Il mosaico "sposa" la musica: nasce il Politecnico delle arti di Ravenna

C’è questo, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, nel futuro dell’Accademia di belle arti e dell’Istituto superiore di studi musicali Giuseppe Verdi

Non solo la statizzazione, ma anche la nascita del Politecnico delle arti di Ravenna. C’è questo, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, nel futuro dell’Accademia di belle arti e dell’Istituto superiore di studi musicali Giuseppe Verdi. A breve il consiglio comunale si esprimerà sulla delibera relativa agli indirizzi per la statizzazione dei due istituti di alta formazione artistica, che sarà esaminata proprio martedì pomeriggio dalla commissione consiliare 6 - l’ultimo passaggio per completare la candidatura alla statizzazione, che dovrà essere presentata entro il 30 settembre tramite la relativa piattaforma informatica.

Tre i principali indirizzi contenuti nella delibera: il primo riguarda il progetto di federazione tra le due istituzioni, con l’obiettivo di creare un polo di alta formazione sul territorio. Accademia e Verdi manterranno la loro autonomia, accorpando però la gestione di alcune attività, come gli insegnamenti comuni a entrambi (inglese e informatica ad esempio), i servizi di diritto allo studio, promozione e orientamento. E anche la direzione amministrativa sarà unica. In secondo luogo, per quanto riguarda il tema delle risorse, si prevede che, oltre alla parte di spese fisse di gestione che il Comune continuerà a sostenere, l’amministrazione metta a disposizione di ciascuno dei due istituti almeno 50mila euro all’anno, per la realizzazione di produzioni artistiche e progetti che coinvolgono l’intera comunità cittadina. Infine si affronta il tema delle sedi prevedendo, come chiesto dallo Stato, che il Comune assicuri la disponibilità gratuita degli edifici attualmente utilizzati da Accademia e Verdi. In più si prevede di mettere a disposizione una nuova ulteriore sede idonea allo svolgimento delle attività amministrative e di segreteria, didattiche e di produzione, anche comuni, che gli istituti federati svilupperanno.

“I tempi per la statizzazione sono stati rispettati – dichiara il sindaco Michele de Pascale - mentre non vi sono notizie dell’annunciato bando per l’edilizia Afam, che avrebbe dovuto mettere a disposizione fondi destinati a riqualificare immobili da destinare ad attività di alta formazione (si pensava di utilizzare come ulteriore sede l'istituto dell'ex Anagrade, ndr). A questo punto il nostro obiettivo è quello di mettere a disposizione immediatamente una sede idonea in centro storico e dunque cerchiamo un affitto. Pensiamo a un immobile che possa ospitare alcune attività di quello che sarà il Politecnico delle arti di Ravenna, a partire da un auditorium per la musica e spazi espositivi e aula magna per i lavori dell’Accademia. Un luogo aperto anche alla fruizione della cittadinanza, che integrerà le sedi universitarie presenti in centro storico, a creare un campus diffuso che veda una vivace e dinamica presenza degli studenti nel cuore della città. La federazione dei due istituti dovrebbe garantirci una premialità a livello di punteggio nella valutazione della nostra candidatura, ma per noi è prima di tutto una scelta strategica di per sé, nell’ottica di unire due eccellenze quali l’Accademia e il Verdi a formare un forte polo di alta formazione artistica".

"Ci troviamo di fronte – aggiunge l’assessore all’istruzione Ouidad Bakkali – a uno degli ultimi passaggi verso la statizzazione. Auspichiamo che a breve venga nominata la commissione che esaminerà le istanze, che verranno presentate dalle due accademie storiche di Ravenna e Bergamo e da una ventina di istituti musicali. Si prevede che l’esito arrivi entro la primavera e che la statizzazione sia effettiva dall’1 gennaio 2021. Il percorso è stato lungo e complesso, ma a partire dal 2017 ha compiuto continui e costanti passi che hanno già prodotto dei risultati. Basti pensare che, per quanto riguarda l’Accademia siamo passati da anni nei quali su 700mila euro di costi lo Stato ne copriva 140mila, ad anni, come il 2019, nei quali su 940mila euro di costi lo Stato ne copre 560mila. E per quanto riguarda il Verdi siamo passati da annualità nelle quali su 1.664.000 euro di spese lo Stato ne copriva 540mila, ad anni, come quello in corso, nel quale su 1.570.000 euro di costi, lo Stato ne sostiene 940mila".

