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Cronaca

Dopo la bolletta da 64mila euro anche la piscina di Ravenna chiude: "Riapriremo in condizioni più sostenibili"

"La prosecuzione forzata provocherebbe costi difficilmente sopportabili dai soggetti coinvolti, mentre uno stop limitato oggi ci consentirà di riaprire in situazioni più sostenibili"

E' una situazione davvero difficile per tanti imprenditori italiani, messi in ginocchi dagli aumenti vertiginosi dei costi dell'energia. Venerdì la piscina di Lugo ha annunciato di aver deciso di chiudere per due settimane vista l'impossibilità di stare dietro ai costi quadruplicati, mentre il palazzetto PalaSabin ha annunciato l'intenzione di continuare a lavorare con il riscaldamento spento per lo stesso motivo.

E anche la piscina comunale 'Gambi' di Ravenna, dopo il caso della bolletta da 64mila euro - portato in senato da Salvini e che aveva avuto come inevitabile conseguenza un aumento delle tariffe per i nuotatori - ha deciso di chiudere i battenti in attesa di tempi migliori. La società gestore Pool 4.0 e il Comune di Ravenna hanno avviato sin dalla fine del 2021 una stretta interlocuzione per gestire l’emergenza che si è creata a seguito dell’aumento delle utenze con dinamiche non prevedibili. Il lavoro è sfociato in una serie di interventi deliberati tra fine febbraio e inizio marzo che cercavano di mettere in sicurezza il servizio.

"Riconosciamo pertanto all’amministrazione comunale una sensibilità importante verso il servizio che viene erogato alla piscina Gambi - spiegano dalla società - Purtroppo la situazione di guerra in Ucraina ha fatto saltare tutte le previsioni. In questo momento estremamente delicato per l’Europa e l’Italia portiamo all'attenzione l’impatto che il conflitto in corso in Ucraina sta esercitando sulle quotazioni delle materie prime energetiche (gas naturale ed energia elettrica). In particolare, il prezzo del gas naturale consegnato in Italia al Psv (Punto di Scambio Virtuale) che nel mese di gennaio si è consuntivato a 86,02 €/MWh, nei primi 6 giorni di marzo è salito a 159,86 €/MWh (+86%). Allo stesso modo, il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia (Prezzo Unico Nazionale o Pun) è passato da un valore medio di 224,50 €/MWh in gennaio a 355,14 €/MWh nei primi 6 giorni di marzo (+58%). Per le stesse forniture un anno fa occorrevano € 25,00/MWh per il gas e € 80 per l’energia elettrica".

"Alla luce della situazione che si è venuta a creare - annunciano i gestori - ci vediamo costretti a sospendere l’attività in piscina a partire da lunedì 14 marzo, per non creare ulteriori situazioni di disequilibrio che potrebbero minare la prosecuzione in futuro delle attività. Oggi deve prevalere il senso della sostenibilità di tutte le attività che svolgiamo: la prosecuzione forzata provocherebbe costi difficilmente sopportabili dai soggetti coinvolti (Comune, gestione, società e utenti), mentre uno stop limitato oggi ci consentirà di riaprire in situazioni più sostenibili. Ci rendiamo conto delle difficoltà che si creano, a questo aggiungiamo l’abitudine della nostra società a ragionare solamente in termini di sviluppo e non di contenimento. L’uscita da questo momento è legata all’auspicio che tutti noi abbiamo che si trovi una via di dialogo e che tacciano in fretta le armi e si riprenda a costruire un'Europa di pace e in pace. Auspichiamo comunque di riaprire lunedì 28 marzo".

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