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Picco influenzale, critiche sull'ospedale: "Problemi concreti, servono risposte serie"

Perini: "La situazione è davvero complessa e un significativo beneficio potrebbe venire dalla rivalutazione delle Rsa, strutture ‘semi ospedaliere’ capaci di accogliere temporaneamente l’anziano"

Le recenti affermazioni dei consiglieri Tardi e Ancarani circa le disfunzioni presentate dal nostro ospedale, in particolare dal reparto di medicina, ancora più marcate in corrispondenza del picco influenzale, vanno considerate con serietà e attenzione secondo il capogruppo in consiglio di Ama Ravenna Daniele Perini, così come la risposta fornita dall’Ausl.

"Alcuni aspetti, comunque, vanno adeguatamente considerati e, con grande umiltà, forse taluni suggerimenti possono risultare utili e propositivi - spiega il consigliere di maggioranza - Non dobbiamo dimenticare l’età media, elevatissima, registrata a Ravenna: gli effetti in ottica assistenziale appaiono già ben chiari: i segnali di sofferenza sono destinati ad accentuarsi sino a giungere, nel medio periodo, ad una vera crisi emergenziale del nostro sistema socio-assistenziale. Spetta allora alla Regione intervenire con la dovuta prontezza ed efficacia finanziando quelle realtà, come la nostra, che presentano percentuale di anziani davvero rilevanti. Quanto ai picchi influenzali e ai conseguenti disservizi, poi, sotto gli occhi di tutti è lo stretto nesso con la carenza dei medici, in futuro ancora più grave in seguito ai tanti prossimi pensionamenti previsti. La situazione è davvero complessa e un significativo beneficio potrebbe venire dalla rivalutazione delle Rsa, strutture ‘semi ospedaliere’ capaci di accogliere temporaneamente l’anziano – al massimo trenta giorni – con una parte dei costi in carico alle famiglie. Magari, nel nostro caso, si potrebbe posizionarle negli spazi disponibili all’interno del ‘vecchio’ ospedale e vi sarebbe così un aiuto importante ai fini del decongestionamento dell’attività del pronto soccorso, nonché un concreto sollievo per le famiglie stesse. Da non trascurare, infine, l’esigenza di un potenziamento del ruolo e delle azioni dell’assistente sociale, validi sussidi proprio nei momenti più delicati quando il cittadino necessita maggiormente di informazione, calore e dialogo".

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