"E' una strada che va percorsa, quella della statizzazione - aggiunge Anna Maria Storace, direttrice dell’Istituto superiore di studi musicali G. Verdi - Una scelta che segue l'evoluione dei tempi, le arti devono collaborare senza perdere nulla ma valorizzandosi a vicenda". "Poche sono le città che hanno un'accademia storica e un istituto pareggiato storico, e questo deve essere il momento della valorizzazione  conclude Paola Babini, coordinatrice didattica dell’Accademia di belle arti - Il momenti di creare progetti che uniscano la multimedialità, l'idea della scenografia contemporanea, e anche la professionalità di creare figure che escono dalla nostra scuola con competenze sia in musica che in mosaico".

“A questo obiettivo - commenta il consigliere Pd Marco Frati - si arriverà attraverso una federazione dei due istituti che in questo modo manterranno la loro autonomia. Il ringraziamento più grande va all’assessore Bakkali che, insieme ai dirigenti dell’Istituto musicale e dell’Accademia, ha lavorato per questo obiettivo che Ravenna inseguiva da anni".

La statizzazione infatti era un punto importante del programma di mandato del sindaco sul quale la maggioranza ha mostrato grande sensibilità e attenzione. Da parte nostra auspichiamo e chiediamo che eventuali risorse che potrebbero derivare da questa operazione siano reinvestite interamente su Accademia e Istituto musicale per qualificarne ulteriormente le attività e per dare finalmente una risposta positiva al bisogno di ulteriori spazi che da troppo tempo affligge i due enti.”

“In commissione comunale 6 - Istruzione, Università, Sport e grandi eventi - mi prendo il merito, come consigliere Lega, di aver sbloccato con l’ormai ex Ministro Bussetti la statizzazione dell’Accademia delle Belle Arti di Ravenna - dichiara Rosanna Biondi - Nei mesi scorsi, in silenzio, ho portato avanti e sbloccato questo importante sviluppo per Ravenna e per gli studenti. Ora spetta all’mministrazione De Pascale non perdere il treno. Treno che nemmeno il PD sotto Renzi era riuscito a sbloccare”. Conclude il capogruppo Samantha Gardin: “Si evidenzia che quando si vuole fare qualcosa la Lega c’è, e concretamente le cose si fanno. Ora mi aspetto che venga utilizzata la ex anagrafe, come era stato promesso. Deve essere individuato un immobile di prestigio storico, che diventi lustro per la città e volano di cultura. Con avanzi liberei di oltre 6 milioni di Euro il Comune ha i fondi per ristrutturare l’immobile, non avrebbe senso pagare un affitto. Oggi, l’unica nota dolente è il dietrofront dell’Assessore Bakkali sull’impiego dell’immobile ex anagrafe. Ci auguriamo che i tempi di realizzazione siano celeri, in quanto si sono persi anni che nessuno potrà recuperare”.

"In questi mesi, grazie anche all'impegno e alle proposte degli amministratori repubblicani, si sono compiuti passi avanti importanti e decisivi per la statizzazione dei due enti che si legheranno in un'unica Federazione - aggiunge Chiara Francesconi, capogruppo del Partito repubblicano italiano - Occorre chiarire, però, che rimane ancora sospesa la necessità di individuare una unica sede per Verdi e Accademia, ormai da considerarsi a tutti gli effetti Istituti di pari livello di quelli universitari, ma che godono di sedi attuali insufficienti come spazi e, nel caso dell'Accademia, la sede è inidonea pure come collocazione. La nostra idea rimane quella di rendere le due realtà e la particolarità dei loro insegnamenti utili alla cultura e al turismo ravennate a condizione che la loro attività sia fruibile in centro storico, oltre ché dagli studenti, da chi visita Ravenna o vuole rendersi conto della qualità degli insegnamenti. Pertanto va bene prestare la massima attenzione alle condizioni della statizzazione, ma non perdiamo questa occasione anche per rilanciare una funzione preziosa che i due Istituti hanno per la nostra città, in grado di rinvigorire la storia degli insegnamenti musicali ravennati e la stessa cultura del mosaico, della scultura e delle arti visive".

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