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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Cronaca

Ponte di Grattacoppa, l'assessora ai lavori pubblici: "Tempo fino a Santo Stefano, poi scattano le penali"

"Le opere più complesse sono già state effettuate. Si lavora sulle rampe di accesso al ponte", spiega l'assessora Del Conte

Non è ancora finita l'odissea del ponte sul Lamone a Grattacoppa e all'orizzonte si concretizzano sempre più le ombre di nuove schermaglie, dopo le tante proteste dei residenti colpiti dalla prolungata chiusura del ponte, che a fine ottobre hanno anche presentato una petizione per chiedere compensazioni a titolo di risarcimento per i danni subiti. Ora ufficialmente c'è una data di fine lavori, anzi, per essere precisi ce ne sono due: il 26 dicembre 2022 e il 23 marzo 2023. La prima data è quella calcolata dal Comune considerando i tempi per interventi e verifiche, la seconda, invece, è quella presentata dalla ditta appaltatrice che si occupa dei lavori sul ponte. Quando manca poco più di un mese dalla data di consegna stimata dal Comune, appare purtroppo poco probabile che la nuova infrastruttura sia pronta per il periodo natalizio. Dunque, cosa succederà dopo Santo Stefano?

A chiarire la situazione è l'assessora ai Lavori pubblici Federica Del Conte. La Giunta di Ravenna ha infatti approvato un progetto, che riguarda in particolare  le rampe d'accesso al ponte: "Dal punto di vista tecnico sono stati calcolati tre mesi per il completamento delle opere. Poi, nel corso dell'estate, la ditta che si occupa dei lavori ha fatto ulteriori verifiche". Ai 90 giorni inizialmente stimati dal Comune, così sono stati riconosciuti altri 75 giorni, per una somma totale, dall'approvazione del progetto, di 165 giorni. Da qui, dunque nasce la data di scadenza del 26 dicembre. Tempi che, come sottolinea l'assessora "sono stati riconosciuti in assenza di un cronoprogramma, ma valutando l'elaborazione del progetto e considerando i tempi per le verifiche".

Recentemente, però, la ditta appaltatrice ha presentato il suo cronoprogramma dei lavori, che prevede come consegna il 23 marzo 2023, data che è stata contestata dalla Direzione dei lavori. "Noi, come Comune, individuiamo dei tempi per completare le opere. A oggi, se non succede nulla che ostacoli i lavori, dopo il 26 dicembre scattano le penali", fa sapere Del Conte. Naturalmente si dovrà anche ragionare su eventuali ostacoli oggettivi, come il maltempo, che potrebbe giustificare un ritardo dei lavori.

Ma a che punto sono, in effetti, i lavori? "Oggi non manca molto. Le opere più complesse sono già state effettuate", conferma l'assessora. Basti pensare che, nel corso dei lavori, è stato deviato il corso del fiume Lamone. Inoltre, la struttura del ponte ad oggi sarebbe pronta, mentre "si sta lavorando su entrambe le rampe di accesso", afferma Del Conte. Completate le due rampe, mancherebbero solo gli elementi superficiali, come l'asfaltatura, l'illuminazione e le protezioni del ponte. "L'obiettivo comune - conclude l'assessora - è finire quest'opera". 

Il progetto del ponte: lavori iniziati nel 2020

I lavori per il nuovo ponte sul Lamone sono ormai argomento di discussione fin dal 2020. Proprio il 12 febbraio di quell'anno erano partiti i primi lavori di rifacimento e di adeguamento sismico del ponte in località Grattacoppa. L'intervento fu però sospeso perché, durante le operazioni di pulizia delle scarpate del fiume, era emersa la presenza di un cavo Telecom, collocato sul manufatto e disposto sulle rampe a monte e a valle del ponte, che interferiva con le operazioni di demolizione dell’impalcato originale. Solo in seguito alle operazioni di spostamento della infrastruttura telefonica, i lavori poterono cominciare. Si era giunti al febbraio-marzo del 2021. 

Come veniva precisato nel corso del 2021, si trattava di un investimento complessivo di 2 milioni e 800mila euro. Il nuovo ponte con un impalcato continuo a tre campate realizzato in acciaio e calcestruzzo, sarebbe stato posizionato ad una quota più alta rispetto a quella originale, il che ne avrebbe migliorato le condizioni idrauliche. L’opera prevedeva inoltre una sede stradale con due corsie e due banchine, ciascuna affiancata da marciapiedi raccordati con le sommità degli argini in modo da garantire i percorsi naturalistici. L’innalzamento del piano viabile comportava, naturalmente, anche l’adeguamento delle due rampe di accesso al ponte. 

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