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21enne positivo al Coronavirus da oltre 50 giorni: "Mi sento abbandonato, ditemi cosa devo fare"

E' sconsolato lo studente rinchiuso in casa in quarantena dal 20 marzo scorso. Il giovane, infatti, continua a essere positivo al Covid-19, nonostante i quasi due mesi trascorsi

"Sono positivo al Coronavirus da oltre 50 giorni e nessuno mi dice nulla. Mi sento abbandonato". E' sconsolato Lorenzo, 21enne ravennate rinchiuso in casa in quarantena dal 20 marzo scorso. Il giovane studente universitario, infatti, continua a essere positivo al Covid-19, nonostante i quasi due mesi trascorsi.

L'inferno di Lorenzo è iniziato lo scorso il 18 marzo: "Ho avvertito i primi sintomi: febbre, tosse molto forte e mal di gola - spiega il ragazzo - Il 20 marzo, dopo aver contattato il medico di base, il personale delle Usca (unità speciali di continuità assistenziale, ndr) è venuto a casa e mi è stato effettuato il primo tampone, risultato positivo. A quel punto mi hanno detto di rimanere in quarantena a casa per le due settimane successive e, nel frattempo, hanno fatto il tampone anche ai miei genitori, risultati entrambi positivi".

La quarantena di Lorenzo prosegue come da routine: chiamate dai medici ogni giorno per sapere i sintomi, misurazione della febbre continua e anche controlli con il saturimetro: "Ci hanno consigliato di acquistarlo e lo abbiamo fatto - spiega il 21enne - ma senza l'aiuto di un medico il dato è difficile da interpretare. Mia mamma è stata l'unica che ha ricevuto la visita di un medico durante la quarantena, perchè aveva la febbre molto più alta rispetto a me e mio padre. Ma anche in questo caso il dottore le ha semplicemente fatto misurare la febbre, nonostante avesse anche problemi respiratori. Mio babbo, invece, è stato ospedalizzato due giorni perchè aveva sintomi più gravi, e ha ricevuto una cura di Plaquenil. Stesso farmaco che ha assunto anche mia mamma, perchè lo prendeva già prima del Coronavirus per un'altra cura".

Il monitoraggio a distanza prosegue fino a quando, il 23 aprile, Lorenzo si sottopone nuovamente al tampone, che questa volta risulta negativo. Il secondo tampone effettuato a 24 ore di distanza, però, fa ripiombare il giovane nello sconforto: è di nuovo positivo. "E' stata una doccia fredda - racconta lo studente - Ne ho fatto un altro il 4 maggio, sperando che questa volta andasse tutto bene: invece ero ancora positivo. Ho richiamato il mio medico di base chiedendo una terapia: in media servono 14-20 giorni per guarire, mentre io ho già superato le 50 giornate di positività, sono preoccupato. Finchè non avrò il doppio tampone negativo non potrò fare nulla, e mi sento abbandonato. I miei genitori per fortuna sono entrambi guariti, per cui ora devo vivere confinato nella mia camera senza poterli vedere. Mi sento un semplice numero che non conta nulla. Ho provato a contattare il servizio di igiene pubblica, ma niente: mi sono state negate le visite o una terapia. Io resto a casa come mi viene richiesto, va bene, però sono ancora qui malato dopo 50 giorni. Cosa significa? Cosa devo fare? Non voglio fare il fenomeno, vorrei solo che qualcuno mi dicesse cosa devo fare".

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