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Regalano pizze a medici e infermieri del pronto soccorso: "Sono eroi che combattono per noi"

Protagonista di questa storia è il ristorante-pizzeria 'Al Borgo nuovo', costretto a chiudere dopo le nuove norme disposte dal governo per la prevenzione della diffusione del Coronavirus

Un altro gesto di generosità commovente, dopo quello dello chef del ristorante 'La Voglia matta' di Faenza. Protagonista di questa storia è il ristorante-pizzeria 'Al Borgo nuovo', in via Fiume Montone Abbandonato a Ravenna, costretto a chiudere dopo le nuove norme disposte dal governo per la prevenzione della diffusione del Coronavirus.

"Visto che siamo limitati al servizio a domicilio, sappiamo che nei prossimi giorni avremo meno possibilità di utilizzare i prodotti alimentari che abbiamo acquistato - spiega la coppia di titolari, il 41enne Marco Leoni e il 30enne Marron Ycaro - Così abbiamo pensato di donare cibo alla gente che ne ha più bisogno". I due, coppia in amore e in affari, insieme ai dipendenti hanno così pensato di partire con una donazione a chi in questi giorni sta lavorando intensamente per tutti noi. "Mercoledì abbiamo chiamato l'ospedale di Ravenna e abbiamo chiesto a chi potevamo donare delle pizze - raccontano Marco e Marron - Ci hanno detto che chi stava lavorando di più era il personale del pronto soccorso. Così mercoledì sera abbiamo consegnato 17 pizze a 12 infermieri e 5 medici. Sono eroi, grandi persone che stanno combattendo per noi facendo turni pesantissimi, e spesso la sera arrivano a casa troppo stanchi per potersi mettere a fare da mangiare o fare la spesa. Da qui l'idea di regalargli delle pizze".

Ma la generosità del locale non finisce qui: "Qui a Borgo Nuovo non c'è un negozio di generi alimentari vicino - spiega Marco - per cui, essendo noi anche bar e ristorante, i nostri clienti ci hanno sempre chiamato anche per generi di prima necessità come pane e latte. Quindi, come abbiamo sempre fatto, continueremo a rispondere al telefono per garantire a persone anziane e alla gente che lavora un po' di beni primari. Siamo in questo piccolo borgo da circa 12 anni, siamo una grande famiglia e fino a quando ce lo sarà concesso continueremo a rispondere a tutti. Ad esempio a Maria, 73 anni (la mia preferita), che mi chiede un litro di latte e delle brioches rimaste della mattina. O a Germana, 76 anni, amante di Valentino Rossi, che mentre mi chiede due schiacciatine vuole sapere quando ripartirà la MotoGp. A Gennaro, 83anni, che mi chiede un piatto di tagliatelle al ragù perché, stando a quello che dice lui, sono più buone di quelli che faceva la sua povera moglie. A Franca, non ricordo l’età, che mi chiede la spesa intera dall’acqua al vino, latte, brioches, primi e secondi (secondo me nasconde qualcuno in casa!). Sempre rispettando le distanze di sicurezza previste vi porteremo tutto a casa".

Ristorante obbligato a chiudere, lo chef regala cibo e pizze: "Da una pietra può nascere un fiore"

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