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Pittore "sfrattato" dalla piazza: "Errore in buona fede degli agenti"

Continua a tenere banco il caso dell'artista di strada, "sfrattato" da Piazza del Popolo per decisione di due agenti della Polizia municipale, mentre dipingeva uno scorcio di Via Cairoli

Continua a tenere banco il caso dell'artista di strada "sfrattato" da Piazza del Popolo per decisione di due agenti della Polizia municipale, mentre dipingeva uno scorcio di Via Cairoli. Il caso è arrivato in Consiglio comunale attraverso un'interrogazione del capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi. Già nei giorni scorsi il comandante della Polizia municipale Andrea Giacomini aveva parlato di un errore dei due giovani agenti, dettato da un eccesso di scrupolo. Il vicesindaco Eugenio Fusignani, che durante la seduta consiliare di martedì ha risposto all'interrogazione, ha ribadito le scuse dell'amministrazione all'artista di strada parlando di "eccesso di imperio degli agenti" e di "errore in buona fede", sollecitando le opportune modifiche che sono in fase di realizzazione al regolamento per l'esercizio dello spettacolo su strada. "Un regolamento che sia più chiaro di quello attuale, in modo tale che non si verifichino più situazioni del genere, ma anche le espressioni artistiche vanno comunque regolamentate - spiega Fusignani - Ho già chiesto al comandante della Polizia Municipale di contattare il pittore per porgergli ufficialmente le scuse dell'amministrazione comunale".

La replica di Ancisi

"Fusignani ha confermato, innanzitutto, quanto avevo dimostrato: gli artisti su strada che non chiedono soldi a nessuno neppure ad offerta libera, sono estranei alle disposizioni di qualsiasi regolamento comunale: ragion per cui non devono presentare al Comune nessuna Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), come l'artista è stato costretto a fare, né sottoporsi alla Tosap (Tassa di Occupazione di Spazi e Aree Pubblici) se utilizzano attrezzi della loro arte, nel caso un cavalletto. Ma ha anche informato come il comandante della Polizia municipale si sia già attivato, cercando di contattare il pittore, per incontrarlo e porgergli le scuse dell’Amministrazione. Ho detto a mia volta di poter facilitare il contatto, auspicando che all’incontro siano presenti anche gli assessori Baroncini, Bakkali e Morigi, che Baldassari riconoscerà in quanto partecipi al fatto. Sarà l’occasione per prendere atto, anche e soprattutto, che culturalmente gli artisti su strada o di strada (a tal fine la distinzione non rileva) non sono, anche se “poveri”, un’arte povera, bensì una risorsa della città degna di rispetto e considerazione. Io stesso ho scoperto in ritardo che il pittore, insieme al gemello (pittore egli stesso, ma di scantinato condominiale), sono stati oggetto, tra il 10 e il 17 di questo novembre, di una mostra avvenuta presso la Galleria Ni Art di Felice Nittolo, in via Anastagi".

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