Porto, i sindacati: "Carenza di almeno 32 addetti doganali, servizi a rischio"

Problemi di organico alla dogana al porto di Ravenna. A denunciarlo sono i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa

Problemi di organico alla dogana al porto di Ravenna. A denunciarlo sono i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa: "Con l'avvento della Brexit altre realtà vicine hanno portato a casa bandi di concorso regionali o di area vasta per l’assunzione di un numero considerevole di nuovi posti di lavoro, eppure – secondo la Fp Cgil Cisl FP e Uil Pa – qualcuno ha pensato che in Emilia-Romagna non ci fossero evidenti necessità sotto il profilo della carenza d’organico e che la realtà portuale così importante come quella ravennate – ancora una volta – non rientrasse nelle strategie politiche dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Le azioni politiche intraprese in altri territori, ultime in Liguria e Piemonte, sembrano avere la meglio quando si tratta di garantire nuovi assunzioni attraverso bandi di concorso a loro riservati".

"Si vuole nascondere la naturale identità di un Ufficio portuale come quello ravennate - spiegano i sindacati territoriali - non si comprendono le difficoltà a volere riconoscere il ruolo e l’importanza amministrativa di questa sede, della sua dimensione produttiva in ambito doganale e settore accise e dell’interesse strategico Regionale, Nazionale e Europeo. L’ennesima dimostrazione del disinteresse più totale dei vertici dell’Agenzia alle problematiche di questo ufficio territoriale, ben diretto da un Dirigente di ruolo – malgrado sia contemporaneamente incaricato anche alla Direzione degli Uffici di Forlì e Bologna - è rappresentata dal bando che l’Agenzia ha pubblicato la scorsa estate riservando a Ravenna solo 12 posti, mobilità a cui si poteva accedere solo se già in servizio presso una pubblica amministrazione e solo in possesso di determinati requisiti e autorizzazione preventiva dall’ente di appartenenza a potersi trasferire. Le 12 unità lavorative corrispondono al numero di dipendenti andati in pensione o trasferiti dalle dogana di Ravenna solo negli ultimi 18 mesi. Il bando comunque è fermo al palo da mesi con buona pace degli interessati. Ma il dato più preoccupante è quello che arriverà a conclusione del 2020, infatti l’Udm rimarrà con 57 unità di ruolo in servizio – di cui una parte impegnati stabilmente presso i presidi di fabbrica - con una conseguente carenza di almeno 32 lavoratori. In questo senso – concludono Cgil, Cisl e Uil – se si vogliono sostenere i servizi, sarebbe auspicabile che tutte le istituzioni politiche, le associazioni di categoria, l’Autorità di sistema, facessero fronte comune per favorire l’attivazione di percorsi destinati ad incrementare la dotazione organica della struttura, garantendo la salvaguardia della piena operatività territoriale e il rilancio del sistema doganale ravennate".

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"Purtroppo in questi anni anche la Regione Emilia-Romagna ha fatto ben poco per riconoscere al porto di Ravenna quell’importanza e quel valore che consentirebbe di non subordinarlo ad altre realtà portuali - commentano Alberto Ancarani e Anna Maria Bernini, rispettivamente candidato capolista di Forza Italia alle elezioni regionali 2020 e presidente dei senatori di FI - Con il risultato che quello ravennate, negli anni, è diventato un porto di serie B al quale manca persino una dotazione adeguata di personale. Queste elezioni regionali sono un’occasione unica per mutare radicalmente l’approccio nei confronti del porto di Ravenna, e ciò anche in considerazione della prossima ultimazione dei lavori di approfondimento del canale per i quali, finalmente, è stato emesso il bando di gara. Il porto di Ravenna merita di essere valorizzato nella sua identità più vera e autentica: anche per questo il 26 gennaio il cambio di passo è assolutamente necessario".

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