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Coronavirus, il Ministro della salute corre in aiuto al porto: "Due nuovi medici per i controlli"

L'annuncio del sindaco ai lavoratori portuali: "Quella della carenza di organico del personale sanitario nel porto di Ravenna era una problematica molto sentita da tempo da tutta la comunità portuale"

Non si placano i dubbi dei lavoratori del porto in relazione allo stato di emergenza sanitaria dichiarato dal Consiglio dei Ministri a seguito della diffusione del Coronavirus. La settimana scorsa, durante un vertice in Prefettura, si è proceduto all’esame delle procedure di carattere sanitario che vengono attuate all’ingresso di navi nel porto, per verificare l'opportunità di un potenziamento dei controlli. In quell'ottica, il Direttore dell’Ufficio di Sanità Marittima aveva sottolineato le difficoltà connesse alla carenza di organico, comunque assicurando che avrebbe adottato ogni misura organizzativa atta a fornire un più alto livello di controlli valutando, in particolare, la possibilità di ampliare ulteriormente le fasce orarie di operatività dell’ufficio, in modo da consentire accertamenti più accurati e il rilascio in tempi brevi della certificazione di “Libera pratica sanitaria”. Tale certificazione, che attesta l’assenza di problematiche sanitarie, è prevista per ciascuna nave che comunichi l’accesso nel porto e autorizza la nave stessa a iniziare tutte le operazioni di tipo commerciale e/o di sbarco e imbarco di passeggeri.

Per cercare di rispondere ai tanti dubbi dei lavoratori è stato organizzato dall'Autorità di sistema portuale - d'intesa con la Capitaneria di Porto nei locali della Compagnia portuale in via Antico Squero - un incontro informativo rivolto a tutta la comunità portuale per fare chiarezza sul caso anche dal punto di vista sanitario. All'incontro hanno preso parte, tra gli altri, Raffaella Angelini, Direttore Dipartimento Sanità Pubblica Ausl Romagna, Paolo Bassi, Direttore Malattie Infettive dell'Ospedale di Ravenna, e Antonio Lepore, Direttore Usmaf (ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera) di Ravenna.

Il presidente della Compagnia portuale

"Questi dubbi sul caso del Coronavirus ci preoccupavano abbastanza - spiega Luca Grilli, presidente della Compagnia portuale di Ravenna - Durante l'incontro in Prefettura è emerso come non fossero state date linee chiare dal Ministero e che vi era personale medico insufficiente. Un caos generale che non tranquillizzava gli operatori portuali: così abbiamo deciso di incontrarli per fare chiarezza. Il nostro lavoro è quello di mandare le persone a bordo delle navi senza dubbi o paure. Ho sentito tanti lavoratori domandarsi in questi giorni "Ma a me chi me lo dice che posso salire tranquillamente su quella nave?": così abbiamo deciso di estendere anche a loro la "Libera pratica sanitaria", documento che libera da ogni dubbio spiegando quelli che sono i rischi di una determinata nave. Normalmente questo documento viene mantenuto solo dall'agenzia che ha procacciato quella nave, e l'estensione dello stesso anche alle persone che vanno a bordo è già un primo passo".

In relazione alla carenza di organico dell'ufficio, durante l'incontro in Prefettura era stata annunciata l'intenzione di sottoporre il problema nuovamente all’attenzione del Ministero della Salute, nonché del Commissario Delegato all’emergenza, per richiedere una soluzione in tempi brevi, atteso che - come sostenuto da tutti i presenti, tra i quali il sindaco Michele de Pascale - tale criticità risulta non più sostenibile in un contesto portuale ove la sussistenza di consistenti scambi commerciali a livello internazionale impone un costante e notevole impegno nelle attività di controllo e di monitoraggio. "Il porto di Ravenna ha una sola direzione, per di più con sede a Bologna, mentre ci sono altri porti anche piu piccoli che ne hanno addirittura due - conclude Grilli - E se si lamenta della scarsità di organico anche il primo cittadino... questo ci fa capire come lo sfogo dei lavoratori sia reale".

Il sindaco

"Il ministro della Salute Roberto Speranza mi ha informato lunedì mattina che sono stati assunti due medici per l’Ufficio di sanità marittima del porto di Ravenna - spiega agli operatori dello scalo il sindaco Michele de Pascale - Quella della carenza di organico del personale sanitario nel porto di Ravenna era una problematica molto sentita da tempo da tutta la comunità portuale. Ringrazio il ministro Speranza per l’attenzione riservata al nostro scalo, in un momento in cui i controlli sanitari sono balzati all’onore delle cronache; ma per noi il problema esisteva da tempo e riteniamo questa notizia molto positiva. Naturalmente il merito va condiviso con la Prefettura, la Capitaneria di porto, l’Autorità portuale e tutta la comunità portuale; insieme e con determinazione abbiamo fatto presente la criticità della situazione nella quale si trovava il nostro scalo e questa compattezza e comunità di intenti è stata sicuramente importante per trovare un serio e attento ascolto".

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