Pochi vigili del fuoco, i sindacati: "Per un'evacuazione di un palazzo c'erano inizialmente solo due vigili"

Organico scarso per i vigili del fuoco di Ravenna: la protesta viene dalle sigle sindacali dei pompieri di Cgil, Csil, Uil e Cisal. Sotto la lente ci finisce l’incendio che si è sviluppato in un palazzo di sette piani in viale Randi

Organico scarso per i vigili del fuoco di Ravenna: la protesta viene dalle sigle sindacali dei pompieri di Cgil, Csil, Uil e Cisal. Sotto la lente ci finisce l’incendio che si è sviluppato in un palazzo di sette piani in viale Randi, proprio di fronte al comando provinciale. Spiegano i sindacati: “L’unica squadra operativa era impegnata in un incidente stradale con esito mortale a 20 Km dalla sede. L’incendio è stato quindi inizialmente affrontato dai soli due Vigili del Fuoco rimasti in sede ed altri ad orario giornaliero presenti perché giorno feriale. Successivamente, e con i tempi necessari al trasferimento, sono poi intervenute la squadra impegnata a Casalborsetti e quella del Distaccamento di Cervia, che fortunatamente non stava operando in altri interventi. Un intero palazzo è stato evacuato e persone con difficoltà deambulatorie sono state portate all’esterno. Per quanto devastante l’incendio non ha causato danni significativi alle persone”. 

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Spiega una nota: “Ravenna è un Comune con oltre 160.000 abitanti, con un importante sito industriale e portuale e la presenza di un polo chimico con industrie a rischio di incidente rilevante. La sede Centrale dei Vigili del Fuoco di Ravenna copre un’area che va da Alfonsine a Mirabilandia e da Coccolia al Canale di Bellocchio. E’ drammatico ed estremamente rischioso che un bacino di utenza tanto vasto e pericoloso possa contare su una sola squadra operativa di Vigili del Fuoco. Non sono valse a nulla, ad oggi, le continue e ripetute segnalazioni, le richieste e le sollecitazioni fatte, in più occasioni, alle istituzioni, compresa la prefettura, per implementare l’organico del Comando Provinciale. Questa volta è andata (quasi) bene. Stavolta… È necessario una nuova tragedia affinché i nostri appelli siano ascoltati e presi in considerazione?”
 

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