"Polveri sottili alle stelle anche in Bassa Romagna": la denuncia di Legambiente

"Purtroppo nel nostro territorio non c'è nemmeno una centralina per il monitoraggio delle PM10, le famigerate polveri sottili, ma ciò non significa che i cittadini della Bassa Romagna respirino aria più pulita"

In questi giorni in molte grandi città si è tornati a parlare di polveri sottili oltre i limiti, con relative misure emergenziali come blocchi del traffico e limitazioni ai mezzi più inquinanti. "Stando però alle indicazioni che emergono dai dati Arpae, la situazione nel resto del territorio non sembra migliore, anche se desta meno clamore: purtroppo nel nostro territorio non c'è nemmeno una centralina per il monitoraggio delle PM10, le famigerate polveri sottili - ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambente “A. Cederna” - ma ciò non significa che i cittadini della Bassa Romagna respirino aria più pulita. Sul sito dell'Agenzia regionale per la prevenzione, l'ambiente e l'energia dell´Emilia-Romagna (Arpae) si può infatti leggere che “Al fine di comunicare alla popolazione in modo semplice ed immediato il livello qualitativo dell´aria che si respira, Arpae Emilia-Romagna ha deciso di definire un indice di qualità dell'aria (Iqa) che rappresenti sinteticamente lo stato complessivo dell'inquinamento atmosferico” specificando inoltre come “i sistemi di modellistica e i dati raccolti dalla rete regionale di misura consentono di avere indicazioni sulla qualità dell'aria in ogni comune del territorio dell'Emilia-Romagna - anche ove non siano presenti stazioni di rilevamento - sia come previsione sia come stima della concentrazione degli inquinanti per le giornate trascorse”".

"Spulciando i grafici giornalieri dell'indice della qualità dell'aria è così possibile scoprire che in comuni come Alfonsine, Fusignano e Lugo nel corso del 2017 si sarebbero superati i limiti delle polveri sottili per oltre 40 giorni, ben più dei 35 permessi dalla normativa - continua Rambelli - In particolare nell'ultima settimana i livelli di PM10 sarebbero stati quasi sempre oltre i limiti di legge, senza che si sia avuta notizia di provvedimenti o misure di alcun tipo da parte delle amministrazioni comunali. Trattandosi di indicazioni, e non di dati registrati da una centralina di monitoraggio, non si può dire che i livelli di inquinamento siano fuorilegge; ci danno però un'indicazione ben precisa di un problema diffuso sul territorio e non relegato solo ai centri storici delle grandi città. Quali sono dunque le misure messe in campo dalle nostre amministrazioni per salvaguardare la salute dei cittadini? L'associazione continua a puntare il dito contro un modello di mobilità non sostenibile: è invece necessario investire in trasporto pubblico, itinerari ciclopedonali protetti, coerenti e completi (non qualche centinaio di metri di piste ciclabili che non portano da nessuna parte) e più verde nei centri abitati, data la nota capacità delle piante di assorbire e filtrare gli inquinanti. Sarebbe poi necessaria la predisposizione di una seria rete di monitoraggio della qualità dell'aria anche nei nostri territori: la salute dei cittadini non si tutela evitando di misurare l'inquinamento cui sono esposti".

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