Eliminare tutte le barriere architettoniche della città: "Obbligo di legge e fatto di civiltà"

Eliminare tutte le barriere architettoniche ed evitare di crearne delle nuove. E' l'obiettivo della lista civica La Pigna

Foto Massimo Argnani

Eliminare tutte le barriere architettoniche ed evitare di crearne delle nuove. E' l'obiettivo della lista civica La Pigna, che durante la campagna elettorale del 2016 ha incontrato la Fand di Ravenna, la Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con disabilità. "Ci hanno chiesto allora di impegnarci sul tema dell'eliminazione delle barriere architettoniche e, convintamente, abbiamo aderito a tale richiesta - spiega la capogruppo Veronica Verlicchi - La mozione che presentiamo chiede l'approvazione del Peba a Ravenna, il piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche. L’assenza di un piano per l’eliminazione delle barriere, infatti, provoca un grave vulnus a un primario diritto soggettivo, quello alla mobilità, e costituisce una situazione discriminatoria nei confronti delle persone diversamente abili, censurabili anche giurisdizionalmente in base alla legge 67 del 2006 “Misure per la tutela giudiziaria delle persone disabili vittime di discriminazioni”. E a questo proposito sono numerose le sentenze dei Tribunali Civili che hanno condannato i Comuni inadempienti per non avere rimosso le barriere architettoniche proprio perché non avevano adottato il Peba. L’eliminazione delle barriere architettoniche valorizza anche il patrimonio comunale: rendendo accessibile la città, i lidi e il territorio si produce un effetto positivo anche per il turismo".

L'obiettivo è chiaro: che Ravenna e il suo territorio diventino privi di barriere architettoniche e che i ravennati e i turisti diversamente abili possano circolare e fruire liberamente di tutti i luoghi, gli spazi e gli edifici comunali. "E per questo occorre elaborare e approvare al più presto il Peba - insiste la consigliera d'opposizione - La sua approvazione, oltre a ottemperare a un preciso obbligo di legge di 32 anni fa, costituirebbe davvero una svolta epocale nell'affrontare il problema della disabilità. L'obiettivo è quello di elaborare e approvare un piano strategico per l'accessibilità degli spazi pubblici e del patrimonio immobiliare comunale e favorire, così, l'integrazione sociale, la sicurezza, la qualità della vita e la mobilità. E' quindi uno strumento indispensabile e di riferimento per i progettisti interni ed esterni, attraverso il quale elaborare proposte di intervento e costi parametrici utili alla redazione di progetti conformi alle procedure per l'eliminazione delle barriere architettoniche".

L'elaborazione del Peba, secondo Verlicchi, deve essere un percorso partecipato tra Comune di Ravenna e le maggiori associazione di rappresentanza della disabilità riconosciute a livello nazionale e raggruppate anche a livello territoriale nella Fand. "Ed e’ anche indispensabile la costituzione di un coordinamento tra i diversi assessori e un gruppo di lavoro tra i servizi coinvolti per dare continuità di azione e lavoro all’obiettivo di rendere Ravenna e le sue località prive di barriere architettoniche - spiega la capogruppo - E' del tutto evidente che il tema della disabilità sia un tema che coinvolge tutti i soggetti politici, nessuno escluso. Desideriamo e auspichiamo, pertanto, che la mozione che abbiamo consegnato sia approvata in modo unanime dal Consiglio Comunale. Giovedì pomeriggio, in sede di discussione, non desideriamo assistere a teatrini e giochi di sponda, volti a cercare di cambiare gli obiettivi della stessa o meline che porterebbero solo ad un risultato: non voler elaborare Il Peba o fare un documento di importanza insignificante. Il dispetto non sarebbe verso la Pigna, ma verso tutti i disabili ravennati che da decenni aspettano il Peba e quindi un'azione strategica per la completa eliminazione delle barriere architettoniche".

L'obiettivo unico dell'eliminazione delle barriere, secondo la Pigna, deve trasformarsi in temi specifici che devono costituire gli assi portanti del Peba e precisamente: analisi del quadro normativo di riferimento; metodo di costruzione del Piano; inquadramento e verifica della compatibilità tra le azioni e gli strumenti individuati nel Peba con gli strumenti di pianificazione; analisi dello stato di fatto di edifici e spazi comunali; anagrafe delle barriere architettoniche esistenti; mappatura delle criticità; linee di intervento del Piano; determinazione dei costi standard; pianificazione finanziaria degli interventi con integrazione del piano triennale degli investimenti; adozione di un manuale, quale allegato al Peba, per l'eliminazione delle barriere architettoniche e per evitare su nuovi progetti di crearne delle nuove: monitoraggio e valutazione del Piano; aggiornamento del Piano.

"E’ doveroso raggiungere questo obiettivo e lo strumento legislativo c’è da oltre 32 anni - punta il dito Verlicchi - Occorre recuperare in fretta il tempo perduto. Nell'individuazione delle barriere architettoniche devono essere coinvolti i consigli territoriali, composti da residenti che conoscono perfettamente il territorio e che possono contribuire a individuarle . E sempre in merito alla mappatura degli spazi, dei luoghi e degli edifici pubblici che presentano barriere architettoniche è auspicabile anche l’intervento delle scuole e quindi degli studenti. Sarebbe davvero un'importante occasione di sensibilizzazione dei giovani verso le problematiche che affliggono il mondo della disabilità. Il Peba si dovrà integrare con gli altri strumenti urbanistici e diversi Piani al fine di consentire l’ottimizzazione delle risorse e la valorizzazione dei contenuti progettuali dei diversi strumenti e dell’efficacia degli interventi. La legge istitutiva del 1986 prevede che entro un anno tutti i Comuni dovevano obbligatoriamente adottate il Peba, pena il commissariamento ad hoc da parte della Regione Emilia Romagna. A distanza di oltre 32 anni il Comune di Ravenna, peraltro come la stragrande maggioranza dei Comuni italiani, non ha adottato il Peba e la nomina del commissario da parte della Regione non c’è stata. Il risultato è che il Peba non è stato deliberato e i disabili ravennati non hanno potuto beneficiare dell’eliminazione totale delle barriere architettoniche. Anzi, nel tempo sono addirittura aumentate, dato che le nuove realizzazioni sopratutto di spazi e luoghi pubblici non hanno tenuto conto dell’esigenza di garantire la loro fruizione totale da parte dei disabili. L’eliminazione totale delle barriere architettoniche è un fatto di civiltà, oltre che un obbligo di legge. I ravennati, così come i turisti diversamente abili, devono vivere pienamente e senza alcun ostacolo o difficoltà ogni spazio e luogo pubblico, ogni movimento e devono poter fruire anche dei mezzi pubblici quali autobus e treni. A Ravenna questo obiettivo è lontano, purtroppo, dall’essere raggiunto. Nei decenni scorsi gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche sono stati pochi e sporadici, dettati dall’occasionalità e dall’urgenza".

M.A.02(1)-5

Foto Massimo Argnani

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