra sull'abbattimento di un filare di tamerici e la successiva replica dell'amministrazione ravennate, arriva anche la protesta di Vivi Ravenna Verde: "Questo è solo l’ennesimo atto inqualificabile che si aggiunge agli altri costantemente e impunemente posti in essere dalla nostra Amministrazione, ma ciò che lascia maggiormente perplessi è la giustificazione pubblicata dall’assessore Giacomo Costantini".

Secondo l'associazione abientalista, l'assessore ravennate avrebbe dichiarato “Intanto non parliamo di piante autoctone, ma di tipo africano. E poi Le tamerici di Marina di Ravenna sono state rimosse, radici comprese, e verranno riposizionati a Lido di Dante o a Lido Adriano - aggiungendo che "Con il parco marittimo pianteremo elementi tipici, mentre con l’entourage di Jovanotti abbiamo stabilito delle compensazioni ambientali molto favorevoli”.

"Se le piante, a suo dire, non sono autoctone non lo diventeranno neppure se piantate a Lido di Dante o Lido Adriano, inoltre da un sopralluogo effettuato risulta che le radici non sono state affatto espiantate e, infine, il Comune ha violato il divieto di abbattimento di alberi per tutelare la nidificazione", protesta Vivi Ravenna Verde che fa appello anche al Regolamento Comunale del verde: "Fatti salvi i casi di necessità e urgenza, gli abbattimenti non dovranno essere eseguiti nel periodo compreso tra marzo e luglio in cui avviene la riproduzione dell’avifauna”.

"Dove è qui l’urgenza se non quella di distruggere ogni ostacolo al concerto di Jovanotti? - si chiede l'associazione ambientalista - Non si concorda poi sul fatto che le tamerici africane non sarebbero autoctone, in quanto, ad esempio, il Dipartimento di Scienze della Vita, Università di Trieste ne identifica l’Italia come zona di presenza certa. Inoltre le tamerici vengono da secoli coltivate sulle coste del Mediterraneo; grazie al fatto che ben sopportano i venti e l'acqua salmastra, vengono spesso impiegate per la creazione di siepi frangivento nelle zone costiere".

"Si chiede fermamente che l’Amministrazione Comunale sia rispettosa dell’ambiente, della spiaggia, delle fragilità delle nostre coste perché il danno fatto non può essere ripagato, tantomeno da chi pensa solo al proprio interesse e sfrutta il territorio per il proprio lucro personale. Siamo ancora in tempo a dire NO al Jova beach 'death' party che - conclude Vivi Ravenna Verde - alla fine dello show, come è stato per altre località marittime che lo hanno ospitato in passato, lascerà più che altro danni al territorio di tutti, per il lucro di pochi".

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