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Venerdì, 1 Marzo 2024
Cronaca

Ghali chiede stop al genocidio, la Rai prende le distanze e scoppia la polemica. Bakkali: "Censura inquietante"

Polemica accesa sui social dagli utenti, che stanno criticando la nota dell'ad Rai e il commento di sostegno della conduttrice Mara Venier

"Domenica In" e "Mara Venier" spiccano tra i trend social delle ultime ore dopo quanto accaduto nell'ultima lunga puntata di Domenica In dedicata a Sanremo 2024. Il motivo è la nota dell'amministratore delegato Rai Roberto Sergio "in merito - testuale - a un'affermazione su Israele e Palestina fatta da un artista durante il Festival di Sanremo", letta e condivisa dalla conduttrice nel corso della diretta.

L'artista in questione è Ghali che sul palco dell'Ariston ha dichiarato "stop al genocidio" in riferimento a quanto sta accadendo a Gaza. La frase aveva suscitato le accuse dell'ambasciatore israeliano di sfruttare il palco di Sanremo per diffondere odio, respinte dallo stesso cantante che proprio nel programma pomeridiano di Rai 1 aveva affermato: "Mi dispiace tanto che l'ambasciatore israeliano abbia risposto in questo modo. Io sono un musicista e ho sempre parlato di questo, da quando avevo 13 anni parlo di quello che sta succedendo e non dal 7 ottobre". E ancora: "La gente ha sempre più paura di dire stop al genocidio o di parlare di pace. L'Italia è un paese che porta avanti valori opposti. Ci sono dei bambini di mezzo, io ero un bambino che sognava e sono arrivato qua".

La nota dell'ad Rai letta da Mara Venier 

Ed è stato così che sul finire della puntata Mara Venier ha letto la seguente dichiarazione: "Voglio leggere un comunicato mandato dall'amministratore delegato Roberto Sergio in merito a un'affermazione su Israele e Palestina fatta da un artista durante il Festival di Sanremo. L'amministratore delegato Roberto Sergio ha dichiarato questo: Ogni giorno i nostri telegiornali e i nostri programmi raccontano e continueranno a farlo, la tragedia degli ostaggi nelle mani di Hamas oltre a ricordare la strage dei bambini, donne e uomini del 7 ottobre. La mia solidarietà al popolo di Israele e alla Comunità Ebraica è sentita e convinta".

La conduttrice ha poi concluso affermando: "Sono le parole, che ovviamente condividiamo tutti, del nostro amministratore delegato Roberto Sergio". Da qui la polemica accesa sui social dagli utenti, che stanno criticando la nota dell'ad Rai e il commento di sostegno della conduttrice che pure poco prima aveva fatto discutere il pubblico per un fuorionda registrato subito dopo l'intervento di Dargen D'Amico sull'immigrati.

Bakkali: "In quel foglietto la fine della Rai come spazio libero"

Sul caso interviene anche la parlamentare ravennate Ouidad Bakkali: "Qualcosa di profondamente inquietante è andato in onda sulla Rai, servizio pubblico che ieri tramite la lettura del comunicato dell’ad Sergio è stato l’esempio più emblematico dell’asimmetria che abbiamo davanti agli occhi. Uno squilibrio che vuole silenziare quanti stanno provando a tenere alta l’attenzione su ciò che sta succedendo a Gaza da ormai 4 mesi. Abbiamo avuto un esempio di come non è tollerato condannare a viso aperto la violenza senza precedenti che Israele ha scatenato dopo il 7 ottobre con decine di migliaia di morti, centinaia di migliaia confinati in una prigione a cielo aperto dove proprio in queste ore stiamo vedendo la minaccia dell’attacco a Rafah, dove sono confinate più di un milione di persone, schiacciate tra il confine egiziano e i bombardamenti e dove si rischia una carneficina. Si è dato esempio ieri, con quel comunicato, di cosa significa seminare odio e come si vogliano stringere gli spazi di critica e pensiero".

"Abbiamo davanti agli occhi però anche quanto sia potente l’arte e la voce degli artisti - continua Bakkali - Allora, in questo momento in cui la politica è così debole, si allei all’arte e alla sua capacità di rimanere aggrappata con tutta la forza all’umanità, al rispetto della vita, alla Pace come condizione per un esistenza dignitosa per tutti. Ghali, tra le tante cose straordinarie che ha fatto in questo Festival, ha avuto la forza di abbracciare il dolore di un popolo e illuminarlo e in quell’abbraccio c’era la sofferenza di tutte le vittime innocenti di questa guerra. In quel foglietto invece c’era la pratica della censura, dell’affermazione del potere di chi opprime e non da valore alle vite che si sono perse, della fine della Rai come spazio libero".

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