Un video denuncia assembramenti al Papeete, il locale si difende: "Attacco strumentale a Salvini"

Il patron del locale replica alle polemiche: "Facciamo il possibile, tutto ciò che ci è stato richiesto. Ma la gente chiede di rilassarsi e il nostro mestiere è farla rilassare"

Un fotogramma tratto dal video di Repubblica

Sta impazzando sui social una polemica che vede protagonista il celebre "Papeete beach" di Milano Marittima, uno dei locali più famosi dell'intera riviera romagnola per i suoi eventi di intrattenimento sulla spiaggia. La polemica è nata dopo che il giornalista di Repubblica Valerio lo Muzio - lo stesso del video del figlio di Salvini sulle moto d'acqua della Polizia - ha pubblicato un video, girato sabato 4 luglio nel locale della movida, in cui vengono mostrate centinaia di persone molto vicine tra loro ballare senza mascherine e senza rispettare le distanze di sicurezza. "Se non ci fosse qualche rara mascherina a ricordarlo, nessuno si ricorderebbe della pandemia di Covid-19", commenta Lo Muzio, che ricorda poi come secondo l'ordinanza che regola la stagione balneare estiva in tempo di Covid "si potranno svolgere intrattenimenti musicali o dal vivo, nella sola modalità di musica d'ascolto, con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale e senza incitamento alcuno al ballo".

In breve è arrivata la replica del locale - pubblicata sulla pagina Facebook: "In questi giorni vediamo molti video di spiagge, locali, centri città montati ad hoc per denigrare il lavoro di tanti imprenditori attenti e ligi alle disposizioni. Non è facile, in questo momento, in cui i nostri ospiti iniziano ad intravedere un barlume di libertà continuare a negargliela, ma siamo stati tutti bravissimi fino ad oggi, e non molliamo! Non sappiamo analizzare i numeri, le curve e i fattori di rischio, ma sappiamo che molti mesi non vanno cancellati in pochi giorni. Per questo vi ricordiamo che all’ingresso, nelle zone comuni e quando si va a contatto con gli altri vanno tenute le mascherine, igienizzarci spesso le mani e tenere le distanze da chi non è congiunto con noi. Per questo continuiamo ad igienizzare ogni tavolo ad ogni servizio, i servizi igienici, i lettini e tutte le aree più volte al giorno. Crediamo che la responsabilità interpersonale sia sacrosanta, ma continuano a tenere alta la guardia e, come successo in questo periodo, ci possiamo rilassare, divertire e tornare alla normalità un po’ alla volta... Grazie ai nostri clienti sempre attenti e corretti, distanti, ma uniti, torneremo ad abbracciarci presto!".

"Avendo girato e firmato io il servizio di Repubblica, ci tengo a precisare che le riprese sono state effettuate il 4 luglio - ribatte Lo Muzio - Essendo un giornalista professionista ho degli obblighi etici e di deontologia professionale che non mi permetterebbero di spacciare per nuove delle notizie vecchie ma, tralasciando le questioni etiche e morali, mi chiedo perché mai avendo subito, a parer loro, un montaggio tendenzioso non mi querelino. Forse perché ogni video contiene dei metadati nei quali è possibile scoprire quando sono stati girati, a che ora e quante modifiche sono state effettuate? Consiglierei loro di prestare maggiore attenzione alla sicurezza del loro personale e dei loro clienti, visto che il Covid purtroppo ancora non è stato sconfitto".

Il patron del Papeete: "Facciamo il possibile, ma la gente chiede di rilassarsi"

Sul caso interviene anche Massimo Casanova, patron del Papeete, contattato telefonicamente da RavennaToday: "Io non lo so se quelle immagini siano di altre stagioni o meno, quello che so è che quell'articolo è un attacco strumentale a Salvini. Le immagini sono state riprese dal basso, e così le persone sembravano tutte attaccate. E poi quelle che ballavano lo facevano sui loro lettini. Io faccio rispettare tutte le norme ai dipendenti, poi provateci voi ad andare dalla gente a dirgli di mettere le mascherine. Non è facile, che ci vada Conte! E' come quando c'è l'ordinanza che vieta di girare per Milano Marittima a torso nudo: noi all'uscita dal Papeete diciamo di mettere la maglietta, molti ringraziano, altri ci dicono "Ho 50 anni e decido io cosa fare della mia vita". Noi consigliamo, ma non è che puoi metterti lì a fare lo sceriffo. Che vadano in giro per l'Italia a vedere cosa sta succedendo. Devo essere io a multare la gente? Lo ripeto, è un attacco strumentale non a me, ma a Salvini e alla località, perchè fa del danno anche a Milano Marittima. Comunque ho dato tutto in mano ai miei avvocati e procederemo per vie legali".

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"Il mio stabilimento balneare rispetta tutte, e dico tutte, le misure di sicurezza previste dalle norme in materia - aggiunge poi Casanova tramite una nota stampa - I miei dipendenti sono muniti tutti, dal primo all'ultimo, di mascherina, i locali sono sanificati, l'organizzazione rispetta le distanze previste. Abbiamo ricevuto controlli per ben cinque volte nell'ultimo mese. Credo che le mie siano le strutture più controllate d'Italia negli ultimi anni. Non ho ricevuto una sanzione per la movida, zero negli ultimi dieci anni, mai un problema di ordine pubblico all'unterno dei miei locali, contro l'unico verbale elevatomi ho fatto ricorso e ho avuto ragione. Da Nord a Sud come balneari facciamo il possibile, tutto ciò che ci è stato richiesto. Ma la gente chiede di rilassarsi e il nostro mestiere è farla rilassare. Se poi devo essere il capro espiatorio della sinistra che odia Salvini solo perché sono Massimo Casanova, amico del leader della Lega, titolare del lido presso cui Salvini trascorre le sue giornate di mare, lo si dica che sono un mero strumento per attaccare lui, sarebbe più intellettualmente onesto. Peraltro, aggiungo che sto procedendo a querela contro coloro che si son azzardati a metter in dubbio i miei conti, i miei bilanci, il trattamento che riservo ai miei dipendenti: notizie errate, artatamente tirate fuori per colpire ma che non corrispondono al vero. Ripeto, quelle immagini sono strumentali, qualche secondo a fronte del gran lavoro che da mattina a sera ci stiamo impegnando a mettere in campo per conciliare divertimento e sicurezza, che è la cosa più difficile del mondo. E i miei ragazzi stanno dando il massimo. Dopo mesi terribili, la gente viene per divertirsi. Se vogliono toglierci anche questo, normassero anche l'abbigliamento marino: scafandro e tuta di amianto per tutti. Per tutti! Anche a Capalbio".

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